Il mito greco narra che Afrodite si era stancata dell’immaturità di suo figlio Eros che si comportava sempre come un bambino.

La spensieratezza e la dolcezza di Eros andavano di pari passo con le intemperanze, i capricci e l’assoluta irrazionalità.

Su consiglio della saggia Temi, dea greca della giustizia, la quale suggerì a Afrodite che Eros non sarebbe mai cresciuto finché non avesse avuto l’amore di un fratello.

Nacque così Anteros e quando Eros si accompagnava al fratello, diventava docile e responsabile. Appena però Anteros si allontanava, Eros tornava a comportarsi da bambino.

L’insegnamento di questo mito è che l’amore non ha un solo aspetto, ma molteplici.

Eros è l’amore passionale, incondizionato, irrazionale e anche, quindi, capriccioso e volubile.

È l’amore del colpo di fulmine, quello che infiamma l’animo a prescindere da ogni ragionamento logico.

Quest’amore, bellissimo e dolcissimo è ingovernabile come un bambino pestifero.

Solo in presenza di Anteros, l’amore reciproco, Eros diventa adulto, capace di badare a se stesso e a ciò che la sua magia ha creato.

AMORE

Tutto anela l’amore
passione, dedizione,
attenzione, presenza.
Abbracci dove perdersi
tra premurose braccia
che si stringono
con lo stesso ardore.
Perché l’amore vero
è l’amore corrisposto,
occhi che si specchiano
ed insieme
mano nella mano uniti
per la vita.
Amore che infrangendo
le regole
in emozioni le trasforma.
Sospiri di felicità.

                Antonella Ariosto

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Conoscete la leggenda di Alcione?

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