Vincenzo Musacchio, la proroga dello stato di emergenza e l’illegittimità costituzionale dell’uso del Dpcm

Fiore:- Professor Musacchio, per aver detto che la proroga dello stato di emergenza è un’anomalia e l’uso del Dpcm è costituzionalmente illegittimo l’hanno accusata addirittura di essere filo leghista? Che succede?

Musacchio:- Eh sì, mi capita anche questo! Esprimere oggi la propria opinione sia essa giuridica sia politica, ti cataloga da una parte o dall’altra.

Sono davvero costernato ed esterrefatto da come la pubblica opinione e i partiti si siano allontanati dalla realtà fattuale.

Fiore:- Lei cosa dice a chi l’accusa di essere addirittura di destra?

Musacchio:- Chi mi conosce o ha letto i miei scritti, sa che provengo dalle file del Partito Comunista Italiano, peraltro mai rinnegato come in tanti hanno fatto dopo la sua fine.

Persino i miei studenti sanno che non sono di destra e men che meno salviniano. Ciò non toglie che sia indipendente e libero nell’esprimere le mie opinioni ovunque.  

Oggi, purtroppo, questo è diventato un limite e non un valore aggiunto.

Fiore:- Avrebbe partecipato al convegno dei “negazionisti” di Sgarbi e Salvini al Senato?

Musacchio:- Certamente sì, se mi avessero invitato.

Avrei detto le stesse cose che da mesi scrivo sui quotidiani e sui social networks.

Credo tuttavia che a loro non sarebbe convenuto.

Fiore:- Lei e Sabino Cassese, giudice emerito della Corte Costituzionale, siete tra i pochi che da gennaio state facendo una vera e propria campagna contro l’abuso del Dpcm. Perché?

Musacchio:- Ho avuto il piacere di conoscere Cassese nel 2004 quando scrivevo per Giurisprudenza Costituzionale.

Mi faceva rivedere le bozze un’infinità di volte finché anche le virgole non fossero al posto giusto.

L’ho sentito e incontrato recentemente e assicurare che ancora è una delle menti più acute e lucide dell’attuale platea dei giuristi.

La repulsione verso l’uso eccessivo dei Dpcm tuttavia per me è un tema che riguarda principalmente le libertà di ogni singolo cittadino.

Fiore:- Allora dov’è il problema?

Musacchio:-  Il problema è semplice.

In caso di emergenza si possono emanare delle ordinanze in deroga a qualsiasi legge dello Stato?

Conte non ha per nulla escluso di ricorrere nuovamente ai decreti del Presidente del consiglio dei ministri con la marginalizzazione ancora una volta dei ruoli e delle funzioni del Parlamento, del Presidente della Repubblica e della Corte Costituzionale.

Fiore:- E lei lo considera pericoloso?

Musacchio:- Pericolosissimo.

Sono preoccupato perché da parte del Governo italiano si accetta il rischio di un “esecutivo di tipo autarchico”, che finisce non solo per reprimere libertà individuali con i Dpcm ma che ostacola anche libertà fondamentali della persona umana costituzionalmente garantite.

Ci siamo talmente abituati alla decretazione d’urgenza al punto da dimenticarci che anch’esso è uno strumento di emergenza da usare con misurazione.

E siccome non bastava, siamo passati al governare con il Dpcm.

Pensi, io sono contrario all’uso del decreto legge per la creazione di norme incriminatrici!

Fiore:- Conte quindi sbaglia?

Musacchio:- A mio giudizio sì.

Il Dpcm è un atto amministrativo.

Le faccio un esempio.

E’ come se il prefetto condannasse con un suo atto una persona per un reato commesso. 

In questo campo il ruolo primario deve essere ricoperto dal Parlamento e non dal Governo.

La legge è l’unico strumento applicabile durante l’emergenza.

Con il Covid-19, questo limite è saltato.

Ci siamo visti privare della libertà personale senza un voto del Parlamento.

É stata una gravissima violazione delle libertà costituzionali.

Ripeto: “Gravissima” perché le libertà individuali (libertà personale ex art. 13 Cost.) sono garantite con forza di legge e derogarle con il Dpcm è un’abnormità costituzionale.

Fiore:- Perché è così grave, può spiegarlo meglio?

Musacchio:- Perché il Dpcm è uno strumento privo di qualsiasi controllo a differenza degli atti di normazione primaria che invece sono votati dal Parlamento ed esaminati dal Capo dello Stato.

Il Dpcm si potrebbe impugnare solo dinanzi al Tar.

Che cosa accadrebbe se questo stesso meccanismo fosse utilizzato da chicchessia in nome di altre emergenze?

Ci abbiamo mai pensato?

Stiamo percorrendo le pericolosissime strade che potrebbero portare alla negazione dello Stato di diritto!

Fiore:- Ci fa un esempio?

Musacchio:- Emergenza immigrazione evocando l’ordine pubblico.

O ancora emergenza sociale per reprimere gli scioperi dei nuovi disoccupati.

Fiore:- Allora dobbiamo temere?

Musacchio:- Mala tempora currunt, sed peiora parantur! (Viviamo tempi brutti e se ne prospettano di peggiori).

Vincenzo Musacchio, giurista, professore di diritto penale, associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark (USA) e ricercatore dell’Alta Scuola di Studi Strategici sulla Criminalità Organizzata del Royal United Services Institute di Londra. E’ stato anche allievo di Giuliano Vassalli e amico e collaboratore di Antonino Caponnetto.

                                                                                … a cura di Vincenzo Fiore

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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