Le nostre anime di notte

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Ci sono film bellissimi che non hanno il successo che meriterebbero. Uno di questi è Le nostre anime di notte, che si basa sul romanzo di Kent Haruf.

La storia è come una carezza al cuore, molto bella .

Storia ambientata in un piccolo centro del Colorado dove risiedono due anziani vedovi settantenni: Louis Waters e Addie Moore.

Anche se vicini di casa da molti anni, non si sono mai frequentati. I figli sono lontano e loro si ritrovano entrambi a vivere nelle rispettive case vuote e silenziose.

Un giorno Addie, stanca di vivere da sola, decide che è arrivato il momento di conoscere meglio il vicino. Una sera si reca da lui e gli rivolge una proposta molto singolare: perché non trascorrere alcune notti insieme e superare le rispettive solitudini chiacchierando e addormentarsi nello stesso letto?

Dapprima iniziano a telefonarsi di notte, passano la notte raccontandosi. Louis, superando la personale riservatezza, accoglie l’invito e gradualmente nasce tra i due una premurosa intesa che, con il passare del tempo diventa un forte legame che causa chiacchiere e pettegolezzi tra gli abitanti di Holt, dove tutti conoscono la vita degli altri.

Arriverà però il giorno in cui i due protagonisti dovranno scegliere tra la libertà dei propri sentimenti e l’attenzione alla propria famiglia. Scopriranno ancora una volta che le notti in solitudine sono davvero troppo lunghe.

Le nostre anime di notte, è un film con una carica comunicativa molto forte che vede ancora una volta uniti sul grande schermo due miti del cinema americano: Jane Fonda e Robert Redford.

Addie e Louis, dopo l’invito di lei, iniziano a frequentarsi per sentirsi meno soli quando arriva la sera. La trama si snoda con semplicità delineando una storia fatta di confidenze, affetto e amicizia.

Due anime sole che giungono eccezionalmente a rendersi felici. Sarà bello conversare, parlare di se stessi, bere birra, condividere la vita, i ricordi, i figli, i rispettivi coniugi defunti, storie del proprio passato mai raccontate prima. Dormire insieme significa avere una presenza accanto che favorisce il sonno.

Il film si snoda attraverso una storia malinconica e delicata. Le nostre anime di notte descrive con garbo la semplicità dell’amore, la sua purezza, la sua genuinità. Lo fa con piccoli gesti, con parole sussurrate, con arguto umorismo.

Le notti sono la cosa peggiore, non trovi? Dice la protagonista.

Durante la notte i pensieri si perdono nel vuoto e la solitudine lascia spazio ad una inquietudine senza soluzione.

Ma l’amore non ha età, coinvolge molto spesso persone normali che hanno dietro di sé storie dolorose e drammatiche. Il cammino interiore di Addie e Louis metterà in luce le loro intime sofferenze.

Addie per anni ha tenuto nascosto, nel segreto del cuore, il dolore per la perdita della figlia. Louis invece si addossa le colpe della fine del suo matrimonio. Ma, pur nelle loro fragilità, arriveranno a rendersi felici e rompere gradualmente quella cortina che li divideva dal mondo.

Delicato e crepuscolare, quasi un lungo racconto dialogato tra due anziani conoscenti che decidono di fuggire l’egoismo di un’orgogliosa solitudine per provare a … dormire insieme. Non c’è niente di erotico tra queste pagine; nemmeno di mielosamente sentimentale.

Al contrario c’è grande attenzione verso il potenziale affettivo di chi ci è “prossimo” e che possiamo fare nostro, dando spessore all’ultimo difficile tratto della vita, se solo riusciamo a vincere il macigno dei pregiudizi.

Angela Amendola

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

Penelope e le altre

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