Sono passati ben due mesi da quando il campionato ha avuto un provvisorio stop per colpa di questo “virus che perseguita il mondo“.

 

E finalmente da oggi, i calciatori di Serie A ricominciano ad allenarsi. Ovviamente saranno le varie società a decidere le date e le modalità di allenamento, sempre rispettando i decreti inerenti l’emergenza sanitaria del Covid-19.

La ripresa del campionato non dovrebbe esser prevista prima di giugno e, se così fosse, per farlo terminare entro agosto bisognerà sicuramente ricorrere a turni infrasettimanali, chiamando così squadre e giocatori ad un tour de force non indifferente. Aspettiamo nuove direttive in tal senso ed altre notizie per avere maggiori dettagli sulla ripresa dei campionati.

Un problema si porrebbe nel caso in cui il campionato venisse fermato definitivamente ad oggi; chi sarebbe il vincitore dello scudetto? Quali le squadre retrocesse? Purtroppo “la matematica” non aveva ancora definito nessuno di questi esiti. Per questo pare ovvio che nessuna squadra vorrà rinunciare al sogno di rincorrere il primo posto o alla speranza di ottenere la salvezza dalla massima serie. Adesso però meglio non pensarci ed attendere le decisioni.

Questo lungo stop ha portato ad una perdita economica per i Club non indifferente; infatti tutti gli introiti dei biglietti e degli sponsor sono praticamente andati perduti, in previsione di un campionato a porte chiuse; la sfida più dura sarà senz’altro quella con i diritti televisivi, entrate delle quali i club non possono fare a meno perchè una fra le principali se non la principale entrata dei Club.

“Non vivere lo sport” ci insegna però ad apprezzare quello che viviamo e possiamo vivere di giorno in giorno. Non diamo più tanta importanza ai risultati che spesso su quei gradoni ci facevano arrabbiare e andar via anche prima della fine della partita se la squadra de cuore non va come vorremmo.

Ad oggi ci rendiamo conto che manca tutto, e fra l’altro, proprio quelle giornate, quei novanta minuti passati li, sentire l’odore dell’erba, vedere i riflettori del tuo stadio preferito acceso, vedere di fronte la tifoseria ospite e in campo loro…gli “undici beniamini” pronti a giocare il tutto per tutto… Questo a me manca proprio tanto e da vero sportivo non vedo l’ora di riviverlo sulla mia pelle e di raccontarlo a voi tutti.

Francesco Logiudice

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