Antonella Gramigna, opinionista scrittrice blogger

Nemmeno il tempo di un ciao e dall’altro capo del telefono una voce irrompe:

“Sono uno spirito libero.

A molti questo non piace

ma questo è ciò che sono…”.

Sono Antonella Gramigna e mi presento con una citazione di Lady Diana Spencer!

 …e sai perché? Ah, non lo sai?

Perché amo le citazioni che spesso racchiudono, e ben dicono, ciò che sento, che penso.

Fiore: Ignazio Silone dice che “la libertà è la possibilità di dubitare, la possibilità di sbagliare, la possibilità di cercare, di esperimentare, di dire no a una qualsiasi autorità, letteraria, artistica, filosofica, religiosa, sociale, e anche politica.

Gramigna: Giusto! Spirito libero non significa irriconoscente, irriverente, o non capace di socializzare, di mediare, di cooperare e confrontarsi.

Altroché! Non è assolutamente così: io amo socializzare, amo il confronto ed il dialogo. Amo meno il dover inghiottire le scelte non comprese, non condivise.

Fiore: Gli spiriti liberi non sempre sono “divani comodi”…

Gramigna: Ho passato da un po’ la mezza età, e credo sia tempo di vivere la vita con lealtà verso me stessa.

Ecco perché talvolta risulto scomoda.

Ecco perché, ogni tanto mi trovo a dover tagliare rami secchi, o a fare accurata censura dei miei simili. Perché non riesco a fingere. E sicuramente, come me, altri sentono il mio stesso sentimento.

Fiore: Di cosa ti occupi nella vita?

Gramigna: In effetti, me lo chiedono in tanti.

Mi occupo di informazione e comunicazione, a tutto tondo.

Dai social al marketing, dalla formazione culturale alla promozione della salute, (sono iscritta all’Albo Nazionale di Orientamento e Promozione della Salute), dal Food and Wine alla politica.

Mi ritengo liberale, riformista e liberista. Contraria al populismo, inteso come sfruttamento della massa e dei sui bisogni, ma al fianco dei cittadini e delle imprese.

Fiore: Qual è la tua idea di politica?

Gramigna: L’impegno politico è sempre stato, per me, un modo per cercare di intervenire su ciò che non funziona.

Lo sguardo sempre teso verso gli ultimi per un welfare vivo e puntuale per le famiglie, particolare attenzione alle battaglie per la tutela delle donne, delle mamme lavoratrici e per la difesa di chi produce economia, unica arma contro la disoccupazione per non vivere di mancette e di sussidi ma di onorevole lavoro sono i miei fari nella vita ed di riflesso nel mio impegno politico.

Il mio impegno nel sociale ha una proiezione in realtà come l’Africa dove sostengo un progetto di scolarizzazione e salute sino a contribuire ad alzare i muri di una scuola, fare la spesa alle famiglie bisognose e dare  aiuto ai bambini.

Fiore: C’è dell’altro?

Gramigna: Sono Presidente dell’Associazione Culturale “IPAZIA- coltivar culture”, nata due anni fa. 

Perché il nome Ipazia? Perché ricorda una figura importante, femminile, che incarna ancora oggi modello di saggezza e libertà di pensiero.

L’Associazione racchiude questo spirito, è apartitica, e nasce unicamente per essere un’area di cultura e di crescita sociale, di libera partecipazione e di opinione, di ricerca scientifica fondamentale per la nostra società, con un nuovo modello che guarda alla crescita sociale collettiva attraverso lo sviluppo, la valorizzazione, il sostegno e la divulgazione della Cultura intesa a tutto tondo.

Fiore: Cos’è lo scrivere per te?

Gramigna: Esprimere i miei sentimenti, esporre le esperienze, le sensazioni, le verità cercate.

Lo faccio da sempre.

Da piccola, ben chiuso dal lucchetto, agli occhi indiscreti, sul diario rosa a cui affidavo i miei piccoli segreti, e da grande nelle pagine dei libri, e dei giornali dove scrivo.

Fiore: Passione, amore per la parola come leva di cambiamento ed anche di compagnia?

Gramigna:  Direi anche di emozione. Vedere il mio nome in calce a un articolo, il leggermi  mi crea stati emotivi non indifferenti. Ricordo, per esempio, ancora con grande sconvolgimento la mia prima apparizione su un mensile cartaceo diffuso nella mia provincia: ancora a distanza di tantissimo tempo non riesco a vincere l’emozione provata nel trovarmi di fronte a quel primo scritto. Fu come trovarsi in compagnia della mia coscienza, della mia grande voglia di contribuire con la parola al cambiamento della società.  

Ho ancora bene impresso in me il ricordo dell’attesa dell’uscita, il profumo della carta patinata, la paura che non potesse piacere, le critiche, o il plauso. Tremavo.

Poi, si affacciarono altre opportunità, sino alle attuali collaborazioni con varie testate on line e cartacee.

Fiore: Nel 2018 esce “Il vento e le promesse “, il tuo primo libro. Me ne vuoi parlare?

