La prima intervista dell’anno a Vincenzo Bocciarelli

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Dice un poeta arabo:

“La felicità non è una meta da raggiungere, ma una casa in cui tornare; non è davanti ma dietro; tornare non andare”.

Ed è questa la sensazione che ho avuto ieri a Napoli, quando mi sono trovata davanti il Teatro delle Palme.

E lì avrei assistito al Concerto di Capodanno, condotto dal bravissimo attore Vincenzo Bocciarelli.

Non sono rimasta molto sorpresa il giorno in cui Vincenzo Bocciarelli mi ha telefonato per invitarmi all’evento.

Non avevo dubbi sulla sua persona, sapevo già che lo avrebbe fatto.

Il 18 dicembre ci eravamo incontrati ad una sua performance teatrale in Calabria, a Vibo Valentia.

Ed eccolo lì il grande Bocciarelli che aspetta me e la mia amica Luana.

Il teatro è pieno di gente che è felice di essere tornata a teatro dopo due anni di pandemia.

Tutti seduti, tutti coscienti di dover seguire le norme date dal Ministero della Sanità ma nonostante ciò felici di ciò che vivranno.

Dopo i saluti, nei minuti a disposizione prima dell’inizio dello spettacolo chiacchieriamo come vecchi amici e colgo al volo l’occasione per fargli un’intervista.

Ci accomodiamo in platea ed io inizio con le domande.

Nome? Vincenzo… ma da un po’ di tempo molti amano chiamarmi Vincent… chissà perché…

Cognome? Bocciarelli.

Compleanno? 22 febbraio.

Il tuo segno zodiacale? Pesci ♓️ ascendente Leone.

Luogo di nascita? Bozzolo in provincia di Mantova.

Residenza attuale? Roma che amo follemente…

Animali domestici? Avevo un gatto di nome Leone a cui cantavo uno stornello romanesco che diceva: “evviva Leone il gatto più bello e gajardo di tutto il rione“… poi s’è innamorato di Paprika, la gattina della vicina. e m’ha mollato.

Da bambino com’eri? Sempre stupito e meravigliato del mondo. Vedevo tutto bello. Felice di essere venuto su questa terra.

Cosa volevi fare da grande? Partendo dal falegname… il muratore, lo stilista, il giornalista, l’archeologo, l’astronauta, il pompiere, il pittore e per finire l’attore… che è in fin dei conti il Mestiere che li racchiude tutti.

Avevi un giocattolo preferito? Le costruzioni Lego e i giochi stupendi di elettronica che mi portava da Cremona mio zio Sandro che era ingegnere alla centrale nucleare alla Cortemaggiore.

Descrivi la tua infanzia, cosa ricordi di quel periodo? Sono cresciuto in un luogo stupendo e pieno di stimoli per la fantasia e la creatività del sogno. In una antica dimora storica piena di opere d’arte e affreschi antichi… immerso nel mondo bucolico della campagna Toscana quando il clima era meno umido e più asciutto rispetto ad ora. Mi sono sentito molto amato e desiderato dai miei genitori nonostante fossimo diversi fratelli e sorelle. Diciamo che sono nato in un buon momento sotto una buona stella.

Dove sei cresciuto? Fino all’età di 16 anni in Toscana a Siena poi è iniziato il viaggio nel mondo dei “grandi”, degli adulti.

Quali erano le tue materie migliori e peggiori a scuola? Pessimo in matematica, discreto nelle altre materie… me la cavavo soprattutto in italiano e storia.

Cosa facevate tu e i tuoi amici d’infanzia per divertirvi? Ci perdevamo nei boschi alla ricerca di tracce della storia tuffandovi nei profumi dei prati e l’odore salmastro delle foglie degli alberi secolari.

Racconta la tua esperienza infantile più imbarazzante? Hai mai fatto una marachella? Sì eccome… un periodo ero fissato con il dare fuoco alle cose, poi mi divertivo a rompere i vetri delle finestre. Provavo un certo piacere nel “distruggere” poi un giorno mi è arrivata una “manata” tra capo e collo da papà Mario e da quel momento ho aggiustato tutto quello che avevo rotto e bruciato fino ad allora e invece di distruggere o cominciato a costruire.

Sei mai uscito con i tuoi fans? Si, amo il mio pubblico e amo percepire il rapporto umano e vero con la gente. Anche se bisogna stare talvolta attenti …

Se potessi trasmettere un messaggio ai tuoi fan, quale sarebbe? Vorrei ringraziarli dal profondo del mio cuore per come riescono ad essermi accanto e fedeli tutti i giorni e in tutti questi anni… soprattutto le fondatrici della mia fanpage su facebook e Instagram. Sono infaticabili e sempre sul pezzo… addirittura riescono ad essere aggiornate prima loro che io o i giornalisti, sulle mie news.

