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Il Giorno Sbagliato è stato presentato in anteprima nazionale al Bari International Film Festival 2020. Ora In sala, il nuovo film di Russell Crowe è un thriller adrenalinico che riporta alla memoria titoli come Un giorno di ordinaria follia con Michael Douglas o Taxi Driver con Robert De Niro. 

Trama:

Un clacson suonato con insistenza da una donna in macchina con il figlio la trasforma in una preda ideale per una caccia senza fine da parte di uno strano personaggio. La donna dovrà lottare con tutte le sue forze per sfuggire all’ira dell’uomo che la insegue senza sosta.

Crowe cattivo:

Questa volta Russell Crowe si mette al servizio del male, vestendo i panni del personaggio negativo in scena.

Smessi i vestiti  del “buon gladiatore”, qui indossa gli abiti di un vero persecutore e il risultato non è affatto male.

Il suo enorme talento si presta ad una storia di vita quotidiana che tiene col fiato sospeso fino alla fine. L’uomo senza nome di Crowe è un folle (The Man) che in una violenta scena d’apertura ci fa capire quanto lontano possa spingersi con la sua spietatezza.

Al  regista Derrick Borte interessa soprattutto raccontare l’orchestrazione della sua vendetta contro il genere umano e contro il sistema.

Grazie anche ad un’ottima sceneggiatura e ad una regia energica, firmata dal tedesco Derrick Borte, il film regala un’ottima vicenda di un uomo normale in preda ad una vera e propria crisi esistenziale e si trasforma in un personaggio che travalica la volenza fuori dal comune.

Perdendo il senso della realtà, dopo aver ucciso la moglie, si scontra con una sconosciuta solo perchè gli ha suonato il clacson in modo eccessivo ed insistente.

Russell Crowe, ingrassato e imbruttito per il ruolo, risulta un cattivissimo straordinariamente credibile, che si pone a mo’ di predicatore di lezione di vita contro la povera malcapitata.

Una pellicola forte, che non fa sconti alla cronaca quotidiana traendo spunto dagli innumerevoli casi di violenza improvvisa e apparentemente senza motivo scatenante che ogni giorno sfocia negli ambienti urbani o meno.

Crowe si fa emblema di un’umanità allo sbaraglio, sottoposta a stress e stimoli negativi continui e trova come valvola di sfogo l’esternazione senza freni di una rabbia patologica.

La sua fragilità psicologica muta ( lo sentiamo proferire appena poche parole) si traduce in grugniti e silenzi terribili che raccontano altro.

Una volta visto questo film siamo certi che prima di suonare il clacson a qualcuno in strada ci si penserà due volte!

Sandra Orlando

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