La signora della porta accanto

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Né con te, né senza te… La signora della porta accanto

Sempre più spesso leggiamo o sentiamo dire che molti vivono una doppia vita per dei periodi, e di trovarsi a gestire una vita coniugale ed una vita segreta. Ci sono anche dei casi in cui succede davvero di innamorarsi in queste situazioni, e protrarre una relazione per tutto il corso della vita.
Quanti film abbiamo visto dove l’essere amanti viene presentato con romanticismo, passione, un amore con la “A maiuscola“. Storie dove la coppia sembra essere nel giusto, alla ricerca di coronare un sogno e avere la possibilità di vivere il grande amore.
Ma nella realtà è tutto più complicato: vedersi, farsi una telefonata, una cena insieme e magari un viaggio. Ed è in questa “specie di sottomondo“, che vive il grande amore di due amanti. Che lottano contro tutto, per poche briciole di felicità. Alcuni dicono che il grande amore, esiste e, se pure si ha la fortuna di incontrarlo, non sempre è detto che si abbia la possibilità di «viverlo». Perché il grande amore non vince su tutto. Non vince ad esempio sul dovere che l’amore di un padre o di una madre per i figli impone.
E allora che viva pure nel “sottomondo“.

Dove esiste l’amore di due persone pronte a sostenersi sempre, che trovano l’uno nell’abbraccio dell’altro la pace dal rumore assordante di quanto di brutto può esserci nella vita. Proprio quell’ amore che finalmente da un senso alla frase: «Ti accolgo come mio legittimo sposo»…nella buona e nella cattiva sorte, senza un altare, senza fede al dito.

Ma una relazione così, può anche portare alla distruzione psichica. È quello che è accaduto alla coppia di un film…

“Nè con te, nè senza te.”

Con questa frase finisce un meraviglioso film: La signora della porta accanto, di Francois Truffaut e che ha tra i protagonisti Gerard Depardieu e Fanny Ardant, due interpreti eccellenti del cinema francese. Film visto per caso su Raiplay nelle mie maratone cinematografiche.

In un paese vicino a Grenoble la signora Odile Jouve, che gestisce il circolo del tennis, racconta la vicenda di Mathilde e Bernard. Philippe un controllore di volo e sua moglie Mathilde scrittrice, vanno a vivere in una casa che si trova di fronte a quella di Bernard Coudray, di sua moglie e del figlio. Mathilde e Bernard si sono amati di un amore passionale dieci anni prima, ed ora fingono di non conoscersi. Era stata lei a voler troncare la loro relazione ma adesso entrambi si trovano di fronte a un sentimento che riesplode dando origine a una catena di eventi drammatici che coinvolgono anche le reciproche famiglie.

Mathilde è una donna che può svenire in un parcheggio durante un bacio o quella che piange perché l’amore fa male. E dieci anni dopo niente è cambiato, anche se si sono rifatti una vita e si credono capaci di diventare amici. Eppure i loro corpi non sentono nessuna ragione.

Sono fatti per intendersi e per bruciare ancora di quella passione che non ha mai smesso di esserci. La nuova vicinanza tra risveglia in loro vecchie passioni e tormenti provati anni prima, conducendoli nuovamente dentro un gioco di tradimento e d’amore. Tra di loro, al nascosto dei rispettivi coniugi, la fiamma della passione si riaccende, ma tutto è destinato a prendere una strada imprevista.

Per loro c’è solo una emozione che conta: l’amore tormentato di due individui che si amano ma che si feriscono a loro volta in una lotta infinita tra romanticismo carnale e odio. Bernard, durante una festa, va a picchiare Mathilde non sopportando la sua partenza per la luna di miele con il marito. Da questo momento, quando ormai tutti sanno del loro rapporto presente e del passato, ora è lei che desidera ardentemente lui, che inversamente sembra esserci messo il cuore in pace.

Ma Mathilde e Bernard non si amano mai nello stesso momento e nella stessa misura. E Fanny Ardant si consuma. Madame Jouve, sopravvissuta ad un volo dal 4 piano per amore, ci racconta la storia del loro “amour fou” che annichilisce il resto del mondo. Una passione incompatibile col quotidiano. Né con te né senza di te è la conclusione del film. Bruciare insieme all’inferno è l’unica. L’amore si era riacceso a poco a poco tra sguardi, telefonate e parole non dette. Si consuma in una stanza di una pensione, tra i ricordi dove il passato risorge.
Fanny Ardant e Gérard Depardieu giocano il ruolo dei due amanti arrivando alla perfezione, lei è bellissima come una creatura inarrivabile, lui teso in bilico tra essere un pó goffo e amante perfetto. Due interpretazioni da brivido.

 

C’è una scena in questo film che trovo sia una delle scene d’amore più belle mai viste sullo schermo. Mathilde e Bernard sono in macchina. Lei piange, lui le porge il fazzoletto. Lei si soffia il naso e quando glielo restituisce, Bernard bacia il fazzoletto. C’è qualcosa d’enorme in questa scena. La semplicità, la purezza, il sentirsi parte l’uno dell’altra: l’amore quello vero, che è sentirsi sempre, per sempre.

Angela Amendola

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