Chi si ama si sceglie con l’anima

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L’anima si sceglie il proprio compagno poi chiude la porta così che la maggioranza divina non possa più turbarla
Emily Dickinson

Emily Dickinson così parlava dell’amore e ne decantava la purezza qualora si avvertisse la sensazione fortunata di aver trovato “quell’anima”, l’anima gemella da tutti tanto cercata e agognata .

Ma quest’anima speciale come si poteva riconoscere tra mille come quell’unica e fatta per noi?

La grande scrittrice per definire il vero Amore, aldilà dell’aspetto, della ricchezza o  dell’attrazione sensoriale, usava parlare anche di scelta fatta attraverso “percorsi mentali” definiti.

Ognuno di noi conosce se stesso e sa di cosa ha bisogno e chi vogliamo avere accanto, di che tipo di persona abbiamo bisogno e chi è più “giusto ” per stare con noi.

In realtà dunque si potrebbe quasi pensare che per la Dickinson l’amore potesse essere anche “pilotato”.

La ricerca della persona ideale potrebbe portarci all’uso dell’ingegno che ci fa compiere una serie di percorsi razionali nella scelta del partner facendo entrare in gioco, oltre al cuore e ai sensi, soprattutto la razionalità. Potremmo risultare attratti da qualcuno inizialmente, anche in modo molto passionale, ma se poi non ci sentiamo sufficientemente “adeguati” a restare in quella relazione, se viene a mancare quella necessaria sensazione di appartenenza il rapporto è destinato sicuramente a finire.

Se invece avvertiamo dentro di noi di esser giunti a destinazione del viaggio, se sentiamo in cuor nostro ( o dovremmo dire con il “nostro intelletto”) che ci siamo, allora chiudiamo le porte ad ogni altro sentimento nuovo o a qualsiasi altro elemento esterno che possa turbarne l’equilibrio.

Decidiamo di aver scelto, giungiamo alla cosiddetta “pace dei sensi” e sentiamo di non aver più bisogno di altro. 

Un senso di appagamento subentra in noi nel momento in cui ci inoltriamo in una storia che ci sentiamo “cucita addosso”, la confortante consapevolezza di non dover sforzarsi a star bene e di condividere un simile modo  di vivere i sentimenti.

La completezza è dunque questa, quel vero amore di cui parlava la Dickinson: la leggerezza dello stare insieme, la naturalità di viverlo,  l’intelligenza di capire di trovarsi a casa.

Sandra Orlando

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