Cat Stevens

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Cat Stevens o Yusuf Islam?

Ancora oggi i fan trovano la sua scelta inspiegabile, ora che i giovani artisti sarebbero pronti a tutto anche per una sola hit, si affannano per entrare nei talent, vanno a caccia di opportunità come segugi.

Invece Cat Stevens mollò tutto quando era al top, nel 1977, dopo dieci anni di successi.

Una gioventù trascorsa nel quartiere di Soho, milioni di copie vendute di album, canzoni di peace & love che sono diventate inni e se avesse continuato nella sua carriera oggi sarebbe nsieme a Bob Dylan e Mick Jagger, Bruce Springsteen e Paul McCartney.

Invece la sua vocazione, a quel punto, diventò una sola: abiurare la religione dei padri, quella ortodossa e cancellare il passato.

Studiò l’arabo, si convertì all’Islam, indossò la kefiah, si fece crescere la barba, sposò una donna velata, Fauzia Mubarak Ali nella moschea di Kensigton e iniziò un percorso di fede con il nuovo nome di Yusuf Islam.

Il potere seduttivo e corruttore della musica non è più una necessità, ho dato un senso alla mia esistenza. L’unica cosa che mi interessa è la relazione tra l’uomo, l’Islam e la musica” così afferma ai giornalisti.

Il racconto della sua conversione sembra un film.

Racconta che mentre nuotava verso il largo a Malibù, si allontana pericolosamente dalla riva.

Cerca di tornare indietro, ma la corrente è troppo forte.

Sta per andare a fondo, è nel panico e grida: “Dio, se mi salvi lavorerò per te“.

In quell’istante un’onda potente lo solleva e lo scaraventa verso la riva.

Era tutta l’energia di cui aveva bisogno ed in poche bracciate raggiunse la spiaggia sano e salvo, a conferma che non solo il DIO dei Cristiani fa miracoli…

Fu un momento grandioso, sapeva che Dio esisteva, e che aveva rinnovato un contratto con lui.

Da allora al primo posto c’è l’Islam…

Simona Bagnato

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Nata e vissuta in Calabria, sono diplomata al Conservatorio in chitarra classica e laureata in Giurisprudenza. Ho scelto di abbracciare l'arte e la didattica musicale. Insegnante nei licei musicali, ho partecipato a numerose rassegne nazionali di musica classica, in alcuni casi classificandomi al primo posto. Compositrice e scrittrice, sono da sempre attivamente impegnata in difesa di diritti umani e civili. Ho militato in Amnesty International ed oggi in Arcigay sezione di “Lamezia-Catanzaro-Vibo”. Ho abbracciato con entusiasmo il progetto “SCREPmagazine” già dai suoi primi albori. Mi piace l'essenza delle cose e condividerla.

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