Franco Battiato … il lungo viaggio

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Franco Battiato – Il lungo viaggio (2026), diretto da Renato De Maria, è il primo biopic ufficiale dedicato al Maestro, accolto dalla critica come un’opera che privilegia la dimensione spirituale e interiore rispetto alla narrazione biografica classica.
Il film, uscito nelle sale italiane il 2, 3 e 4 febbraio 2026 prima del passaggio televisivo su Rai 1, vede Dario Aita nei panni di Battiato, lodato per una prova attoriale che ne restituisce movenze e voce senza scadere nell’imitazione.
Il film non è la celebrazione di un’ artista, né una sequenza di canzoni, piuttosto il lungo Viaggio del Maestro, nella sua ricerca costante di paesaggi interiori mistici di comunanza al Divino e una costante ricerca del senso della vita, di sé e della collettività.
Questa costante ricerca è il leitmotiv di tutta la musica del Maestro che parte da una Catania ragazzino, per recarsi a Milano ove cercherà la sua arte in una sperimentazione elettronica di nicchia per restare squattrinato quasi sempre, appoggiandosi ai cari amici, Ombretta Colli e Giorgio Gaber, per poi, dopo un viaggio in Turchia, decidere di abbracciare la musica Commerciale con l’ album La voce del Padrone.
È un breve viaggio, tra i suoi sogni, i suoi incubi, e la figura di sua madre rifugio, alleata, incomprensibile compagna anche di fronte un figlio difficile da capire che intreccia relazioni fondamentali per la storia della musica contemporanea con Alice e Giuni Russo ad esempio, divenendo autore.
Per Elisa, Vipera, La Sua Figura, I treni di Tozeur, il film si chiude a metà del suo viaggio, i successi contemporanei del Maestro non vengono citati ed è la Cura la colonna sonora finale, come il maestro ci ha insegnato tutto l’ universo obbedisce all’ amore, l’ amore del mistico Battiato per la famiglia, per la Sua Sicilia, per la Musica, per il divino.

Simona Bagnato

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