L’armocromia è una guida all’uso del colore.
Essa si interessa di studiare gli effetti dell’armonia dei colori sugli esseri umani, partendo addirittura dalla reazione della pelle di una persona a determinati colori, cercando di trovare quelli capaci di donare armonia al suo colorito.

Molti sono stati coloro che si sono interessati, hanno studiato e cercato di ideare un qualche sistema complesso e non di creazione dei colori, poi ripresi da coloro che vollero misurarsi con la personalizzazione del colore (uno fra i primi fu Albert Henry Munsell), ma il primo ad individuare un collegamento tra il colorito delle persone e quelli dei colori della natura, i quali mutano con il cambiare delle stagioni, fu il pittore e designer svizzero Johannes Itten, docente in scienze dei materiali e del colore.

Egli fu il primo a notare una corrispondenza tra le caratteristiche tipiche dei colori di alcuni periodi dell’anno con quelli degli esseri umani; individuò i caratteri di temperatura (fredda o calda) e valore (chiaro o scuro), così in inverno potevano essere classificati i coloriti freddi e scuri, in primavera quelli caldi e chiari, in estate quelli freddi e chiari e in autunno quelli caldi e scuri.
Ma questa di Itten fu una prima teoria sul colore, in quanto creare un sistema a 4 stagioni, dando troppa importanza al colore di occhi e capelli, divenne troppo riduttivo rispetto a ciò che è realmente la complessità del colorito umano.
Molti i successori di questa disciplina.
Basti pensare a Bernice Kentner fino a Carole Jackson… ma colei che capì che 4 tipologie fossero veramente poche rispetto ai numerosi coloriti umani è stata la britannica Mary Spillane, che ampliò le tipologie da 4 a 12, 3 sottotipi per ogni macro stagione.
Ella individua per ogni stagione una tipologia pura, con toni esclusivamente caldi o freddi; le altre stagioni invece confluiscono nella stagione seguente nel cerchio stagionale come in un cerchio (l’inverno profondo è l’inverno che confluisce nell’autunno conservandone i colori così da non essere totalmente freddo come l’inverno assoluto, ma più neutro).

Un ampliamento stagionale avvenne però dal 2013 con Ferial Youakim, la quale si rese conto che alcune persone risultavano spente, cupe.
Ella ampliò il concetto di scala di grigio applicandolo in modo più esteso rispetto a quello di Mary Spillane, grazie a due innovazioni: tipologie stagionali soft (colori non vivaci, con sottotono grigio, vengono sdoppiate differenziandosi in chiare e scure), tipologie estive ed invernali (tipologia di transizione dove il croma alto dell’inverno risulta più basso, ma non soft, dei colori estivi) e lo stesso avviene con le stagioni primavera e autunno (tipologia primaverile più vivace, ma non così spenta da risultare autunnale).

In Italia, chi ha reso famosa questa disciplina è stata Rossella Migliaccio, la quale ha portato l’armocromia sui social. Rossella Migliaccio ha collocato le star nei celebri sottogruppi, per riconoscere la sua più facilmente, facendo una selezione dei look autunno/inverno 2019/2020 che si adattano meglio ad ogni macro gruppo.
Essa divide in 4 macro gruppi le caratteristiche cromatiche delle persone e che prendono il nome dalle stagioni (primavera, estate, autunno, inverno).
Inverno: sottotono freddo, intensità alta e un complesso cromatico medio-basso. Si a colori come il nero, il blu scuro e il grigio antracide (il ghiaccio può essere utilizzato per gli accessori). Altri colori perfetti sono le sfumature fredde del rosso e del verde, fantasie come i pois bianchi e neri e le righe marinare. No a colori come il beige o l’arancione.
Autunno: sottotono caldo, bassa intensità e un complesso cromatico medio-basso. Sottotono giallino (tranne per coloro che hanno i capelli rossi che, pur avendo un sottotono rosato, rientrano nelle stagioni calde). Si ai colori cammello, testa di moro e terracotta (tutti i colori gialli/rossi vanno bene), tessuti come cashmere, lino e fantasie foliage. No a colori freddi e cupi (nero).
Estate: sottotono freddo, bassa intensità e complesso cromatico basso. Si a colori grigi madreperla e tortora, blu avio e lavagna, il rosa (cipria, lampone, lavanda e glicine), fantasie con disegni piccoli (quadretti o millerighe). No a colori vibranti (fluo o a base aranciata).
Primavera: stagione più difficile e rara. Ha valore cromatico, alta intensità e con sottotono variabile. Si al verde prato, turchese acceso, corallo e tonalità aranciate, cammello o blu royal. Si a stampe floreali con buon contrasto.
Il colore, dal 2019, è diventata una vera ossessione, tutti alla ricerca della loro stagione perfetta.
E tu, di che stagione sei?








[…] L’armocromia che fa impazzire il mondo! […]