L’altro lato della leggenda – prima parte

110603

Che cos’è l’amore?
Io a questa domanda amletica non saprei rispondere se non con dei paragoni.
Ho visto l’amore ai tempi di Achille e Patroclo, di Achille e la bella Briseide. Ho visto l’amore ai tempi di Ulisse quando dopo lunghi anni ritornò dalla sua Penelope che aveva rifiutato le avance dei Proci. Ho visto l’amore ai tempi di Shakespeare quando Giulietta si finse morta per poter stare col suo Romeo. Ho visto l’amore ai tempi di Cleopatra quando si tolse la vita insieme al suo amato Antonio per non finire prigioniera del nemico Ottaviano.
Non avevo mai provato l’amore, quello vero: l’avevo solo visto di persona.
Il mio popolo non potrà mai avere idea di quanto sia grande questo sentimento: rispettiamo le tradizioni che ci impongono matrimoni combinati per garantirci la sopravvivenza. In questo modo viviamo da millenni in pace e serenità.
Ho sempre seguito le regole: sono stata educata dalle mie otto sorelle maggiori e dai miei genitori con rigore e formalità.
Purtroppo questo equilibrio si è rotto quando una mattina mi poggiai ad uno scoglio per raccogliere delle soffici stelle marine.
La mia famiglia non era molto d’accordo con questo mio hobby, ma a me piaceva inspirare un po’ d’aria umana.
Vidi in lontananza una barca di pescatori che velocemente si faceva sempre più vicina: su di essa notai un giovanotto bellissimo e raggiante che si ergeva dalla prua. I tritoni erano belli senza ombra di dubbio, ma lui era fiero come uno di quegli spavaldi e gloriosi gladiatori che avevo visto e sedotto segretamente secoli prima.
In preda al panico mi nascosi velocemente, con un guizzo di pinna, dietro allo scoglio, ma lui mi notò.
In un primo momento pensai volesse catturarmi poiché, con gli anni, avevo constatato che gli uomini erano più inclini a provare odio che amore. Noi sirene sappiamo essere crudeli come ci hanno sempre descritto: io ero tra quelle che cercò di ammaliare col proprio canto Ulisse.
L’amore per noi è una promessa eterna.
Mi domandai spesso perché quello stupido acheo si fosse legato all’albero maestro e alla fine, seguendolo per diversi giorni, capì: doveva tornare da lei. Ad ogni modo, non scordai mai il nostro primo incontro: si sporse dalla sua piccola barca e mi gridò, preoccupato, di andarmene e di non farmi vedere da suo padre che mi avrebbe sicuramente catturata.
Vidi la paura e allo stesso tempo la curiosità nei suoi occhi scuri e alzai le mani in segno di resa per poi nuotare lontano da lui.
Quando lo conobbi aveva solo quattordici anni: volevo semplicemente stargli vicino. Il giorno dopo lo aspettai sulla stessa roccia. Quando mi vide nuovamente lì, nonostante il giorno prima mi avesse redarguito, mi sorrise, scettico.
Ci demmo appuntamento sulla spiaggia, in un punto un po’ nascosto dalla vegetazione quella stessa notte alle tre, per poi trovarci sempre allo stesso orario, nello stesso posto.
Tutto ciò durò per cinque bellissimi anni: ma una sera, durante la mia risalita verso il cielo, le mie sorelle maggiori mi seguirono senza farsi notare.
Quando mi videro scambiare un lungo bacio con il mio Pit emisero un grido talmente stridulo e forte da infrangere i vetri delle case vicine. Alterate e disonorate offrirono al mio affascinante Pit una via di salvezza: non l’avrebbero ucciso in cambio di una sua resa.
Doveva seguirle in fondo al mare dove l’avrebbero deliziato con le loro avvenenti attenzioni.
Il mio fedele amato rifiutò con tono deciso perché voleva me e soltanto me: la sua sirena, la sua Cris. Non sapeva, però, che avrebbe pagato molto caro questo affronto: le mie sorelle cominciarono ad intonare un canto che trasformò il mio Pit in uno scoglio enorme, il quale avrebbe troneggiato possente sulla spiaggia della bella Vieste.
Il canto diceva che il nostro amore sarebbe stato visibile, ma nascosto agli occhi di tutti per cento lunghi anni.
In seguito, le mie sorelle mi riportarono disperata negli abissi, a casa nostra, dove, dopo una lunga sfuriata da parte dei miei genitori, venni relegata per settanta interminabili anni in una stanza con un’unica e sottile finestra.

Arianna Aicardi

2 COMMENTS

  1. Tender story, full of significant emotions that we all have experienced in our living life.
    Compliments to the author. More will be expected from her. Thank You.

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