Anche questo Sanremo, come al solito, si è fatto precedere da critiche negative e polemiche; la più chiacchierata è stata la partecipazione del rapper Cally.
Ma sull’onda del “basta che se ne parli” questa edizione passerà alla storia come quella con lo share televisivo più alto degli ultimi anni e, di sicuro (io, confesso, ne sono sinceramente sorpresa) sta facendo lotta al bigottismo, all’omofobia e al maschilismo.

Achille Lauro era tra gli artisti più attesi di questo Festival di Sanremo, dopo la passata edizione piena di polemiche per la sua canzone ‘Rolls Royce’, che invece ha conquistato tutte le radio.

E’ stata “Striscia la notizia” che ha fatto emergere un nesso tra la canzone Rolls Royce, presentata a Sanremo, e l’uso di droghe.

Il cantante si è difeso dicendo che in realtà non esiste alcun collegamento con le pasticche.

Il Festival di Sanremo è seguito anche dai più giovani e Achille Lauro è accusato di far passare un messaggio più che negativo.

Lui ha fortemente smentito questa interpretazione del suo pezzo, che sarebbe solo un inno all’eleganza e ad una vita di agio e lusso, per cui la Rolls Royce rappresenterebbe solo il non plus ultra.

E dalla sua prima volta sul palco dell’Ariston ne ha fatta di strada.

Achille Lauro sa come far parlare di sè.

Nei mesi scorsi ha fatto impazzire il web e i telespettatori per il bacio scambiato col suo chitarrista durante “20 anni che siamo Italiani” trasmissione RAI condotta da Gigi D’Alessio e Vanessa Incontrada.

Lui oltretutto ha uno stile davvero inconfondibile ricercato, prende spunto da mode retrò.

Molti lo accostavano alla stravaganza e ribellione di Renato Zero anni ’70 perchè aveva addirittura gli stessi costumi in scena.

Che ci fosse un cambiamento in atto lo aveva dimostrato già sul red carpet appena arrivato a Sanremo.

Infatti non è passato inosservato col pantalone elegante e la canottiera bianca che ricorda lo stile dell’attore americano Ryan Gosling.

Per prepararsi al Red Capet, Achille si è affidato alle mani esperte del suo staff per un cambio look.

Ha scolorito i capelli e li ha tagliati e poi il cambio dal suo riconoscibile smalto nero, per passare a un color melanzana…particolari “fondamentali”…

La prima serata lo ha visto presentarsi in una tunica nera che ha poi tolto per apparire vestito di una tutina color carne e piena di strass…che momento!

In questo modo è riuscito ad avere l’attenzione del teatro e dei telespettatori, quando, si è improvvisamente tolto il lungo mantello nero e oro di Gucci per restare seminudo.

Come spiegato dal cantante sui suoi canali social, la motivazione ha origini profonde, radicate in un celebre dipinto di Giotto, “San Francesco” ed in particolare in una celebre scena della Basilica superiore di Assisi…cosa che a mio parere ha quasi dell’incredibile.

Il momento più rivoluzionario della sua storia in cui il Santo si è spogliato dei propri abiti e di ogni bene materiale per “votare la sua vita alla povertà, alla religione ed alla solidarietà”.

Dalla Rolls Royce a San Francesco… beh il salto è notevole!

E ancora cosa più strabiliante si fa il portatore di un messaggio di rispetto per le donne, e per chi è considerato “diverso”, durante il duetto con Annalisa.

Sta due passi dietro ad Annalisa, le lascia la scena, le lascia cantare quasi tutta la canzone.

Una canzone di una donna quella della grande Mia Martini e lui non l’ha minimamente stravolta.

E’ stato criticato (da me compresa) perchè vestito da “David Bowie” e poi invece è stato quasi in disparte durante l’esibizione.

E se un vincitore morale deve esserci a questo Sanremo 2020 sarà forse proprio Achille Lauro?

Simona Bagnato

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Simona Bagnato
Nata e vissuta in Calabria, sono diplomata al Conservatorio in chitarra classica e laureata in Giurisprudenza. Ho scelto di abbracciare l'arte e la didattica musicale. Insegnante nei licei musicali, ho partecipato a numerose rassegne nazionali di musica classica, in alcuni casi classificandomi al primo posto. Compositrice e scrittrice, sono da sempre attivamente impegnata in difesa di diritti umani e civili. Ho militato in Amnesty International ed oggi in Arcigay sezione di “Lamezia-Catanzaro-Vibo”. Ho abbracciato con entusiasmo il progetto “SCREPmagazine” già dai suoi primi albori. Mi piace l'essenza delle cose e condividerla.

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