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Una serata particolare quella dedicata al grande Cinema italiano ieri sera.

Una celebrazione del tutto nuova, in piena emergenza , con la conduzione misurata di Carlo Conti in studio e i candidati collegati e premiati da casa in una sorta di dimensione “familiare”.

Il David di Donatello  è andato a Il Traditore” di Marco Bellocchio che, proprio un anno fa, debuttava a Cannes con elogio della critica internazionale: miglior Fim, miglior Regia, miglior sceneggiatura originale, miglior montaggio e miglior attore ad un grande Pierfrancesco Favino , con una punta di amarezza, personalmente, per un Luca Marinelli altrettando straordinario nel poetico e bellissimo Martin Eden.

Commosso, Favino, si libera nel caldo abbraccio della moglie Anna Ferzetti che lo ha raggiunto dalla camera accanto, anche lei candidata ad un premio come miglior attrice.

Proprio le emozioni spontanee sono risultate vincenti in questo spettacolo del Cinema di ieri sera, dove tutto è avvenuto molto in modo diretto, senza filtri,  e dove gli abiti da sera e gli smocking riuscivano ad intonarsi alle lacrime e agli abbracci improvvisi di chi, dalla cucina o dal salotto vicino, sosteneva il “grande attore o regista” ma anche semplicemente il proprio compagno o la mamma in quel momento.

A Il traditore va anche il premio come migliore attore non protagonista: Luigi Lo Cascio sorride col suo sorriso tenue, quasi stupito nel sentire il suo nome come vincitore.

Come miglior attrice vince Jasmine Trinca per il bel film di Ozpetek , La dea fortuna,  in un ruolo con poche scene,  ma incisive,  che confermano la bravura di un’attrice davvero sempre in crescita. Anche lei, quasi a disagio, afferma di sentirsi lusingata del premio vinto contro rivali del calibro di Valeria Bruni Tedeschi o Valeria Golino.

Al coraggioso  Il primo Re di Matteo Rovere va il premio Produzione mentre Pinocchio di Matteo Garrone si aggiudica i puù importanti premi Tecnici tra cui i costumi e il trucco.

Parasite si aggiudica il David come Miglior film straniero, aggiungendo un premio alla lista già lunga di riconoscimenti  ottenuti fin ora.

Nel mezzo della serata  la celebrazione dei cento anni di Alberto Sordi e Federico Fellini, due simboli intramontabili del Nostro Cinema e non solo, attraverso le parole di chi li ha conosciuti e amati o di chi ha avuto l’onore di lavorarci e di chi ancora, come Christian De sica, li ha anche vissuti quasi come presenze costanti in casa propria, raccontando aneddoti emozionanti.

Infine il David speciale a Franca Valeri e il discorso del ministro Franceschini sul futuro del Cinema e sui modi in cui verrà ripresa a far funzionare la Fabbrica dei sogni, insostituibile pezzo mancante di una società che ha bisogno del “pulviscolo dorato”, della fantasia che si rimetta in moto sul grande schermo, dell’odore di pop corn sulle poltrone rosse e del grande schermo che si illumini di nuovo.

Sandra Orlando

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