Gramigna: Mi piace innanzi tutto ricordare le entusiastiche e affollate   presentazioni presso la libreria Feltrinelli di Pistoia con Dora Donarelli, insegnante e regista dell’Associazione Culturale “Il Rubino” di Pistoia, il Ristorante Terra e Sapori di Ischia, la Casa delle Arti, spazio Alda Merini di Milano,  moderatrice la scrittrice Rita Iacomino, e presso la Regione Toscana in collaborazione con Luca Marfé, giornalista e corrispondente dagli USA per il Mattino e voce americana anche di VanityFair.

Il tema del romanzo è la storia messa su due binari paralleli di due Paesi, l’Italia e l’America,  a confronto in un particolare momento storico e politico del 2016:  il referendum costituzionale italiano e le presidenziali americane.

Da una parte, un leader rottamatore  con il  suo piglio energico, determinato e riformatore con obbiettivi di forte cambiamento, e dall’altra un’America stracolma di problemi con un  “dopo Obama” tutto da inventare e da costruire.

Fiore: Salvo poi passare almeno in Italia dalle promesse e dall’entusiasmo del vento del cambiamento alle delusioni per le evidenti incongruità delle scelte programmatiche troppo slegate dalla realtà dell’assetto sociale che chiedeva ben altro…

Gramigna: … e in Usa più o meno lo stesso refrain, con una società che non si lascia ingannare troppo facilmente, anche per merito di una democrazia compiuta, che non ammette errori e mancate riflessioni sugli stessi.

Il mio romanzo, attraverso gli occhi e lo sguardo dell’intelligenza della protagonista, non è un’opera di accusa ai politici, non punta l’indice contro nessuno ma al modo ed al senso di fare politica; a quella politica ricca soltanto di freddi slogan e di fake news, ma completamente  priva di passione, di sentimento e di cuore.

Fiore: Quella passione, quel sentimento, quel cuore che Anne, la protagonista del tuo romanzo, porta invece, sia pure dietro le quinte, all’interno della mastodontica organizzazione della macchina elettorale americana…

Gramigna: Sì. Anche perché, come si legge nella sinossi del mio libro, “la forza di una donna nasce da tante piccole cose, dalla curiosità al mettersi in gioco, talvolta anche al di sopra di ciò che pensava o sperava”.

La storia di Anne è un percorso di vita, di una donna che si è costruita da sola, credendo sempre fino in fondo nelle sue passioni, nei suoi ideali e lottando sempre per il suo sogno di realizzazione professionale e di rivincita personale sulla sua vita, sulle promesse della stessa, sui suoi tradimenti, gli affetti mancati e sottratti, e gli ideali infranti.

È la storia di un’avventura a tratti affascinante, che attraversa un momento storico ben preciso: quello della nuova presidenza degli Stati Uniti d’America e quello del referendum costituzionale italiano.

La vita di Anne è intrisa così tanto di amore e dedizione per la sua professione, da farne l’espressione del suo modo di vivere, sempre alla ricerca di verità e relazioni. Ed ecco che a New York troverà quelle risposte a quei perché, e vivrà una esperienza unica, i cui confini sono dettati solo dall’amore e dalla sua etica morale.

                           https://www.youtube.com/watch?v=t5UhXyiXiZQ

Fiore: E in questo ha assolutamente ragione Carmelo Consoli, poeta e Presidente de “La Camerata dei Poeti” di Firenze, uno dei luoghi dove è stato presentato “Il vento e le promesse”, quando afferma che :

“La tua abilità narrativa sta nel saper fondere armoniosamente l’architettura progettuale principale del romanzo, ossia quella di descrivere l’importante impegno-confronto giornalistico-mediatico-sociale e politico della protagonista, alle prese con una esperienza di spessore quale affiancare uno staff elettorale americano e nel permette di approdare con leggerezza e compiacimento nei meandri della politica americana, e anche in quella nostrana, chiarendone le complesse architetture e procedure nell’affrontare importanti appuntamenti elettorali”.

Gramigna: Tutto merito di Anne, che ha di per sé, innata da sempre, la forza infinita della vita, la curiosità della scoperta, in ogni sua forma e per ogni cosa,  da cui  ha ricavato la forza di combattere, comprese le delusioni e le amarezze, per tornare sempre a brillare. Più viva e più forte. Nonostante tutto.

I grandi dolori della vita che ha affrontato hanno prodotto in lei un cuore immenso , immensamente grande, che batte e pulsa di passione e di sentimento…

Fiore: Stop! Sei riuscita a incuriosire i nostri lettori, hai creato suspense, non aggiungere altro…altrimenti non comperano questo tuo meraviglioso libro, premiato da giurie prestigiose in vari concorsi letterari. Piuttosto parla del tuo futuro…

Gramigna:- Sto scrivendo un secondo volume. Di cosa parlerà? Sorpresa…

Fiore: Non insisto… dimmi almeno dove sei nata e dove risiedi, visto che a inizio di intervista non mi hai dato nemmeno il tempo di emettere un respiro…ah, sì…temevi di essere contagiata…

Gramigna: Sono nata a Pesaro, città di mare, risiedo da molto tempo a Pistoia, dove ho messo le radici, dopo aver girovagato per motivi di famiglia ( mio padre era un poliziotto di carriera, e veniva spesso trasferito).

