Inconsapevolmente bugiardi

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Bugia: falsa affermazione per trarre in errore altri, di solito a proprio vantaggio.

Ma le motivazioni che spingono a mentire sono varie:

difesa, vendetta, necessità di attenzione, curiosità, superiorità o danno.

Allora siamo tutti inconsapevolmente bugiardi!

Ma se è così, perché nessuno tollera la bugia?

Quando scopriamo di essere “vittima” di una bugia ci sentiamo feriti e, per alcuni solo inizialmente, non siamo disposti a tollerare questo affronto.

Non abbiamo neanche la curiosità di indagare, carpire e capire il perché di tale misfatto.

Eppure siamo predisposti alla bugia sin dalla tenera età: “Sei stato tu a rompere il vaso?”…“No mamma!”, nascondendo il pallone dietro le nostre spalle.

Attacco o difesa?

E la cosa più intrigante è che se le bugie vengono raccontate a noi sono ferite mortali, mentre le nostre sono solo “bugie bianche”.

La verità è che siamo tutti bugiardi; o è una bugia?

A volte si risponde a domande di terzi con una bugia, perché non si vuole rivelare notizie troppo personali; quindi deviare la curiosità altrui risulta una naturale e facile difesa.

La bugia è un argomento ampiamente trattato anche nelle fiabe.

La prima favola che ci viene in mente a riguardo è Pinocchio, come scordare che ad ogni bugia al burattino si allungava il naso, un campanello d’allarme così evidente che nessuno di noi rischierebbe più di pronunciarne.

La singolarità è che nello stesso racconto la bugia assume forme diverse.

Pinocchio è talmente curioso della vita che pur di vivere questa avventurosa scoperta dice una bugia dopo l’altra; mentre il gatto e la volpe mentono con la sola finalità di ingannare e truffare.

In tutte le fiabe la bugia la fa da padrone, perché simboleggiano il tranello, la difficoltà o la prova che i vari protagonisti dovranno superare.

Ad esempio, nel racconto di Hansel e Gretel, la bugia assume altre forme: la prima, quella dei genitori che devono disperdere i figli nel bosco, poi quella dei due fratellini: una bugia che simboleggia l’astuzia, perché con questo inganno si salveranno dalla malefica strega.

Una situazione più divertente è quella descritta da Anderson ne “I vestiti dell’Imperatore”.

Tutti i personaggi assecondano le bugie dei due sarti, che sostengono di aver confezionato abiti con tessuti preziosi.

La catena di ipocrisia farà sì che l’Imperatore sfilerà per le vie del paese completamente nudo.

La verità arriverà prorompente dall’esclamazione ingenua di un bambino, che da attento osservatore dirà:”ma non ha niente indosso!”.

In questo racconto la bugia cammina a braccetto con l’ipocrisia.

Un’ultima favola che voglio citare è:” Il lupo sazio e la pecora” di Esopo, che porta la verità, in contrapposizione alla bugia, come vincitrice: la verità risulta una dote apprezzata da chi è capace di non offendersi ricevendo affermazioni reali e leali.

Forse la cosa più importante è non mentire a sé stessi, così non lo si farà con gli altri.

E come dice Fedor Dostoevskij:

“Chi mente a sé stesso e presta ascolto alle proprie menzogne, arriva al punto di non distinguere più la verità, né in sé stesso, né intorno a sé.”

di Simona Trunzo

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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