L’amica geniale 3

200669

Come mai non ho visto la prima serie del L’amica geniale?

Francamente non so dare una risposta alla domanda che mi sono posta, non ho seguito la prima serie perché avevo “bocciato” il libro della Ferrante, lasciato a metà chiuso, sul comodino.

Libro che a tratti mi annoiava, quindi, basandomi su quello, ho tralasciato di vedere la trasposizione televisiva.

Ma non mi sono pentita, ho preferito seguire la storia delle due ragazze nelle esperienze giovanili, perché anche loro come me erano adolescenti negli anni ’70.

La seconda stagione si chiudeva con la presentazione a Milano del primo libro di Elena, rovinata da un lettore che ne voleva la censura di alcune parti, che erano secondo lui “sconce”.

Era stato l’intervento di un suo vecchio amico, Nino a rimediare. Lenù, si era laureata con 110 e lode alla Normale di Pisa, si era fidanzata con l’ex compagno di università Pietro Airota, e la madre di lui ne aveva pubblicato il romanzo.

La nuova stagione inizia proprio da dove finiva quella scorsa, con Elena che esce dalla libreria insieme alla suocera e al ritrovato Nino Sarratore. Lenù, ovviamente, è ancora e nonostante tutto, attratta fortemente da Nino, e inizia a fantasticare una fuga d’amore con lui. Perché Pietro è così “normale” nel suo essere troppo educato, un giovanissimo professore universitario, al contrario di Nino, così simile ad
Elena.

Nino, non è però quello che lei crede, il principe azzurro, una giovane in una riunione femminista, le confessa di essere stata sedotta e abbandonata proprio da lui.

Elena torna a Napoli, Pietro chiede la sua mano a suo padre, che benedice il fidanzamento nonostante i due vogliano sposarsi solo con rito civile, senza matrimonio in chiesa.

Eppure tutti noi, eravamo convinti che Lenù avrebbe vissuto una vita cercando l’equilibrio tra follia, la disperazione, cosa che capita a molte donne, che percorrono gli anni della loro vita sospese su un filo come funambole sugli abissi. Tra le due amiche Lila era quella impetuosa, era tempesta, era un ciclone, istintiva. Lenù invece era come l’approdo sicuro dopo un mare in tempesta.

Lenù non voleva mai deludere chi le viveva accanto, in lei tutti trovavano l’esempio da imitare. Lei, una ragazza lineare come poche, e coi piedi piantati per terra. Ma la terza serie ha dimostrato chi era davvero Lenù, cosa voleva, che vita desiderava. Ed ha scelto di prendere un aereo verso la nuova vita. Ha finalmente seguito la sua natura, il suo cuore, il suo animo.

Nessuno di noi, che l’abbiamo vista crescere, vista scrivere il primo libro, avremo mai immaginato quello che in realtà sarebbe poi successo. Lenù ha tradito Pietro, con un colpo di testa non ha rinunciato all’amore che aveva da sempre dentro di sé, per Nino. Ha abbandonato la famiglia, tutto per una vita che secondo lei era profumo di libertà e follia, tutto per amore. E fin da quando bambina, conobbe il piccolo Nino Sarratore ha avuto per lui un sentimento di attrazione, convinta che prima o poi la sorte l’avrebbe resa felice, permettendole di costruire qualcosa insieme a lui. In mezzo ai suoi desideri reconditi, si è trovata Lila, che è riuscita a togliere l’illusione di quel sogno, trascinando per un periodo Nino nella sua rete.

Il dolore per averlo perso, ha fatto in modo che Lenù ricominciasse lontano dal Rione e con Pietro, che significava per lei la promessa di una sicurezza economica e dal matrimonio sono nate due splendide bambine.

Non ci è voluto molto, quando ha rivisto Nino, di bucare la bolla di solitudine in cui era precipitata dopo il suo matrimonio con il trasferimento a Firenze. Lenù è caduta nel peccato per colpa di un uomo mai cresciuto, e che ha sempre dimostrato un narcisismo tossico e distruttivo per tutte le donne che hanno avuto la sfortuna di condividere con lui un pezzo di vita.

Da qui la decisione, forzata dallo stesso Pietro che ha scoperto il tradimento, di mandare in frantumi la sua vita e di fuggire con Nino. Ma prima, ha dovuto incassare in silenzio le parole di Lila che, una volta appresa al telefono la notizia, non ha potuto fare a meno di chiedere all’amica se fosse impazzita. Le sue parole sono state tremende.

Pensavo che potessi vivere una vita bellissima anche per me», «mandi tutto all’aria per quello lì?», «Non farlo», «Ti succhierà e poi ti abbandonerà».

Nonostante quelle parole l’avessero molto spaventata, lasciata senza fiato, Lenù non ha desistito, la ragazza ch’era, ha dato il benvenuto alla donna che è riuscita a diventare, facendo la sua scelta.

Ci sarà, e ne sono felice, la 4 serie, Lenù e Lila trascineranno la loro storia fino ai giorni nostri.

Nella terza serie, di molto interessante, abbiamo visto il femminismo, gli scontri politici di quegli anni, la musica anni 70, come corollario alle storie delle due giovani.
Ce lo ricorda persino il modo in cui il ginecologo reagisce alla richiesta di una pillola anticoncezionale, da parte di donne non sposate.
Chi ha visto la fiction sa che, come scrive Elena, le donne sono schiave fidate. Sono oggetti, cose da possedere e di cui disporre come si vuole, persino con il benestare della legge e della scienza.

Guardare L’Amica Geniale 3 ci ha aiutate a capire le disparità di genere che sono ancora esistenti, e a considerare il femminismo e le sue lotte come qualcosa di molto attuale.

Angela Amendola

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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