La lectio magistralis di Galimberti a Lamezia Terme

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Il 13 febbraio a Lamezia Terme Umberto Galimberti ha tenuto una lectio magistralis sul suo libro.  “L’Io e il Noi: Il primato della relazione” non è un libro nel senso tradizionale, ma una celebre lectio magistralis (spesso presentata come conferenza-spettacolo) in cui Umberto Galimberti analizza la struttura dell’identità umana e il ruolo centrale del legame con l’altro.
Galimberti sostiene che l’identità non sia una dote naturale, ma un prodotto del riconoscimento altrui.

L’”Io” non è un’entità stabile e isolata, bensì uno “pseudonimo” che muta in base a come veniamo visti e valorizzati dal “Noi” (la società, la famiglia, il partner).
Una delle riflessioni più forti riguarda il linguaggio amoroso. Galimberti critica l’uso dei possessivi (“mia moglie”, “mio marito”).

L’altro deve essere riconosciuto nella sua alterità assoluta; non ci appartiene.
Amare significa uscire dai confini del proprio “Io” per approdare a una dimensione dove la relazione ha il primato sul singolo.
Il filosofo attinge alla psicanalisi per spiegare che l’uomo è abitato da molteplici personalità (l’inconscio). L’Io è la funzione razionale che cerca di tenere insieme questi pezzi, ma è costantemente messo alla prova da passioni e pulsioni che emergono con forza, specialmente nell’esperienza amorosa.

Nel contesto del “Noi”, Galimberti inserisce spesso la sua critica all’età della tecnica, dove l’individuo rischia di diventare solo un “funzionario” di apparati che misurano il valore in base alla prestazione e non alla persona.

Chi assiste a questi incontri sottolinea la capacità di Galimberti di rendere accessibili concetti complessi della filosofia greca e della psicanalisi, offrendo una chiave di lettura per comprendere la solitudine e il bisogno di relazione nel mondo contemporaneo.
Ed è proprio questa la rivoluzione dialettica del Professore Galimberti.

Simona Bagnato

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