Dolce Remì… “Senza famiglia”

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In queste settimane passate in casa, anche io ho guardato moltissimo la TV come milioni di persone. Nello zapping compulsivo mi è capitato un vecchio cartone animato che io conoscevo e che a distanza di decenni ancora commuove tutti, me compresa.

Dolce Remì, piccolo come sei, per il mondo tu vai“…

La sigla, di Vince Tempera, divenne talmente famosa che tra il 1979 e il 1980 fu in vetta alle classifiche nazionali. Remì fu trasmesso in Italia dalla Rai nel 1979 e poi, a distanza di venti anni, ritrasmesso da Mediaset.

Sia che decidiate di leggere il romanzo sia che preferiate rivivere gli anni dell’infanzia guardando il cartone, ricordate di armarvi di fazzoletti perché è impossibile non commuoversi fino alle lacrime con la storia del piccolo Remì.

Buon viaggio nei ricordi.

Il cartone è Dolce Remi tratto dal libro “Senza famiglia” che racconta la storia di Remigio, Remì.

Abbandonato appena nato, viene allevato dalla famiglia Barberin.

Ma Remigio non sa di essere orfano fino al giorno in cui papà Barberin ritorna a casa.

L’uomo ha perso il lavoro e non ha nessuna intenzione di continuare a sfamare il bambino non suo, così lo vende a Vitali, artista girovago.

Remigio al seguito di Vitali inizierà a spostarsi di città in città.

Vitali e il bambino non viaggiano da soli ma insieme agli altri membri della compagnia teatrale: Capi, Zerbino e Dolce, tre cagnolini, e Bel Cuore, una simpatica scimmietta.

La vita dell’artista girovago è dura per il bambino ma ben presto si affeziona molto a Vitali che diventa quasi un padre per lui.

Purtroppo Vitali viene rinchiuso in prigione e Remigio è costretto a barcamenarsi da solo.

Il bambino dovrà superare molte difficoltà e momenti tristi ma alla fine ritroverà la sua vera famiglia.

Senza famiglia è il romanzo più conosciuto di Malot.

Pubblicato nel 1878; il libro, pensato più per un pubblico adulto in realtà, divenne invece un classico per ragazzi.

La storia, di forte denuncia sociale, mirava a mettere in luce la situazione estrema degli orfani che venivano abbandonati negli orfanotrofi o affidati a qualche famiglia bisognosa in cambio di pochi soldi.

“Senza famiglia” è romanzo che sa di antico, per contenuti e stile, però Malot è molto bravo nel ritrarre la vita e la società francese del tardo ottocento.

Il romanzo ebbe numerose trasposizioni sia per il cinema che per la televisione ma senza ombra di dubbio bisogna ringraziare il cartone.

Soprattutto per chi, come me,sentire il nome di Remì equivale a cominciare a canticchiare una sigla indelebile…

Angela Amendola

 

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