Ennio Morricone se n’è andato accompagnato dalla sua musica.

Non possiamo saperlo… ma vogliamo immaginarci così la sua morte: il suo volto sereno , armonizzato dall’essenza delle note della sua musica che aleggia nell’aria.

Non è una musica comune quella creata dal maestro Ennio che sapeva costruire con le note capolavori di architettura musicale, intrecciare  emozioni, vissuto umano e finzione cinematografica, sentimenti diversi che si incontravano per fondersi in qualcosa di unico e speciale.

E’ morto nella notte , dopo giorni di sofferenza in seguito ad una caduta, ma ha colto impreparati chi come me lo ha sempre considerato eterno.

Dopo cinque nomination, l’Oscar alla carriera è arrivato nel 2007 celebrando  il culmine di una lunga carriera fatta di successi memorabili.

Già nel  1965  la vittoria del Nastro d’argento per il film di Sergio Leone Per un pugno di dollari . La sua musica  si unisce in simbiosi eterna col cinema di Leone e col volto marmoreo di Clint Eastwood.

La prima nomination agli Oscar giunge  nel 1979, per la colonna sonora de I giorni del cielo. Da lì inizia un lungo percorso costellato di colonne sonore indimenticabili.

Con la sua musica  il maestro  entra nelle sale, nelle case e nei cuori di tutto il mondo.

La seconda nomination nel 1987 è per il film Mission di Roland Joffé con Robert De Niro.

Segue nel 1988 un’altra nomination per il bellissimo Gli intoccabili di Brian De Palma, con il cast all star che comprende Kevin Costner, Sean Connery e De Niro. 

Dopo 4 anni la successiva per Bugsy.

Ma il marchio distintivo del Maestro è senza dubbio la colonna sonora capolavoro del Film Nuovo Cinema Paradiso uscito nel 1988 e diretto da Giuseppe Tornatore.

Questa composizione valse al maestro, nel 1990, un David di Donatello e un BAFTA, oltre al Prix Fondation Sacem del 43esimo Festival di Cannes.

Una colonna sonora  classica, con sinfonie orchestrali uniche che entrano nell’anima, la scuotono e lasciano dietro di sè tracce di memorie antiche.

Come dimenticare la scena finale del Film con la sua meravigliosa carrellata di celebri baci del Cinema, testimonianza del potere comunicativo unico  della musica che si fonde con le immagini? 

La versione internazionale del film vinse il Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes del 1989 e l’Oscar per il miglior film straniero.

Ancora con  Giuseppe Tornatore, con la produzione italo-tedesca Malèna, Morricone  ottiene una  nuova candidatura nel 2001. Poi l’ultima nomination e vittoria, arriva nel 2016 con The Hateful Eight, film di Quentin Tarantino  grande fan del Maestro che volle omaggiare col suo western moderno sia Leone che Morricone.

Per chiudere, tra i riconoscimenti, però, non si possono non citare il premio Bafta (1984) e il Nastro d’argento (1985) vinti con l’ultimo film del grande Sergio Leone, il bellissimo C’era una volta in America.

La colonna sonora di questo capolavoro racchiude l’altra faccia della genialità del Maestro.

C’è il Tempo, il passato, il romanzo di formazione e c’è uno strato di nostalgica amarezza. E’ proprio la musica del grande Maestro ad aver contribuito al grande successo del Film, conosciuto ed amato in tutto il mondo. 

Il meraviglioso potere delle note di Ennio Morricone era quello di rendere speciale tutto ciò che armonizzava, di dare colore e vita alle immagini senza necessità di parole, di appassionare, emozionare, divertire, commuovere, in un’altalena di emozioni disparate, vissute tutte insieme in pochi minuti, istanti magici preziosi che resteranno impressi per sempre nella nostra mente e nei nostri cuori.

Grazie maestro.

Sandra Orlando

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