Conoscete la leggenda, particolare e triste, di Donna Villa?

Sul promontorio di Tindari esiste una grotta molto particolare, che ha ispirato molte storie e leggende.

Una di queste narra che l’antro sarebbe stato abitato da una donna brutta e deforme, una “mavara”, capace di trasformarsi in una bellissima fanciulla.

La grotta presenta un grande buco nella volta: da qui la “bellissima-bruttissima Donna Villa” si affacciava come da un balcone.

Balcone” è infatti chiamato quel buco, per “catturare” i marinai di passaggio con la sua bellissima voce.
Gli uomini per la maggior parte non riuscivano a resisterle ed erano  facili prede.

I pastori e gli anziani di Tindari raccontano che, come nel mito omerico di Circe, Donna Villa, dopo aver amato gli uomini, li portava in un secondo antro, al centro del quale si apriva un pozzo dove gli sventurati finivano.

Spaventevole antropofaga, Donna Villa divorava poi i corpi dei suoi amanti e tappezzata delle loro ossa, le pareti della grotta.
Tuttavia, non tutti gli uomini di passaggio sul mare di Tindari, venivano catturati dalla soavità del canto della “mavara”.

In questo caso, la donna, sopraffatta dall’ira, si sfogava conficcando nelle pareti della grotta le sue dita lunghe, artigliate, splendenti di gioielli.

Ma un giorno da Tindari passò uno bellissimo cavaliere di ritorno dalle crociate, dai modi gentili, pieno di fede e virtù; egli soggiornò sotto l’antro, presso i laghetti di Tindari.

La maga iniziò il suo canto ammaliatore, ma niente corrompeva la virtù del cavaliere.
La strega cambio tattica chiedendo aiuto, lamentandosi di essersi ferita.
Al grido di una donna in pericolo, nessun cavaliere può rifiutarsi di intervenire.

Rischiando più volte la morte il crociato arrivò sin dentro la grotta e trovò l’avvenente strega.

Anche il cavaliere, fedele e ricco di fede, cadde vittima di lussuriosi banchetti carnali con la mavara.

Ma Donna Villa si era innamorata di quel giovane dai sentimenti puri e dalla carne debole; una settimana passarono insieme dentro l’antro sul mare.

Cacciagione e cibo non mancava, ma mentre il giovane nonostante il dispendio energetico appariva sempre più in forma, Donna Villa era sempre più pallida e sempre con meno forze, era una divoratrice di uomini e senza carne umana da mangiare, stava spegnendosi lentamente.

Capendo che stava morendo, raccontò al giovane la sua vera natura, dopo un primo momento di disgusto, si offri come pasto per salvare la sua amata strega.

Donna Villa si alzò prese il macete, ma invece di macellare il giovane come aveva fatto con altri prima, lo colpì con un sasso, il cavaliere svenne e con le sue ultime forze la donna lo portò sulla riva di uno dei laghetti di Tindari.

Poi si lasciò morire nel mare… per amore aveva rinunziato

Da poco più di trent’anni, la grotta è visitata e studiata, anche perché per accedervi bisogna essere buoni atleti ed avere una guida locale esperta.

Nella grotta gli elementi materiali su cui regge la leggenda esistono tutti: i buchi nella roccia, il pozzo all’interno del secondo antro, le ossa che tappezzano le pareti della grotta.

Esisteva, dunque, una Circe a Tindari?

Si confuse, nella notte dei tempi, un canto bellissimo di donna al quasimodiano “vento dei pini?“.
Se si indugia tra questi calcari strapiombanti, qua e là spruzzati di aromatici arbusti, e sui quali si avventurano, candidi, i gabbiani, si finisce col crederci.

Sappiamo che le ossa nella grotta sono di animali (cervidi sopratutto) e non c’è traccia di ossa umane e che i buchi nelle pareti non già dalle dita di Donna Villa furono scavati, ma da molluschi marini e che il “balcone” della maga non è altro che un foro prodottosi sul costone roccioso a seguito di un crollo.

Ma la storia della mavara cannibale e del suo cavaliere, è troppo bella, triste e affascinante, per non essere conosciuta e narrata ai posteri.

DONNA VILLA

Incanta la mia voce
incanta il mio aspetto
indimenticabili sogni prometto
ed ore d’intensa passione.
Ma il mio cuore inganna
divorato all’avidita’
e dalla cattiveria
Eppure ho amato
e per amore morta.
Mi chiameranno “maiara”
una leggenda diventerò.

              Antonella Ariosto

Clicca qui per leggere il “mistero” precedente”

Conoscete la mitica storia di Eros e Anteros?

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome qui