“a tu per tu con”… Paolo Preti e il suo “essere un architetto”

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…Paolo Preti e il suo “essere un architetto”

 “L’architettura è un fatto d’arte, un fenomeno che suscita emozione, al di fuori dei problemi di costruzione, al di là di essi. La Costruzione è per tener su, l’Architettura è per commuovere”.

È quanto sosteneva l’architetto Le Corbusier.

In questa intervista ne parliamo con l’architetto Paolo Preti che ho avuto modo di conoscere qualche sera fa in occasione di una video-conferenza che, però, nulla aveva a che vedere con l’architettura e l’urbanistica.

Fiore – Ti vuoi presentare ai lettori di ScrepMagazine, caro Paolo?

Preti – Assolutamente sì e anche con grande piacere.

Sono nato a Novara nel 1962, risiedo a Brovello Carpugnino e iscritto all’Ordine degli Architetti,  Pianificatori,  Paesaggisti  e Conservatori delle Province di Novara e del V.C.O. dal 1991.

Dopo aver conseguito il Diploma di Geometra presso l’”Istituto Tecnico  per Geometri P.L. Nervi” di Novara, mi laureo in architettura presso il Politecnico di Milano  con successiva  abilitazione  all’esercizio  della professione.

Negli anni 1992 e 1993 sono assistente – collaboratore  del  prof.  Corrado  Gavinelli, docente di “Storia  dell’Architettura”  e “Storia dell’Architettura  Moderna”,  presso  il Dipartimento di Tutela e  Recupero del Patrimonio Storico  e Architettonico della    Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e sempre nel 1992 partecipo in collaborazione con lo stesso Corrado Gavinelli e l’arch. Mirella  Loik  alla fase  storico – progettuale  del restauro di “Villa Picchetta” a Cameri (NO), come nuova sede  del  “Parco  del  Ticino”. 

Il  progetto  fu meritevole del 1° premio.

Fiore – Altro?

Preti – Dal 1991 al 1997 sono stato professore incaricato dell’insegnamento delle discipline: “Costruzioni” e “Tecnologia delle Costruzioni” presso  l’Istituto  Tecnico  per  Geometri  “Leonardo  da Vinci”  di  Milano, dal 1990 al 1995 componente  della  Commissione Edilizia del mio comune di residenza in veste di esperto di problematiche di natura ambientale ai sensi  della L.R. 20/89, dal 1992 al 1994  responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Bogogno, dal 1996 al 1999 responsabile dello stesso servizio  del  Comune  di Colazza.

Fiore – E non è finita… ho letto che ti sei buttato anche in politica!

Preti – Sì, hai ragione!

Per due mandati consecutivi, esattamente  dal 1995 al 2004 sono stato  sindaco di  Brovello  Carpugnino.

Il percorso di amministratore mi ha visto anche assessore presso  la Comunità  Montana  Cusio Mottarone(VB) con delega ai Lavori Pubblici, ai Trasporti, Pianificazione Urbanistica e Artigianato Montano con specifico incarico per l’attuazione del Piano Territoriale Operativo del Mottarone e assessore presso il  Comune di Verbania con delega ai Lavori Pubblici, Verde  Pubblico, Servizi  Cimiteriali  e Manutenzione della Città.

Nel corso degli anni sono stato consulente di enti privati e pubblici per la redazione di programmi di fattibilità per l’accesso a finanziamenti ai sensi della L.R. del Piemonte 18/99 e della L.R. 4/2000; componente della  Commissione  Regionale  per  i  Beni Culturali  e  Ambientali,  Sezione  decentrata  di  Verbania ai sensi dell’art. 91 bis della L.R. 56/77; componente, in qualità di esperto, della Commissione Urbanistica del Comune di Verbania; componente della  Commissione Locale  per  il Paesaggio  del  Comune  di Cannobio per  due  mandati consecutivi.

Fiore – Attualmente?

Preti – Sono componente, in qualità di esperto, della Commissione Urbanistica del Comune di Verbania (2019 / 2024) e membro del Consiglio di Amministrazione e  del  Comitato Esecutivo della V.C.O. Trasporti S.r.l, che si occupa del settore del trasporto pubblico locale ed extraurbano della provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

Fiore – Insomma una bella cavalcata nel pubblico che ti avrà irrobustito culturalmente e socialmente e ti avrà fatto conoscere quanto il pubblico non sia al passo con i tempi…

Preti – La politica e la pubblica amministrazione sono fondamentali per la crescita

umana e sociale. Tocchi con mano necessità e bisogni del cittadino.

Il pubblico ha enormi difficoltà a rapportarsi con l’economia e con le richieste delle persone e della società in generale. Troppa burocrazia, troppa spesa pubblica inutile.

Necessita una riorganizzazione delle stato a partire dalle regioni, oramai enti di clientele.

