“La fidanzata di nonna “

158779

Di omosessualità nel cinema, nel corso dell’ultimo secolo, c’è stata una evoluzione proprio per il modo in cui ci si è avvicinati a questo argomento.
È stato a lungo un tema controverso, al punto che a Hollywood ne era stata per lungo tempo vietata la rappresentazione esplicita. Invece negli ultimi anni sono nati numerosi festival cinematografici in tutto il mondo, dedicati a premiare film a tema LGBT e una corrente cinematografica, chiamata New Queer Cinema, è sorta per indicare una ricca serie di opere proposte e presenti a partire dagli anni novanta del Novecento.

Gran parte di questi ultimi film si soffermano maggiormente su questioni riguardanti il coming out o l’omosessualità adolescenziale, e cercano di proiettare sullo spettatore la realtà in cui gli omosessuali dei nostri giorni si possono ritrovare. Questi cambiamenti e correzioni di rotta sono in realtà avvenuti prima nel cinema europeo che in quello statunitense.
Uno degli ultimi film sul tema è
“La fidanzata di nonna”

E finalmente su Netflix è sbarcata l’esilarante commedia spagnola in cui, Sofia e Celia, due nonne simpatiche e un pò stravaganti, stravolgono gli equilibri familiari annunciando il desiderio di voler convolare a nozze. È un film travolgente, allegro, scanzonato, a metà fra i film di Frank Capra e quelli di Pedro Almodovar. Oggi non è un tabù raccontare l’amore omosessuale, specialmente femminile, fino a un paio di decenni fa era impensabile.
Le due protagoniste hanno nevrosi come le donne protagoniste dei film di Pedro Almodovar, ed entrambe hanno girato dei film con lui.

“Uscire dall’armadio”, frase utilizzata per descrivere il coming out, è una tappa ancora purtroppo complessa nella vita di un individuo. Ancora è difficile farlo, ma lo è di più quando a doverlo fare sono due donne, adulte, con una vita alle loro spalle.
E nonostante siano adulte, quello che dovrebbe essere solo un dettaglio pesa, hanno paura che quella notizia possa sconvolgere le persone che più amano. La notizia dell’amore delle due donne arriva fino ad Edimburgo dove vive e lavora la nipote di Sofia, Eva, avvocatessa spagnola di successo, pronta a sposare Stuart, esponente un’importante ed estremamente conservatrice famiglia scozzese. Eva non può accettarlo, non possono rovinarle la vita in questa maniera, lei ha un avvenire di cui preoccuparsi perché la famiglia di Stuart non potrebbe accettare una tale notizia, loro così conformi alle regole. Eva decide di andare a Lanzarote per cercare di far ragionare la nonna. Ma le due donne anziane vogliono vivere felici, nella sincerità di ciò che sentono, i più giovani, i nipoti, pensano che sarebbe meglio per loro rimanere chiuse a vivere il loro amore di nascosto come fanno da decenni.
Non è solo Eva ma anche Jorge il figlio di Celia a non vedere di buon occhio questo matrimonio, anche se i due ragazzi, cresciuti insieme da piccoli, sono invaghiti da sempre l’uno dell’altra. La fidanzata di nonna si costruisce come una commedia romantica su cui arriva l’ombra della Chiesa che si manifesta con le varie telefonate da parte del Papa a Celia.

Tutti pensiamo che il mondo sia cambiato, che ormai si sia liberi di vivere, amare chi si vuole, invece purtroppo esistono tanti pregiudizi, quelli per cui il matrimonio di Celia e Sofia sia un’unione che “non s’ha da fare né ora né mai”. Una relazione omosessuale può essere vissuta solo se è nascosta o tenuta segreta nella propria casa. Sofia e Celia sono donne di una certa età, con due ex mariti e figli, con delle vite alle spalle e solo da adulte hanno deciso di vivere con chi vogliono e amare chi vogliono, ma non vengono comprese. Il film vorrebbe cancellare tabù, e celebrare l’amore inteso come forza vitale e universale.

Per Eva la cosa più importante non è il bene di sua nonna quanto cosa dirà la famiglia del futuro marito. Eva dovrebbe essere più aperta, è giovane, abita in una capitale europea, ma invece è infarcita di pregiudizi, spaventata dal fatto che la sua nuova vita possa essere sporcata dalla sua famiglia così “imperfetta”.
Un film molto piacevole.

Angela Amendola

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here