Si chiude il cerchio e si pareggiano i conti con il passato e  il presente in Baby 3 la serie Netflix che si basa sulla vicenda delle baby squillo del liceo Collodi e dei Parioli romani. 

Chiara e Ludovica affrontano i loro disagi e si specchiano nella loro immagine deformata della realtà.

Ognuno dei personaggi principali si troverà ad un bivio e dover fare la scelta giusta non sarà facile.

Paradossalmente alcuni ruoli si capovolgeranno.

Ludovica la ribelle,  anticonformista, sofferente alle regole e iniziatrice del gioco pericoloso intrapreso con l’amica Chiara,  risponderà al suo bisogno di normalità e deciderà di abbandonare quella strada sbagliata. Cercherà rifugio nella famiglia,  nella scuola e nel sogno di un futuro migliore, lontano da tutto quello in cui si è identificata fin ora. Abbandonerà il gusto del pericolo e degli eccessi per una fetta di Isola sicura cercando sostegno nell’affett ritrovato della madre. 

Chiara invece avrà un percorso più tormentato. La brava ragazza , studiosa e diligente si ritroverà dipendente dell’abisso e della cattiva strada. Dipendente dall’essere trattata come un oggetto, dal vuoto e insieme dall’ ebbrezza del disordine, schiava di una vita in cui Emma ha il sopravvento su Chiara. Per lei non ci sarà vera redenzione e la fine la vede alle prese con la ricostruzione difficile di se stessa, lontano da tutti.

Gli altri personaggi si muovono intorno alle protagoniste e, a parte la vicenda di Brando e della sua diversità combattuta, non hanno uno sviluppo proprio in realtà. Lo stesso Damiano, non regge il confronto con le aspettative di una travagliata storia con Chiara e si perde in un finale che non rende giustizia al personaggio iniziale. Forse chi appare più credibile, accanto alle due ragazze, è la madre di Ludovica interpretata da una brava Isabella Ferrari.

Saranno infatti i genitori I veri perfetti perdenti di questo girone infernale. Costretti a squarciare il velo dell’ipocrisia in cui giacevano, sono messi di fronte ai loro errori, alle loro mancanze e superficialità mettendosi in discussione. 

Benedetta Porcaroli e Alice Pagani convincono indossando i vestiti di due ruoli diversi ma complementari, pronte entrambe ad una carriera cinematografica sicuramente promettente.

Nonostante i consensi raccolti, in questa terza e conclusiva stagione sembra manchi però un po della cattiveria e originalità della precedente soprattutto. La freschezza è originalità del racconto qui si perde purtroppo in situazioni che sanno di un prevedibile deja vu. 

Resta comunque il tentativo di proporre un prodotto tecnicamente discreto e supportato da un cast che funziona. Nota di merito alla colonna sonora.

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