Il tentativo di riforma Renzi è rimasta zoppa, sono state depotenziate le province quando potevano  essere riorganizzate e accorpate,  ricevendo deleghe fondamentali   per   lo   sviluppo   del   territorio   quali   l’urbanistica,   l’assetto   del territorio, il sociosanitario ecc… Per   una   miglior   gestione   territoriale   altro   passo   necessario   dovrà   essere l’accorpamento   dei   comuni,   per   dare   maggior   servizio.  Potrei   andare   avanti all’infinito… mi fermo!

Fiore – Quando hai deciso di intraprendere la professione di architetto e perché?

Preti – Da piccolo. Il mio papà, di professione commerciante, aveva la passione per la ristrutturazione di casali e rustici. Guardando e osservando i lavori in fase di creazione e di esecuzione mi appassionai, anche se  ho sempre nutrito interesse per la storia e l’archeologia.

Fiore – In tutte le professioni si incontrano difficoltà e soddisfazioni. Raccontami la più antipatica delle difficoltà e la più simpatica delle  soddisfazioni.

Preti –  Ho sempre visto la mia professione come il soddisfare i bisogni e le richieste dei   clienti   e   delle   amministrazioni   pubbliche   per   le   quali   lavoro   e   ho lavorato.

Sinceramente, ho imparato a non aspettarmi nulla da nessuno. Quando raggiungo l’obiettivo,   mi   ritiro,   soddisfatto   di   quanto   ho   raggiunto   e   non   mi   aspetto   mai complimenti o encomi. Mi dico: ho fatto solo esclusivamente il mio lavoro e mi lascio trasportare dall’onda della soddisfazione.

Fiore – Descriviti fuori dal lavoro…

Preti – La passione principale è la politica. Da ragazzo ho iniziato a militare e a svolgere attività politica all’interno di un partito. Diciamo che, malgrado tutte le vicissitudini e i cambiamenti, sono ancora “sul pezzo”. Grande passione per il calcio, che seguo da bambino, come tifoso del Novara.

Fiore – Il centro della tua vita?

Preti – La mia famiglia.

Fiore – Un tuo sogno nel cassetto?

Preti – Bella domanda. I sogni nel cassetto solitamente non si svelano, un po’ come fare la carità: “la tua mano sinistra non deve sapere quello che fa la tua mano destra”.

Posso solo dire che è un sogno legato alla politica.

Fiore  – L’ inizio  della tua carriera…

Preti – Sono originario di Novara che è la mia città natale. Mi sono trasferito sul Lago Maggiore nel 1991, dove avevo casa di vacanza, anche su consiglio di un caro amico, l’allora assessore regionale Pierluigi Gallarini.

Mi disse che sia dal punto di vista lavorativo e politico avrei avuto maggiori spazi trasferendomi sul Lago.

Mi diede un ottimo consiglio… sono ancora a ringraziarlo.

Fiore – Quanto il lavoro di un architetto ruota attorno all’empatia e alla creatività?

Preti – Sono convinto che, oltre ad essere un creativo a livello professionale, devi essere anche un bravo burocrate o meglio un bravo architetto amministrativista.

I clienti, infatti, oltre a leggere riviste specializzate, navigano ininterrottamente su internet e di riflesso sono preparati a qualsiasi richiesta.

Il professionista deve utilizzare il famoso detto turatiano che “la teoria deve divenire prassi” per far sì che i sogni passino attraverso le stringenti norme urbanistiche, edilizie, ambientali, ecc.

Fiore – Le fasi di un progetto…

Preti – Dal punto di vista pratico lavoro da più di vent’anni in studio con mia moglie. Lei si occupa della parte progettuale, io mi occupo della parte burocratica, progettuale e realizzativa. La parte fondamentale è capire i desiderata dei clienti e soprattutto quali  i loro   budget  di  spesa. Per  correttezza   professionale,   non propongo mai progetti  irrealizzabili  per norme e costi.

Tornando  alla  domanda,  dopo   rilievi  e  sopralluoghi  proponiamo  le prime   bozze progettuali con evidenziato il primo quadro economico di spesa e la specifica dei procedimenti e degli eventuali tempi di approvazione.

Dopo varie discussioni,  con il consenso  del  cliente, parte la  vera  fase progettuale   per la presentazione del progetto municipale corredato di tutti gli allegati necessari per l’approvazione.

Fiore – Che tipo di edifici ti piace progettare e realizzare?

Preti – Diciamo che tra le esperienze amministrative e professionali sono più portato per le progettazioni di natura  pubblica:  un  complesso  incrocio  tra  l’urbanistica   e quello che deve diventare il contesto urbano.  

Per me il progetto di un’opera pubblica deve essere l’esempio trainante per una nuova idea di territorio: questo, purtroppo, negli anni non si è realizzato… e di esempi fortemente negativi ne abbiamo tanti.

