André Derain (parte prima)

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Andre’ Derain (parte prima)

“Donna in camicia”

Olio su tela, 100×81 cm.

Copenaghen, Statens Museum

André Derain nasce a Chatou, vicino a Parigi nel 1880 da un’agiata famiglia borghese.

Dopo gli studi di ingegneria frequenta l’Accademia a Parigi nel 1989.

Nel 1900 si lega d’amicizia con Matisse e Maurice de Vlaminck.

I tre artisti lavorano insieme ed inizialmente Derain dipinge dei paesaggi realisti.

Ma nel 1904 Derain crea tele dai colori puri e sente l’impulso di liberare la tela da ogni convenzione .

Un anno dopo espone al Salone degli Indipendenti, poi al Salone d’Autunno, nella sala soprannominata “la gabbia delle belve”.

André Derain diventa uno dei capofila del “fauvismo”.

Soggiorna a Collioure con Henri Matisse e qui scopre una nuova concezione della luce applicando alla sua tela una molteplicità di piccoli tocchi dai colori forti.

A partire dal 1907 l’artista semplifica e geometrizza le sue forme con colori più neutri, cercando una sintesi fra classicismo e modernità.

E’ chiamato alle armi nel 1914 e la sua prima esposizione personale viene organizzata nel 1916, durante la guerra.

Tre anni dopo Derain realizzerà scenografie e costumi per balletti.

Fra le due guerre, la produzione dell’artista è più realista e ritornano i suoi grandi temi (nudi, ritratti, paesaggi).

André Derain muore a Garches, nei pressi di Parigi, nel 1954.

“DONNA IN CAMICIA”

Una donna giovane con l’abito succinto e leggero lascia intravedere i seni.

Con le calze scure è seduta a gambe coperte e incrociate, su quello che appare essere un letto o il bordo di un divano.

La protagonista è molto disinvolta, per nulla intimorita.

Consapevole della propria bellezza la ostenta in modo provocante, ma contenuto.

Infatti, nonostante il suo volto sia orientato verso destra, gli occhi sono invece puntati verso l’osservatore ed esprimono molta decisione.

Il busto è inclinato in avanti e il gomito appoggiato alla gamba al fine di permettere alla mano di sostenere il viso.

Con l’indice, in atteggiamento vezzoso, sottolinea il grazioso trucco sugli occhi.

Dietro la figura si scorgono alcuni arredi di forma geometrica.

Il tono blu scuro a destra mette in chiara evidenza il profilo della “Donna in camicia” e del lenzuolo bianco.

In contrasto con gli altri colori, a sinistra lo sfondo è rosa-arancio, con variazioni di luminosità.

Infine, il volto e il corpo in ombra è velato di azzurro, che fa risaltare l’arancio dei capelli.

In “Donna in camicia” predominano equilibrio e armonia. Ad esempio c’è complementarità tra arancio e blu sulla pelle della donna.

L’opera ricorda le prostitute e i bordelli rappresentati dieci anni prima da Toulouse-Lautrec (nella foto).

Un’immagine di vita bohemienne di Montmartre, che anche Derain conobbe ai tempi in cui gironzolava ozioso per la città.

CONCLUDENDO:

La storia del quadro, datato 1906, affonda le sue radici in una testimonianza di Vlaminck: riferi’ che una ballerina del locale parigino Rat Mort andò a posare per lui e per André Derain nel loro studio.

Il Rat Mort, era un noto locale di Place Pigalle, un caffè-ristorante-notturno frequentato da molti artisti di fine Ottocento, tra cui Picasso.

Bruno Vergani (clicca sul mio nome per leggere i miei articoli)

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