Danganronpa: Trigger Happy Havoc

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Danganronpa: Trigger Happy Havoc, conosciuto in Giappone come Dangan Ronpa: Academy of Hope and High School Students of Despair, è un videogioco di genere visual novel horror e thriller sviluppato dalla Spike Chunsoft. È stato originariamente rilasciato in Giappone il 25 novembre 2010 per PSP ma, una volta convertito per la PSVita grazie all’azienda Nippon Ichi (circa nel 2013), ha iniziato a diffondersi in Europa; successivamente è stato reso disponibile su Microsoft Windows, PlayStation 4 e Nintendo Switch e, recentemente, anche su Android e IOS, in onore del decimo anniversario del gioco. Trigger Happy Havoc è il primo titolo della serie di Danganronpa, seguito da Danganronpa 2: Goodbye Despair (2012), Danganronpa Another Episode: Ultra Despair Girls (2014) e Danganronpa v3: Killing Harmony (2017). Ha inoltre ricevuto un adattamento anime nel 2013 (Danganronpa: The animation, con l’aggiunta di vari sequel), manga e addirittura teatrale! Il 4 novembre 2021 uscirà in Giappone Danganronpa Decadence (per il decimo anniversario) per la Switch, contenente v1,v2 e v3(assieme al nuovo Danganronpa S: Ultimate Summer Camp); nel resto del mondo dovrebbe essere disponibile circa un mese dopo. Durante la prima settimana di lancio, Thh ha venduto 25.564 copie in Giappone, debuttando all’8° posto nelle classifiche di vendita settimanali dei giochi e in tre mesi sono state vendute oltre 85.000 copie.

L’Accademia Kibougamine (o Hope’s Peak Academy) è la scuola più prestigiosa di tutto il Giappone e accoglie gli studenti che eccellono in una particolare categoria. Essa rappresenta la speranza e il futuro dell’intero Paese e solo ai migliori è concesso di entrare a farne parte: chi si diplomerà qui, sarà sistemato a vita. Makoto Naegi è un normalissimo studente delle superiori senza alcuna spiccata caratteristica, eccetto l’essere più ottimista rispetto al resto delle persone: lui, per pura fortuna, viene estratto a sorte nella lotteria nazionale e gli è concesso di entrare nella sua tanto sognata accademia come Super Ultra Fortunato Liceale. I suoi sogni, le sue aspettative e le sue speranze sono però destinate a crollare quando si ritrova assieme ai suoi quattordici compagni imprigionato nella scuola, del tutto inespugnabile e con finestre e porte sbarrate da spesse lastre di metallo. Totalmente tagliati fuori dal mondo esterno e senza possibilità di fuga o di richiedere aiuto, i talentuosi liceali si ritrovano coinvolti in qualcosa che mai si sarebbero aspettati di dover affrontare: un killing game. Dietro tutto ciò c’è Monokuma, un orso robot metà bianco e metà nero, che cercherà di far cadere tutti nella disperazione più totale. C’è infatti un solo modo per poter uscire dalla scuola: “diplomarsi” uccidendo uno dei propri compagni senza farsi scoprire. Ma chi è Monokuma? Perché sono stati rapiti? Cos’è successo al mondo esterno? Isolati da tutto e da tutti, i giovani liceali dovranno cercare di sopravvivere e scoprire il perché e il fine di questo folle gioco, che non farà altro che portare a galla una crudele verità, letale come la lama della profonda disperazione che starà per abbattersi inesorabilmente su ognuno di loro.

“Hai detto che la disperazione è contagiosa come qualsiasi malattia. Ma lo stesso vale per la speranza. Devi solo guardarci per vedere quanto è vero.”

 “La speranza è armonia. Un solo cuore, in movimento verso la luce. Questo è tutto. La disperazione è l’esatto opposto della speranza. È disordinato e confuso. La disperazione inghiotte l’amore, l’odio e tutto il resto. Perché non sapere dove andrai a finire è disperazione. La disperazione è ciò che nemmeno tu puoi prevedere. Solo l’imprevedibilità della disperazione ti salverà da un futuro noioso.”