Fiore – Un consiglio a chi intraprende la tua professione…

Preti – Per prima cosa avere grande passione e provare emozione per quello che si progetta, per seconda sapersi immergere nella cruda realtà materiale e contestualizzarsi. Una realtà fatta di tanto cantiere e tantissima burocrazia…

Fiore – L’ architettura italiana oggi…

Preti – Gli architetti italiani, da sempre, sono grandi innovatori e grandi artisti. Come ho più volte evidenziato, se avessimo un quadro normativo più attuale e moderno, potremmo veramente fare quel grande salto di qualità.

La politica ha assoluto bisogno di rapportarsi con le professioni degli architetti e degli ingegneri: nel passato è già accaduto, oggi invece il confronto va il più delle volte a ramengo.

Fiore – Il professore degli architetti italiani?

Preti – Facile: Renzo Piano.

Fiore – La tua idea di architettura…

Preti – Il riuscire a contestualizzarsi con il territorio dove si opera.

Ho visto grandi architetti contestualizzare la loro opera con il paesaggio e con le caratteristiche morfologiche del territorio.

Penso ad Aldo Rossi, il primo italiano a vincere il prestigioso premio Pritzker nel 1990, a Marcello Piacentini assai diversi ma abili e capaci a dare una grande impronta della loro architettura anche modificando il luogo. 

Fiore – Marco Piva sostiene che ” L’architetto è un mediatore della bellezza, capace di trasferire valori tecnici ed estetici all’interno degli ambienti che vengono costruiti o ristrutturati .“ Sei d’accordo?

Preti – Certo! Pensiero pienamente condivisibile.

Fiore – La sfida green  oggi è una delle maggiori priorità. Cosa dovrebbero fare gli architetti per migliorare l’ambiente?

Preti –  Dal punto di vista politico architetti e ingegneri dovrebbero contare di più. Essere meno timidi, essere capaci di dare una grande impronta alla fase legislativa. Abbiamo normative regionali e nazionali complesse e macchinose, molte volte in contrasto l’una con l’altra.

Prima di pensare a come migliorare, dobbiamo pensare a costruire una normativa ambientale e paesaggistica all’avanguardia.

Fiore – Il suo pensiero sull’urbanistica  e sull’architettura moderna?

Preti – Sono   deciso   nell’affermare   che,   senza   un’innovazione   alla legislazione urbanistica e paesaggistica vigente, non ci potrà essere la vera svolta. Manca una normativa unica dal punto di vista urbanistico. Ogni regione ha una legge urbanistica: un modo per non dare un pensiero unitario di sviluppo del paese. Dal lato urbanistico abbiamo una legge nazionale, la n. 1150 del 1942 modificata   e   integrata   nel   corso   degli   anni… ma   alquanto   obsoleta.  

Stessa cosa possiamo dire del D. L. 22  gennaio   2004,  n. 42,  Codice dei beni culturali e del  paesaggio, che ha fatto tornare in capo alle Soprintendenze ogni potere in particolare quello riguardante i vincoli paesaggistici, malgrado l’introduzione delle Commissioni Locali del Paesaggio e ad altre dimenticanze croniche.

Fiore – Il “ruolo sociale” della pianificazione territoriale e dell’urbanistica ha bisogno di ripensamenti e varianti?

Preti – Un mio caro amico, scomparso da poco tempo, sosteneva che il Piano Regolatore è un brogliaccio nel quale vengono evidenziate le linee strategiche e normative.

Per quanto riguarda modifiche e varianti sono condivisibili se le richieste non vanno a depauperare l’assetto strutturale del territorio e sono integrabili in qualsiasi momento. La Legge 106/2011 va in questa direzione.

Fiore – Il futuro e gli architetti…

Preti – Dobbiamo essere più incisivi e capaci di penetrare nel tessuto politico e nella formazione legislativa.

Dobbiamo avere più peso e non aver paura. Meno teorici e più incisivi…

Fiore – Un tuo parere sul 90% per il recupero delle facciate e sul superbonus del 110%. In particolare ritieni giusto il termine ultimo per il 90% al 31 dicembre di quest’anno? Il superbonus sta funzionando o ci si è arresi di fronte alla macchina della complessità e della burocrazia?

Preti – Norme costruite male, provvedimenti costruiti da chi non conosce minimamente cosa significhi un   procedimento   edilizio. Draghi  ora ci  sta  mettendo   una  pezza… normative  semplici   e   attuabili   per   tutti… Potremmo   dire… basta slogan   ma   più   concretezza…  

Fiore – Cosa ti motiva di più nella tua professione?

Preti – L’aggiornamento continuo, il trovare una soluzione innovativa sia progettuale che normativa.

Fiore – Un messaggio per i tuoi futuri clienti…

Preti – Fare il mestiere dell’architetto è soprattutto passione.

Fiore – Grazie, caro Paolo, per aver detto sì a farti rubare del tempo a una progettazione per rispondere alle mie domande…

Preti – Grazie a te per la possibilità che mi hai concesso…

…Paolo Preti e il suo “essere un architetto”

                                                                                           … a cura di Vincenzo Fiore

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Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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