‘Joker’ di Todd Haines…una risata vi ucciderà

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Su Netflix è arrivato in streaming uno dei film più interessanti della passata stagione cinematografica: Joker di Todd Haines con uno straordinario Joaquin Phoenix premiato con l’oscar come miglior attore protagonista. Il film, Leone d’oro a Venezia, ha ottenuto anche l’oscar per la colonna sonora, oscura e ipnotica componente fondamentale della pellicola.

Abbiamo da sempre imparato  a considerare Joker come uno dei tanti cattivi del mondo Di Batman, Gotham City. Un personaggio scomodo,  inquietante,  irriverente, istericamente goliardico ma comunque lucido.

Ne avevamo apprezzato già l’interpretazione offerta da Jack Nicholson nel Batman di Tim Burton che negli anni novanta aveva riportato in auge l’eroe Pipistrello, e soprattutto la versione cult offerta dal compianto e bravissimo Heath Ledger, Oscar postumo, meritatissimo,  come non protagonista.

Ora, con questa nuova, iconica e surreale interpretazione, possiamo affermare che Joker non potrebbe essere altro che Joaquin Phoenix. 

Ho sempre pensato alla mia vita come a una tragedia. Adesso vedo che è una commedia.

La storia

Arthur Fleck è un individuo alienato che, nella Gotham City del 1981 sempre più preda del degrado e della disuguaglianza sociale, vive con l’anziana madre Penny in un appartamento. Depresso, l’uomo soffre di un particolare disturbo che gli provoca improvvisi attacchi di risate. Il suo sogno è diventare un cabarettista come il suo idolo, Murray Franklin, interpretato da  Robert De Niro. La sua routine è risollevata dalle fugaci visioni di Sophie la vicina di casa di cui è invaghito.

Mentre il miliardario Thomas Wayne si candida a sindaco, Arthur subisce un pestaggio da parte di alcuni teppisti. Il suo capo, lo licenzia dopo un equivoco ad uno dei suoi spettacoli da clown. Quella stessa notte, mentre torna a casa in metropolitana ancora truccato da pagliaccio, Arthur viene preso di mira da tre giovani yuppies che cominciano a picchiarlo. La frustrazione cresce Finché Arthur perde completamente il controllo.

Follia, lucidità, senso dell’abbandono, alienazione.

Tutto questo e molto altro traspare dal volto di Phoenix/Joker, che appare acquistare leggerezza e agghiacciante equilibrio soltanto indossando la terrificante maschera del Joker dal sorriso eterno.

Coi suoi balletti non sense, la sua risata glaciale, il bianco sul volto emaciato, Arthur è Joker ma è anche un uomo che soffre, dilaniato da violenze, violato nel corpo da torture subite fin dall’infanzia, immerso in un limbo dove labile è il confine tra realtà e verità.

La casa sudicia in cui vive, il disordine del suo quotidiano,  le maniacali routine, spezzate dalla furia vendicatrice,  sembrano alternarsi a riflessioni su se stesso e il suo passato troppo difficile da gestire.

Arthur sogna di amare ed essere amato, sogna di conoscere la felicità da sempre negata e di sorridere naturalmente.

Pian piano scopriamo perché Arthur è diventato Joker, perché ha chiuso la porta e detto addio per sempre alla possibilità di credere negli altri, perché l’odio si sia completamente impossessato di lui uccidendo ogni suo sogno.

Un finale aperto (al centro sempre la difficile percezione della realtà) ci lascia infine  nel dubbio se il Joker mostrato possa continuare la sua storia o se sia stata tutta una nuova visione montata dal comico triste, unico spettatore e regista della sua triste Interpretazione.

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Sono Sandra Orlando, mamma di Anna e Andrea, laureata in Lingue e insegnante. Faccio parte dell'Associazione Accademia e collaboro come Editor a SCREPmagazine. Dal 2020 Sono redattrice ed Editor nella redazione della rivista di Cinema Taxidrivers per cui ho ricoperto il ruolo di Programmatrice e Head of editorial Contents . Amo la letteratura, il cinema, la musica ed in genere tutto ciò che di artistico “sa dirmi qualcosa”. Mi incuriosisce l'estro dell'inconsueto e il sorriso genuino dell'umiltà intelligente.  Scrivere fa parte di me. 

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