H R Giger… Io l’Alieno

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A cinque anni avevo già tutto sotto controllo! Almeno per quanto riguarda la mia strada, la Storchengasse; la mamma mi aveva comprato diversi tipi di plastilina e mi incoraggiava, ed io modellavo le bande del carnevale di Basilea”.

Ero il prediletto di mia madre che mi aiutava in tutto quello che il mio severo padre riteneva inutile!”.

La casa della Storchengasse era buia, ed ecco che ero pronto nell’oscurità a dare libero sfogo alle mie ossessioni!”.

Mio padre era contrario all’arte. Il drastico giudizio negativo di mio padre e l’immagine di mia sorella, studentessa modello, mi diedero la forza di dimostrare che non ero così inutile come normalmente si pensa siano gli alunni scarsi.”…

Hans Ruedi Giger, artista svizzero creatore insieme a Carlo Rambaldi (padre di ET e talento italiano! Morto nel 2012 a Lamezia Terme, sua città adottiva) del mostro del film Alien di Ridley Scott e che gli è valsa l’Oscar per i migliori effetti speciali nel 1980.

Nato a Coira il 5 febbraio 1940, considerato uno delle menti più disturbate nel mondo dell’arte e non solo dei nostri tempi!

Le sue opere vengono classificate come “fotografie dall’inferno” le sue ispirazioni prendono piede dal surrealismo di Dalì, e ancora più indietro da William Blake e Hieronymus Bosch.

Visionario come pochi, come solo una mente deviata (così viene classificato dai buon-pensanti e falsi moralisti), creò immagini oniriche in cui misticismo, spiritualità, sesso degenerato, mostri alieni e meccanici si fondono in una realtà oltre i confini del possibile.

Pittore, scultore, designer, artista nel campo degli effetti speciali cinematografici, illustratore… e aggiungerei “GENIO MALEDETTO”!

Inizia la sua carriera, (neanche a dirlo) in case in demolizione, in cui le atmosfere cupe, degradate e sporche, potevano meglio “stimolare al concepimento di immagini sessuali torbidamente aliene”.

Al limite tra il Negromante ed un Bio-Ingegnere Meccanico, nei suoi laboratori fatiscenti creava mondi paralleli in cui occultismo, cyberpunk, mostri Lovercraftiani, anatomie industriali e falli metallici potevano coesistere in una logica fuori da ogni sana realtà.

L’esordio artistico avvenne intorno ai 24 anni, utilizzando diversi stili e materiali, tra i quali: la china, l’aerografo, i colori acrilici, riscuotendo un crescente interesse in diversi ambienti.

La sua arte diventa fonte di ispirazione sia per temi fantascientifici che iconografici, utilizzata su diversi fronti, dai tatuatori, alle copertine di album dei gruppi Rock, ai decoratori di automobili.

Perfino nell’ambito dei videogiochi, o per alcune creature nella serie di Konami “Silent Hill”.

Finisce con il creare un museo personale in un castello, e ad essere riconosciuto come uno tra gli artisti più talentuosi e visionari che il mondo dell’arte abbia mai sfornato!

Penso a Giger come ad un moderno e “reale” Dott. Frankenstein che, plasmando nella carne bulloni, strani meccanismi, tubi, innesti di corpi infernali, ha de-generato la creatura, anzi, le creature che dimorano come ombre nelle pieghe dell’anima di alcune persone.

Con questo breve articolo ho voluto solo aggiungere una piccola tessera al grande mosaico che cerco di ricomporre, seguendo i percorsi, gli incroci, le pressioni che hanno portato diversi personaggi famosi e non, a realizzare la propria leggenda personale!

E, ancora una volta, ho la conferma che nella grandezza non c’è niente di lineare, niente di ciò che viene convenzionalmente considerato “normale”!

Il talento, spesso, come una pianta, per crescere rigogliosa ha bisogno di affondare la sue radici e trarre nutrimento da humus infetto pieno di concimi disgustosamente “organici”!

Posso dire che questa è una quelle occasioni in cui mi piacerebbe vedere, ora, l’espressione sul volto di quel genitore che non ha mai creduto, o non ha mai avuto un sogno per i propri figli!

Mi piacerebbe proprio, si!

Anche se un merito bisogna riconoscerlo a questo padre: grazie al suo atteggiamento nei confronti del figlio, è nato quel senso di frustrazione che ha spinto Giger a cercare una via di riscatto diventando il grande artista che oggi noi conosciamo.

Si è presentato come la necessità del caso!

Giger muore all’età di 74 anni, il 12 maggio 2014 all’ospedale di Zurigo.

                            

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Concetta Villella
Sono nata a Lamezia Terme. Amante dell’arte, ho iniziato la mia formazione artistica da autodidatta prima e poi, al fine ampliare le mie conoscenze tecniche, mi sono iscritta all’Accademia di Belle Arti “Fidia” di Vibo Valentia dove ho conseguito il diploma di laurea in “Restauro e Conservazione dei Beni Culturali e Museali”. Socia dell’Associazione Culturale “Natale Proto” e di “Accademia Edizioni ed Eventi”, volentieri presto la mie competenze per valorizzare e promuovere il patrimonio storico-artistico del territorio.

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