Cos’è il Recovery Fund?

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Con la crisi economica subentrata in seguito alle conseguenze del lockdown reso necessario per contrastare la Pandemia da Covid-19, l’Unione Europea ha cercato soluzioni condivise per il recupero economico

Ed è proprio in questo contesto che ha trovato terreno fertile la nascita del fondo “Recovery Fund”, ossia “Fondo di Recupero”.

Ma di cosa si tratta esattamente?

Il Recovery Fund è uno strumento che ha l’obiettivo di arginare l’impatto devastante della pandemia, attraverso aiuti economici volti a  sostenere l’economia dell’Europa e in particolar modo di quella dei singoli Paesi più colpiti dalla crisi.

In sintesi, un fondo con titoli comuni europei per rifinanziare l’economia nazionale.

Il Consiglio UE, dopo aver esaminato per mesi diverse misure, come il MES (Meccanismo economico di stabilità), gli Eurobond ed infine il Recovery Fund, solo nel mese di luglio è giunto al raggiungimento di una risposta congiunta che ha abbracciato le proposte dei paesi settentrionali cosiddetti frugali , tra cui Austria, Olanda e Germania, (contrari a qualsiasi forma di finanziamento con condivisione degli oneri legati ai debiti), e i paesi meridionali, come Italia, Spagna e Francia, più colpiti dalla pandemia.

Infine l’intesa è stata raggiunta con l’approvazione del Recovery Fund.

Inizialmente descritto e pensato dai francesi, il Fondo contiene un piano da 750 miliardi di euro, di cui 390 sotto forma di sovvenzioni e 360 di prestiti.

Tale liquidità, disponibile solo nel 2021, sarà reperita con l’emissione di titoli di debito, i cosiddetti Recovery bond garantiti appunto dal Bilancio UE, e che la stessa BCE potrebbe acquistare. Così facendo non si attua una vera e propria mutualizzazione sul debito passato in quanto la condivisione del rischio comune riguarda solo il futuro.

Naturalmente tutto ciò non senza condizioni.

Tutti i Paesi dell’unione europea dovranno presentare piani nazionali di investimento e riforme in linea con gli obiettivi comuni e i criteri politici dell’UE.

Inoltre, essi dovranno affrontare le sfide di politica economica proposte per ciascun paese membro per consentire loro di migliorare il potenziale di crescita economica, la creazione di posti di lavoro e la resilienza economica e sociale.

Complessivamente l’Italia riceverà dal Fondo circa 208,8 miliardi, di cui 81,4 miliardi di aiuti a fondo perduto e 127,4 miliardi in prestiti.

Ma solo 65,5 miliardi saranno i trasferimenti che avrà a disposizione il governo italiano per finanziare il suo piano di ripresa.

Esso dovrà essere presentato in prima bozza a Bruxelles a metà ottobre e in forma definitiva ad Aprile 2021, almeno formalmente. A questi fondi si aggiungono poi i prestiti a tassi molto agevolati.

Tra gli interventi imposti si prevedono:

  • transizione verde;
  • transizione digitale;
  • riduzione dei rischi legati al cambiamento climatico;
  • sostegno all’economia circolare;
  • miglioramento del sistema giudiziario;
  • modernizzazione della PA;
  • potenziamento del sistema sanitario;
  • protezione dell’occupazione;
  • lotta alla povertà;
  • politiche di coesione sociale.

Si tratta di una vera e propria svolta economica che, si spera, possa rispondere, nel più breve tempo possibile, alla crisi economico-sociale provocata dalla pandemia ancora in atto a livello mondiale.

Maria Orlando

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