“Anime” di Annamaria Esposito

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“Le anime si incontrano, si riconoscono, si rincorrono… ma si ameranno poi?”

1) Come è nata l’idea di questo libro e soprattutto perché hai scelto il titolo “Anime”?

  • Nasce da una mia credenza in un’antica teoria orientale che riguarda la Reincarnazione, secondo la quale le nostre anime tornano sulla terra più volte, scegliendo di volta in volta, nuovi involucri in cui vivere. Lo scopo è lo sviluppo spirituale.
    Veniamo in questo mondo con un progetto dell’anima da perseguire, che ben presto dimentichiamo a seguito dell’educazione sociale e della cultura competitiva in cui viviamo, ma non solo.
    Esiste, infatti, la legge dell’oblio che annulla, al momento della nuova reincarnazione, tutto ciò che si è stati, proprio per non essere inibiti dal ricordo di esperienze negative vissute in epoche precedenti.
    Secondo la dottrina della metempsicosi, l’anima dopo la morte, si reincarna in altri organismi umani, animali, vegetali o minerali fino alla definitiva liberazione della materia, dunque anche i nostri amici a quattro zampe hanno un Karma.
    Ma in definitiva, in ogni viaggio dell’Eroe è il libero arbitrio a farla da padrone.
    L’Anima è da sempre il tratto distintivo dell’umanità, il concetto che ha affascinato migliaia di artisti, pensatori, scienziati. Quel che si cela dietro l’estetico involucro dell’ individuo, oltre il suo corpo, quel filamento di connessioni che si correlano al sentimento e al dubbio.
    “Anime” è una raccolta poetica che ripercorre e riscopre i tanti frammenti che compongono l’animo umano, corredata da immagini suggestive. Quale altro nome avrebbe potuto avere, se non “Anime”, il mio lavoro?

2) Cosa è per te la poesia e quale le tematiche trattate nella tua opera “Anime”?

  • La mia poesia è uno spaccato di vita, racchiuso in uno scrigno di emozioni, sensazioni, vibrazioni da condividere con i lettori tutti.
    È il mio mondo immaginario dove io mi rifugio, quando “il male di esistere” contamina la mia vita o quando un pensiero d’amore inebria la mia anima. Ed è proprio il caso di dire:
    Ode alla rima che ogni angoscia risana“.
    Tante le tematiche, gli argomenti trattati nelle mie poesie, “maneggiati” con grande delicatezza e semplicità, ma anche anche con tanta ricercatezza spirituale.
    I miei versi si diramano in un labirinto fatto di immagini, ricordi, contemplazioni lente, meditative, cercando di risvegliare gli animi assopiti dei probabili lettori che hanno smesso di credere molto tempo fa nei valori della vita, restituendo loro un bagliore di speranza e una manciata di briciole di amore poetico. Anche dopo una grande delusione la vita riprende i suoi colori e dalle tenebre più profonde s’intravede sempre uno spiraglio di luce. L’inesauribile forza femminile caratterizza tutte le odi presenti nell’opera, che rappresentano le lezioni che la vita che ci porge su un piatto d’argento di giorno in giorno.

3) In “Anime” i tuoi versi sono corredati da immagini suggestive perché?

  • In “Anime” i miei versi si diramano in un labirinto fatto di immagini, quasi a voler personificare le emozioni che ogni ode racchiude in sé.
    Nulla succede per caso, gli incontri sono stati già previsti, prova ne è l’intreccio di stili artistici diversi che hanno reso unico il mio libro.
    Grazie a Francesca Sirianni, pittrice che con le sue tavole ha dato corposità ai tumulti della mia anima; a Klaus Costa, Rettore degli Uffizi D’Arme, con i suoi tratti araldici ha stilizzato le mie parole; al Dr. Marco Gusmini che nelle sue foto ha cesello le cangianti espressioni del mio viso; infine a Roberto Carlotto musicista, che ha saputo interpretare le vibrazioni del mio essere traducendole in forme e colori che mi rappresentano a pieno, dando vita alla copertina del mio libro “Anime”, edito da Officine Culturali Romane.
    Le immagini hanno il compito di accompagnare il lettore nella comprensione dei miei versi, catapultandolo in un mondo più intimo, in una visione della vita che va oltre le parole, che tocca le corde del cuore.
    Le immagini sono lo specchio.

Angela Amendola

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