
Oggi, ho il privilegio di intervistare una poetessa, una donna che con i suoi versi ha saputo tracciare sentieri inesplorati dell’emozione.
Cristina Adragna con le sue parole crea mondi, dipinge emozioni e scolpisce pensieri.
Una voce che risuona con forza e delicatezza nei versi che scrive .Ha dato vita a raccolte poetiche che sono diventate punti di riferimento per chi cerca un dialogo autentico e profondo con la poesia.
Cristina, iniziamo con le domande?
Le tue radici siciliane influenzano la tua poesia?
In verità, e devo ammettere che non è più accaduto da allora, le mie radici siciliane influenzarono la mia scrittura un bel po’ di anni fa, in occasione della stesura di alcune poesie che fanno parte della mia prima silloge, che vide la luce nel 2018. Il suo titolo è “Aliti inversi”.
All’interno del volume, sono presenti alcune liriche che affrontano il delicato tema della mafia.
Probabilmente, se non fossi stata siciliana e se non avessi di conseguenza avvertito sensibilmente l’insidia tentacolare del suddetto fenomeno , non sarei riuscita a conferire la giusta enfasi a quei tristi versi, ricchi di Pathos, dedicati a Peppino Impastato, a Giovanni Falcone, a Paolo Borsellino e a molte altre vittime eroiche della mafia stessa.
Ripercorrere, quasi all’ordine del giorno, il tragitto che fu testimone delle maggiori stragi degli anni 90, ha forgiato la mia mia anima in maniera molto significativa, al punto tale da convincermi a voler fornire un sostanzioso contributo poetico, affinché determinati eventi non fossero costretti , quantomeno da parte mia, a dover naufragare nei mari dell’oblio.
Quali sono i tuoi poeti o scrittori preferiti, che hanno ispirato il tuo percorso poetico?
In realtà, non ho particolari riferimenti poetici, poiché ambisco ad un’originalità stilistica che mi renda pienamente riconoscibile.
Non posso di certo affermare di trarre ispirazione da uno scrittore piuttosto che da un altro.
Molti, nel corso del tempo, mi hanno accostata a D’Annunzio.
Apprezzo molto Alda Merini e i miei studi classici mi fecero amare alla follia Catullo e Saffo.
Ecco…forse Saffo incarna una sorta di Ater ego misterioso e latente, che si palesa ogni qualvolta mi coglie l’improvvisa esigenza di scrivere.
Subisco il fascino di un’antichità che trasuda saggezza infinita e che si offre al lettore con degli interessanti spunti di riflessione, che sono imbevuti di un’ incredibile e spiazzante contemporaneità concettuale.
C’è un messaggio particolare che cerchi di trasmettere attraverso le tue poesie?
I messaggi che cerco di inviare, in maniera più o meno esplicita, attraverso la mia poesia, sono certamente i più disparati e si intersecano, inevitabilmente, con i differenti temi proposti.
Ultimamente ho scritto tanto in merito al sentimento d’amore.
Ecco, se dovessi concentrarmi su un univoco messaggio da trasmettere, inviterei il lettore all’abbandono ai propri desideri.
Vivo molto di istinto e di passione.
Ho sempre governato a stento l’ambizione di inseguire i miei sogni e la grande voglia di rendere concreti i tanti progetti.
Vorrei che si comprendesse che la vita è un’esperienza sostanzialmente nulla se, almeno una volta, nel bel mezzo del viaggio, non viene estrinsecata quell’ incoscienza matta che consente di concedersi al forte brivido della vertigine.
Come vedi il ruolo della poesia nella società contemporanea, soprattutto per le giovani generazioni? Pensi che la poesia possa ancora essere uno strumento di cambiamento e di espressione personale significativo?
Lo scorso mese di novembre, in occasione di una manifestazione di sensibilizzazione svoltasi a carattere nazionale, mi sono accostata ad un’esperienza assolutamente coinvolgente ed unica, dalla quale ho certamente tratto un vero e proprio arricchimento personale, da un punto di vista squisitamente umano.
Mi è stato proposto di incontrare i discenti dei Licei Classico e Scientifico di Alcamo, la mia città, presso la storica e centralissima libreria Mondadori, al fine di disquisire in merito alla poesia d’amore.
Sono stata favorevolmente sorpresa dal forte interesse manifestato dai ragazzi in questione i quali, nonostante la giovane età, non si sono limitati ad interiorizzare con attenzione i contenuti delle tematiche proposte, ma hanno interagito in modo attivo, propositivo e ricco di curiosità.
Tutto questo mi induce a credere che , probabilmente, il grado di interesse nei confronti della poesia , soprattutto per ciò che concerne le nuove generazioni, sia direttamente proporzionale all’efficacia delle strategie che vengono messe in atto da chi si adopera a favore della divulgazione della poesia stessa, per fa sì che quest’ultima incontri il gradimento altrui.
I giovani vanno affiancati in un processo di scoperta delle rispettive qualità interiori e devono essere accompagnati all’interno dei tortuosi meandri dell’anima.
