André Derain (parte terza)

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André Derain (parte terza)

“Barche a Collioure”

Olio su tela 72×91 cm.

Düsseldorf, Kunstsammlung.

I Fauves chiedevano alla pittura qualcosa di innovativo rispetto ai maestri del passato.

Le loro opere si caratterizzavano per un disinvolto uso dei colori, sfruttati per le potenzialità espressive anziché per la somiglianza alla realtà.

Come lo si evince in “Barche a Collioure” dove la scena, con pennellate brillanti e con le barche da pesca allineate sulla spiaggia, diventano il soggetto del quadro di Derain.

Questo paesaggio si trova sulla costa mediterranea francese e ha ospitato, oltre naturalmente a Derain, diversi impressionisti francesi, diventando una loro fonte d’ispirazione.

“BARCHE A COLLIOURE”

Nel dipinto “Barche a Colliure” osserviamo muoversi alcune figure umane; bagnanti turisti o abitanti di Colliure.

Ancorate alla banchina vi sono delle imbarcazioni con colori ocra e con le vele abbassate, mentre altre navigano verso il largo.

Sullo sfondo, infatti, molte vele,
durante le belle giornate estive a Collioure riempiono l’orizzonte e raccontano di una intensa attività marina .

Anche il molo è dipinto di ocra, sul quale spiccano i colori accesi, blu, rosso e arancione dei passanti.

L’acqua del mare, vicino al porto, è blu oltremare con piccoli riflessi rossi a quadratini che assimilano molto il “puntinismo” di Seraut.

La imponente massa del mare è racchiusa tra il molo e la banchina sullo sfondo.

La linea compositiva più evidente è quella curva del fronte del porto, in primo piano.

Seguono questa disposizione anche le barche ancorate che si distribuiscono in modo ritmico orizzontalmente.

Infine, la sottile fascia di cielo è un mosaico di bianco e azzurro.

CONCLUDENDO:

Da notare la prospettiva di grandezza delle barche che permette al nostro sguardo di stabilire le distanze tra le imbarcazioni in primo piano e quelle dello sfondo

Secondo Derain era necessario che il dipinto risultasse equilibrato indipendentemente dal soggetto ritratto.

Anche Henri Matisse, che sperimentava il “nuovo linguaggio fauves” insieme al collega, dipinse marine come la “Veduta di Collioure” (nella foto).

Quindi, il soggiorno presso Collioure, fu determinante e fonte di ispirazione anche per lui.

Bruno Vergani

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