Naruto è un manga scritto e disegnato da Masashi Kishimoto e pubblicato fra il 1999 e il 2014 sulla rivista Weekly Shōnen Jump di Shūeisha, per un totale di 15 anni di serializzazione.

In Giappone i 700 capitoli sono stati raccolti in 72 volumi sotto l’etichetta Jump Comics, mentre in Italia sono stati tradotti e pubblicati da Planet Manga. Dal manga derivano le due trasposizioni anime, Naruto (2002) e Naruto Shippuden (2007), entrambe prodotte dalla Pierrot e andate in onda su TV Tokyo. Naruto è una delle serie manga e anime più famose e di successo e, con oltre 250 milioni di copie, è il terzo manga più venduto al mondo, subito dietro One Piece e Dragon Ball. Sono inoltre ispirati alla serie romanzi, film e videogiochi.

Come molti bambini, uno dei suoi primi anime preferiti fu Doraemon, al quale si ispirò per dei suoi lavori futuri. Col passare del tempo si accorse che la sua passione per i manga non era solo un hobby e così, fin dalle elementari, iniziò a disegnare tutti i personaggi che vedeva in televisione, in particolare di Dragon Ball.

Frequentò quindi una scuola d’arte con la speranza di diventare un mangaka, nonostante ricevesse giudizi negativi per i suoi brevi lavori. Fortunatamente gli venne chiesto di rielaborare e serializzare “Naruto”: furono così realizzati i primi tre capitoli, da cui poi sarebbe derivato un enorme successo.

Naruto Uzumaki è un ninja dodicenne del Villaggio della Foglia che insegue il sogno di diventare Hokage, ovvero il ninja più forte nonché capo del villaggio. Orfano dei suoi genitori fin da neonato, ha vissuto nell’emarginazione, ricoperto d’odio da tutti gli abitanti: nel corpo di Naruto, infatti, è sigillato il demone della Volpe a Nove Code (il Kyuubi) che dodici anni prima aveva quasi devastato il villaggio, provocando dolore e distruzione.

Il ragazzino, all’oscuro di questo terribile segreto, per ricevere un po’ d’attenzione si comporta da teppistello, fingendosi sempre allegro e vivace per nascondere l’enorme sofferenza e solitudine che è stato costretto a sopportare per tutto questo tempo.

Dopo uno scontro contro un traditore del villaggio, Naruto viene a conoscenza di essere la forza portante del Kyuubi e, dopo averlo sconfitto, viene promosso all’accademia ninja: entra così a far parte del Team 7, composto oltre a lui da Sasuke Uchiha, Sakura Haruno e il maestro Kakashi Hatake.

Naruto e Sasuke diventano immediatamente “eterni rivali”, migliori amici in costante lotta fra di loro e caratterialmente opposti: il primo irruente e impulsivo e il secondo freddo e pacato. Il giovane Uchiha, però, cova dentro di sé un odio profondo nei confronti del fratello Itachi che, senza un apparente motivo, qualche anno prima aveva sterminato l’intero clan. Ciò lo spinge ad abbandonare il villaggio alla ricerca di forza e potere e Naruto, per rimediare al vano tentativo di recuperare l’amico ormai divenuto un criminale, decide di partire col maestro Jiraiya per un lungo allenamento.

Dopo circa due anni e mezzo Naruto fa ritorno al villaggio e, stavolta, oltre a dover proteggere se stesso e a riportare sulla retta via Sasuke, dovrà scontrarsi contro L’Akatsuki (in italiano “Organizzazione Alba”), un gruppo di nukenin (traditori del proprio villaggio) dedito alla cattura dei nove demoni codati (o cercoteri) sigillati in altrettante forze portanti.

Nessuno, però, si sarebbe mai aspettato che la situazione potesse prendere una piega alquanto cupa, inaspettata e tragica: la guerra.

“Questo mondo è pieno di cose che non vanno come vorremmo. Più a lungo vivi, più ti accorgi che la realtà è fatta solo da dolore, sofferenza e vuoto. In questo mondo, ovunque ci sia una luce c’è anche un’ombra. Finché il concetto di “vincente” esisterà, ci sarà anche quello di “perdente”. L’egoistico desiderio di mantenere la pace scatena le guerre. E nasce l’odio per proteggere l’amore.”

“Non rimangiarmi mai la parola: è questo il mio credo ninja!”

Naruto” è senza dubbio uno di quegli anime con cui moltissimi ragazzi sono cresciuti, seguendo anche l’evoluzione del personaggio e la sua maturazione tramite la semplicità dell’animazione.

Kishimoto, nel corso della sua opera, si è ispirato molto al folclore giapponese e ai suoi miti e leggende (la Volpe a Nove Code, ad esempio, è ispirata alla figura della kitsune. Lo stesso discorso vale anche per gli altri cercoteri, basati su creature sovrannaturali). Le armi, come gli shuriken o le katane, risalgono a quelle realmente utilizzate dai ninja; così come numerose tecniche di combattimento o personaggi sono ispirati da antichi racconti e giochi.

È un anime difficile da dimenticare, commovente e allo stesso tempo pieno d’azione, ma ciò che lo rende ancora più spettacolare è la filosofia utilizzata all’interno dell’opera e che accompagnerà sempre la storia: Naruto, nonostante possa sembrare molto ingenuo, ha un’idea ben chiara sull’odio e la solitudine e di come essi diano inizio al “circolo dell’odio”, ovvero un susseguirsi di vendette su vendette; ma ciò in cui lui crede veramente, proprio come il suo maestro Jiraiya, è che un giorno tutti gli umani possano comprendersi l’un l’altro, senza bisogno di combattere. Un altro tema trattato è quello dell’illusione, ovvero la costante ricerca di un mondo ideale, perfetto, in cui non esiste la sofferenza e si possono realizzare i propri sogni. Ognuno possiede un proprio concetto di giustizia, distorto o meno, ma qual è la vera strada da seguire per trovare la pace ed evitare la guerra?

“Naruto” è una serie profonda, sviluppata in particolare dal punto di vista emotivo e psicologico, col fine di far riflettere e divertire al tempo stesso. I disegni nel manga sono veramente molto belli e adattati adeguatamente anche nell’anime (contenente però parecchi “filler”, episodi riempitivi e spesso noiosi che non servono per lo sviluppo della trama); ma purtroppo svariati personaggi il cui potenziale era molto alto non hanno avuto lo screen time che meritavano oppure risultavano “d’intralcio”.

Quest’anime, insomma, mi ha veramente appassionata fin da subito con i suoi colpi di scena e le forti emozioni che mi ha fatto provare già nelle prime puntate (l’accompagnamento delle bellissime musiche non è da meno!), rendendolo uno dei miei preferiti . Personalmente credo che tutti dovrebbero prendere spunto da Naruto e dalle morali che riesce a trasmettere, troppe per poterle elencare tutte: non bisogna giudicare le persone dalla loro reputazione, ma dalla loro personalità; l’odio, la solitudine e l’amore possono profondamente cambiare le persone; ognuno è l’artefice del proprio destino; non importa cosa gli altri dicano di te; vale la pena combattere per ciò che si ama; non è mai troppo tardi per ritornare sulla strada giusta; il duro lavoro batte il talento; la vendetta porta soltanto ad un vicolo cieco; l’amicizia e il lavoro di squadra sono più importanti delle regole; ma soprattutto non importa cosa dovrai affrontare nella vita, basta credere nei propri sogni fino alla fine, affrontando a testa alta ogni ostacolo senza mai cadere o lasciarsi abbattere.

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