Vanno educati alla proficua espressione delle emozioni, all’esternazione della sensibilità, al coraggio di mettersi a nudo al cospetto delle sensazioni dirompenti.
Forgiare , in tale direzione, gli uomini e le donne di domani?
Credo sia davvero possibile.
Che ruolo ha la poesia nella tua vita quotidiana?
La poesia è per me ” urgenza” ed “emergenza”.
È parte integrante del mio esistere, rappresenta la mia vera essenza.
La poesia reca in sé i principi cardine di un costante e perpetuo ” Carpe Diem”.
Lasciare che il pensiero immediato fugga all’impressione su carta, equivale ad avere smarrito un segmento emozionale unico ed irripetibile. Proprio per questo motivo, incombe la suddetta urgenza di riprodurlo immediatamente e fedelmente.
Ricordi il momento in cui hai deciso che volevi scrivere per diventare una poetessa?
Non ho mai pensato di voler scrivere. Non l’ho mai progettato, non l’ho nemmeno desiderato. Accadde così, in maniera del tutto spontanea, un giorno di primavera del 1989.
Fu normalità, ordinaria amministrazione.
Avevo solo sei anni e la mia maestra mi disse che avevo impresso su carta qualcosa di meraviglioso.
Non ne ero consapevole e tuttora non sono mai pienamente soddisfatta del risultato delle mie ispirazioni.
Credo che non sia possibile decidere di diventare degli scrittori.
La scrittura ci coglie di sorpresa ,ci sceglie a nostra insaputa e ci mette al suo servizio, così come il pennello si insinua tra le dita di un pittore che non vede l’ora di accarezzare la tela con i racconti della sua anima.
Dunque, proprio in virtù di queste considerazioni, credo che qualsiasi espressione artistica rappresenti la manifestazione di un vero e proprio dono divino, avulso dai condizionamenti della nostra volontà.
La tua poesia sembra celebrare il corpo e il desiderio. In che modo la tua visione della femminilità si riflette nei tuoi versi?
Amo definirmi una poetessa romantica.
Tuttavia, alla presa in carico di una narrazione che tende al richiamo di una concezione dell’amore quasi platonica, preferisco argomentare in merito ad un concetto d’amore che non escluda il coinvolgimento dei sensi.
La passione ha un ruolo determinate nel contesto delle relazioni e l’espressione della propria femminilità passa senz’altro attraverso il diniego della censura dei desideri più intimi.
Tendo alla descrizione di amori intensi e travagliati e difficilmente provo attrazione per le dinamiche semplici.
Il senso di tribolazione mi fa assurgere ad una dimensione di amplificazione estrema dei vissuti.
Un assaggio di sofferenza, più o meno latente, conferisce alle liriche quella giusta dose di Pathos che riesce a trasmettere emozioni a chi ha la bontà di leggere.
Come crei le tue poesie d’amore? Parti da un’idea, da un’emozione o da un’immagine?
Le mie poesie d’amore “esondano” dal cuore senza preavviso. Non a caso , la mia ultima silloge ha per titolo ” Ispirazioni esonDate”.
Sebbene ciascuna poesia subisca l’influenza enfatica di divagazioni che sono frutto dell’immaginazione, ambisco a fornire al lettore un’immagine sempre molto autentica di me stessa.
La veridicità di quello che intendo comunicare passa costantemente attraverso un’emozione reale, che magari si imbelletta con degli orpelli dettati dalla fantasia .
Ad ogni modo, chi legge ha sempre a che fare con dei contenuti che rispecchiano pienamente il mio universo interiore.
Quali sono i tuoi progetti futuri ,un quarto volume di poesie o vuoi spaziare con la scrittura.
Un quarto volume di poesie non è attualmente nei miei programmi. Esiste, altresì, un’idea che da parecchio tempo si insinua nei miei pensieri.
Avverto il forte desiderio di impegnarmi nella stesura di un romanzo.
È un progetto che, probabilmente, richiederà un lasso di tempo più consistente, ma tale previsione non desta assolutamente la mia preoccupazione.
La realizzazione di un romanzo rappresenta una sfida importante con me stessa.
Potrebbe essere l’occasione per compiere un salto di qualità all’interno di un ambito letterario di tipo differente.
Costanza, concentrazione ed impegno saranno fattori determinati.
Incrocio le dita, confidando nell’immancabile “esondazione delle mie ispirazioni” e appuntamento …

La tua poesia è una riflessione intensa e delicata sull’amore come connessione spirituale profonda e atemporale. Esprime l’idea che l’innamoramento non sia semplicemente un incontro casuale, ma il frutto di un legame preesistente, misterioso e cosmico, facilitato da forze oltre la comprensione umana.
Il tuo linguaggio poetico evoca immagini potenti e un senso di inevitabilità, con una sensibilità quasi metafisica. È il tipo di poesia che ci invita a meditare su ciò che significa davvero incontrarsi e riconoscersi a un livello così intimo e universale. Grazie 🌹
Angela Amendola







