Le panchine giganti

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Tante volte mi capita di pensare alla mia infanzia con nostalgia e un pizzico di malinconia perchè mi piacerebbe poter recuperare la spensieratezza, la genuinità dei sentimenti, la capacità di fantasticare, di essere sempre con la testa fra le nuvole e di provare stupore.

C’è un sogno che faccio spesso ed è quello di ritornare bambina.

Forse ci sarebbe un modo per fare un salto indietro nel tempo e riscoprire l’età delle verdi speranze.

Basterebbe poco per rivivere la magia degli anni più belli.

È sufficiente, infatti, partire alla volta del Piemonte.

Il designer americano Chris Bangle ha avuto un’idea geniale: ha dato un volto concreto al suo progetto realizzando delle panchine giganti nelle Langhe posizionate in punti strategici per poter ammirare meglio panorami mozzafiato.

La prima panchina è stata costruita nel 2010 a Clavesana grazie al Big Bench Community Project che è diventata nel tempo un’associazione no profit che si propone di valorizzare il territorio dando un impulso al turismo locale.

Il progetto ha suscitato l’interesse di tanti privati che hanno voluto investire, in qualità di sponsor, per realizzare queste speciali panchine.

Sono alte circa due metri e mezzo ed hanno colori sgargianti perchè lo scopo è anche quello di attirare l’attenzione. Si trovano lontano da abitazioni e altri edifici, sono raggiungibili a piedi in modo che venga privilegiato il contatto con la natura.

Sono in genere costruite da artigiani locali e devono essere sempre accessibili in ogni momento della giornata.

Finora, sparpagliate per le Alte Langhe, ci sono oltre 50 panchine.

Per ogni nuova panchina viene realizzato un timbro personalizzato adoperato per siglare i “panchinisti” che hanno scelto di visitarle.

Esiste, infatti, il passaporto BBCP ed ogni timbro ha il logo delle panchine e il nome del paese in cui si trova.

Esiste un ufficio turistico dove poter richiedere il passaporto.


Credo che debba essere emozionante sedersi su queste “panchinone” dopo aver camminato tra campi,vigneti e roseti, in una esplosione profumata di fragranze e colori.

E poi, seduti sulla panchina, chiudere per un attimo gli occhi per prepararsi al meglio allo spettacolo, lasciandosi contagiare dalla bellezza suggestiva di quei luoghi… per regalare allo sguardo un’illusione, un brivido, un attimo di magia.

Siamo sempre pronti a naufragare sui lidi della nostra infanzia.

Questo momento così rilassante sulle panchine giganti, comode e accoglienti ci ricorda anche che le emozioni possono diventare piú intense quando sono condivise.

Immaginiamo come sarebbe bello raggiungere la “panchinona” e avere al nostro fianco l’amico del cuore!

Piera Messinese

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