Cosa si prova ad essere una celebrità? Questa parola mi fa un po’ paura… In tutti questi anni di attività ho conosciuto migliaia di persone e Colleghi che dall’oggi al domani sono passati dalle stelle alla camera del dimenticatoio. Riuscire in questo lavoro a rimanere sempre in prima linea senza perdere la propria dignità e qualità professionale e molto, molto difficile. Ma se si imposta la propria carriera pensando di lasciare una traccia che possa essere “costruttiva” per chi verrà dopo di noi, probabilmente si cambia il punto di vista e tutto lo si vive con più serenità e appagamento. All’inizio mi divertiva essere riconosciuto per la strada o fermato per fare una foto poi con il tempo nn ci fai più caso e ti senti una persona normale. Certe dinamiche della popolarità sono pericolose… possono portare all’isolamento.

Come attore qual è il ruolo più impegnativo che tu abbia mai avuto? Caligola nel film “L’inchiesta” girato in inglese e un ruolo spigoloso e tagliente.

Qual è il ruolo migliore/peggiore che hai interpretato in un film? Il ruolo migliore sicuramente Andrea Obrofari nella serie TV Orgoglio e il peggiore non saprei… forse quello che vorrei fare e che non sono ancora riuscito a fare.

Qual è la collaborazione artistica che sogni? Tutte quelle che nascono dalla voglia di fare e che non restano legate ai soliti gruppi e gruppetti dei soliti noti e ignoti… le collaborazioni che nascono dalla voglia di sperimentare il nuovo e basato sul VERO TALENTO!!!

Hai mai pensato di partecipare ad un musical? Ti vedrei bene nei panni del mitico Travolta in Grease. Lanciamo un appello alla Compagnia della Rancia o al mitico Saverio Marconi? Sono pronto a tutto e sempre più motivato e gasato… soprattutto dopo essere stato più volte premiato negli ultimi mesi… dopo tanti premi ora è la volta di raccogliere i frutti… che dite?

Una domanda alla quale sei libero di non rispondere : cosa pensi del polverone alzatosi, un anno fa in alcuni salotti televisivi e in un reality a riguardo dell’Ares film di Tarallo e del suicidio di Teodosio Losito? Preferisco non rispondere a questa domanda. Dico solo che il povero Teodosio era una persona estremamente sensibile e un bravissimo sceneggiatore. Il successo del mio personaggio Maurizio De Santis del Bello delle donne è stato anche grazie al frutto della sua mente creativa supportata dalla maestria del regista Maurizio Ponzi. Oltre ad esserci incrociati poche volte sul set non li ho mai frequentati privatamente.

Guardi la TV? Cosa pensi dei reality, ti piacerebbe partecipare ad uno di essi? Le sfide mi hanno sempre elettrizzato… Recentemente non sto guardando molto la TV perché sono parecchio impegnato. Cerco di recuperare aggiornandomi appena posso su YouTube.

Il primo del nuovo anno lavorerai, è il migliore inizio per un artista, dove sarai? Si, questa cosa mi piace molto! Già questo 2022 mi garba molto anche perché il 22 è il mio numero magico… Condurrò il Gran Concerto di Capodanno a Napoli al teatro delle palme.

Parlaci dei tuoi progetti per il nuovo anno, ti rivedremo presto a teatro? Tanti nuovi progetti di cinema teatro è tv… sarà l’anno in cui festeggerò molte ricorrenze importanti!!!

Stai curando due nuovi progetti uno editoriali, hai pubblicato da circa un anno un libro “Sulle Ali dell’arte“, con la Casa Editrice Accademia Edizioni ed Eventi e un progetto di moda, stai per lanciare una tua linea. Vuoi parlarne? Si ho appena vinto un bando con la regione Lazio per diventare imprenditore. Lancerò ufficialmente con il nuovo anno lo shop online dove acquistare le mie magliette felpe e profumo il tutto avvolto, ricoperto dai disegni della mia arte, Agape.

Ho avuto il piacere di conoscerti personalmente e capire quanto grande è la tua fede, ti rivolgi mai al tuo Angelo Custode? Si abbiamo un rapporto molto molto speciale…ma amo conservare silenziosamente queste emozioni dentro di me.

Pensi che la spiritualità nella società odierna è un optional? Oggi tutto è capovolto purtroppo… ma ho fiducia nella capacità dell’uomo moderno di impegnarsi a togliersi la maschera e guardarsi in faccia davanti allo specchio. Riconoscere i propri limiti e i propri errori e la cosa più difficile e faticosa. Conosci te stesso diceva la sfinge ad Edipo…
Grazie di ❤️caro Vincenzo, grazie per avermi concesso una nuova intervista. Aspettiamo news sui tuoi futuri progetti lavorativi.

Un ringraziamento per le foto dell’evento a Giampietro Iannone, un ringraziamento ed un caro saluto a Vincenzo Bocciarelli.


Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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