Uccidere o essere uccisi? Questo è il dilemma! Quando tutte le tue speranze cadono in frantumi è inevitabile soccombere alla disperazione: tutto quello che sognavi, tutto quello a cui aspiravi si rivela essere soltanto un incubo da cui sembra impossibile uscirne. I protagonisti di Trigger Happy Havoc rientrano appieno in questa descrizione: disconnessi dal mondo esterno si ritrovano ad uccidersi tra loro, dubitando gli uni degli altri e sperando di non essere le prossime vittime. L’omicidio diventa inevitabile, l’unica e sola soluzione a detta di Monokuma per poter tornare alla normalità: ma sarà davvero così? In un ambiente pervaso dalla disperazione riuscirà mai a sbocciare la speranza?  Ancora nessuno lo sa. È tutto incerto, tutto da scoprire, un’esplosione di misteri irrisolti sepolti da tempo e che Naegi e i suoi compagni devono riportare alla luce.

Il gioco è avvincente, particolare e originale ed è dotato di varie modalità: la Daily life, in cui si procede con la storia principale; il Free Time, in cui il giocatore può girovagare libero per la scuola e rafforzare i legami con gli altri personaggi (cosa che consentirà di ottenere punti utili durante i processi); la Deadly Life, in cui bisgona esplorare gli ambienti per andare alla ricerca di indizi. Essendo una visual novel il gioco è incentrato sui dialoghi (non mancano battute di spirito e generalizzazioni dovute a stereotipi che possono essere trovate fastidiose), ma il giocatore potrà anche andare a investigare tra i diversi piani dell’edificio in vista di un processo di classe.

Questi ultimi avvengono in quella che sembra un’aula di tribunale e insieme devono riuscire ad individuare il colpevole: se a fine processo la maggioranza voterà correttamente solo l’assassino verrà punito (o meglio, giustiziato), mentre se la maggioranza sbaglierà, verranno “puniti” tutti tranne l’esecutore dell’omicidio, che potrà diplomarsi e scappare inerme. Le esecuzioni sono veramente interessanti da guardare e lo stile che viene utilizzato dà all’occhio e colpisce immediatamente, rendendo tutto relativamente realistico e originale (sono davvero “belle” e avvincenti a vedersi!). Gli stessi personaggi hanno uno stile bidimensionale a “foglio di carta”, come delle sottili sagome, e lo si capisce guardandoli mentre si ruota la telecamera per cambiare prospettiva. La più grande particolarità del gioco è il sangue, che non è rosso, ma fucsia! Questo per raggiungere più giocatori, anche quelli più sensibili (e sinceramente si adatta molto di più allo stile del gioco). Le colonne sonore che accompagnano il gioco e le varie attività sono abbastanza piacevoli e i personaggi, nonostante possano essere cliché, possiedono caratteri distintivi e sono piuttosto ben costruiti, con uno stile e personalità propria.

I processi sono probabilmente la parte migliore dell’intero gioco, ben costruiti e costantemente ricchi di colpi di scena e minigiochi di varia difficoltà che condurranno poi alla ricostruzione dell’omicidio (sottoforma di fumetto) e quindi alla scoperta del colpevole. Richiedono parecchia precisione, memoria e concentrazione ma è davvero soddisfacente riuscire a tirare i fili della storia da sé! Ci si immerge totalmente nell’ambientazione ed è come se anche il giocatore ne facesse parte, analizzando e ricostruendo come un vero detective. Gli indizi e le prove vengono raccolti sottoforma di “Thruth bullets” (proiettili della verità), poi “scagliati” verso frasi compromettenti degli altri personaggi per contraddirli. Curioso è anche come il termine “Danganronpa” significhi proprio “proiettile di confutazione”.

Il gioco è però tradotto in inglese: non è difficile, ma bisogna comprenderlo e spesso anche in fretta (durante i processi, ad esempio, bisogna cogliere al volo il significato dei dialoghi)! Le voci dei personaggi sono invece doppiate eccellentemente sia in inglese che in giapponese.

A gioco concluso si sbloccherà infine la cosiddetta School Life, una variante della storia meno drammatica e tragica e più allegra, in cui si potrà vivere una quotidiana vita scolastica assieme agli altri, che verranno conosciuti più nel dettaglio.

Riusciranno i protagonisti ad affrontare la disperazione e ad andare avanti a testa alta con la speranza nel cuore? È tutto un rischio da correre, una partita che sembra impossibile da vincere, in attesa di far venire a galla la verità che, però, potrebbe risultare più letale del previsto; una verità che forse sarebbe dovuta rimanere nascosta per sempre.

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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