Mi manca il mare, il mio elemento ma in compenso, qui a Pistoia, Capitale della Cultura 2017, respiro aria di storia e cultura, di buona enogastronomia e vita tranquilla.

Ti confesso, però, che ogni qualvolta cerco me stessa e risposte, corro dal mio mare.

Fiore: Capisco che non ti sei integrata completamente in Pistoia…

Gramigna: Pistoia è  una città che, forse (come spesso dico) mi ha accettata solo in parte, ma di cui sento di far parte perché è una città che accoglie, che illumina il cuore con i suoi colori e anche perché ho la mia vita, il mio lavoro, i miei affetti.

Fiore: Però ami l’America e New York…

Gramigna: Assolutamente sì, altrimenti non avrei fatto scorrere gli occhi di Anne nella “Grande Mela” e non l’avrei descritta nei dettagli facendo respirare l’atmosfera di questa magica metropoli con tutte le sue contraddizioni.

Aggiungo che sono stata immensamente felice per aver presentato il mio libro il 2 marzo scorso a New York, poco prima che anche la Grande Mela andasse in tilt per il corona-virus, grazie a Roberto Caporuscio,  l’imprenditore che ha voluto accogliere l’evento culturale nella sua famosa pizzeria-ristorante vicino a Wall Street.

La presentazione ha visto la partecipazione di blogger italo-newyorchesi, imprenditori e miei amici “social”, tra cui Laura Giromini, attrice e blogger di “Vivere New York”.

Fiore: Perché hai scelto la celebre canzone “The way we were” di Barbra Streisand,  interpretata per te dalla bravissima mezzo soprano Simona Iachini, nel  book trailer, realizzato dalla webmaster Daniela Marzano, per presentare il libro?

Gramigna: Perché mi ricorda un famoso film, che in qualche modo ricorda il mio attivismo politico. E poi, perché la strada dove eravamo, è quella dove siamo. Si chiama Ideale, si chiama esistenza.

                         https://www.youtube.com/watch?v=wFgFaQGXvag

Fiore: Grazie, cara Antonella…ma ancora un’ultimissima. Un tuo saluto agli affezionati lettori di ScrepMagazine con un aforisma, possibilmente tuo…

Gramigna: Se arriva la notte più buia, tu non temere, perché hai la luce dentro te. Basta accenderla, oppure impedire a chiunque voglia farlo, di staccare quel filo che collega l’anima al mondo. Perché tu viva. Sempre.     

 … a cura di Vincenzo Fiore

Il vento e le promesse”, il romanzo d’esordio di Antonella Gramigna, è l’avvincente storia di un’avventura politico-sociologica-passionale che trasporterà la Anne della finzione narrativa, ma forse anche la Antonella che ne è l’autrice reale, attraverso vicissitudini nell’ambito della politica in una città come New York, raccontata da colei che ha vissuto dietro le quinte l’organizzazione della mastodontica macchina elettorale.

Il vento e le promesse”, è un romanzo di attualità che tra qualche decennio potrebbe forse venir collocato nella categoria letteraria denominata romanzo storico, poiché racconta la storia politica di un Paese – gli Stati Uniti – e sullo sfondo quella di un paese molto più ristretto, l’Italia.

C’è Anne, donna non giovanissima, ma sempre innamorata della vita, delle passioni e dei forti ideali che l’hanno sempre contraddistinta, un essere semplice, capace di amare alla follia, ma di soffrire altrettanto, che parte dall’Italia, chiamata a lavorare nello staff di comunicazione della campagna americana alle presidenziali, un invito arrivato all’improvviso come un vento forte e deciso, carico di promesse scrive l’autrice, e da questa definizione trarrà poi spunto per il titolo del libro.

Il team americano è preparato e very cool e Anne è molto emozionata, ma anche assai orgogliosa di farne parte. Dalla sua ha l’intelligenza e un ottimo curriculum, nonché un fidanzato protettivo rimasto a casa  che la chiama ogni giorno, che la supporta e la sprona a seguire le sue passioni e a far tesoro dell’esperienza americana.

Tutto inizia bene, dopo le prime notti in albergo Anne approda in un grazioso appartamentino nel cuore di Soho, il quartiere più cool di Manhattan, che sarà la sua casa nei mesi di questa full immersion negli States, la vicina di casa è una simpatica violinista e i suoi colleghi sono davvero very friendly e la accolgono nel team nel migliore dei modi. Il lavoro – le spiegano – sarà duro, del resto studiare la strategia di comunicazione per la politica di un’aspirante candidata alla Casa Bianca non è certo cosa semplice, né capita tutti i giorni, ma il boss, Mister Liam Benson, è deciso, determinato e carismatico, ma è anche un tipo alla mano e la sua assistente di colore Mary Ann, appassionata di tutto ciò che arriva dall’Italia, le si dimostra subito amica.

In tutto il romanzo si parla di politica, si fanno parallelismi tra la bionda Hillary e il fiorentino Matteo Renzi, si racconta della Leopolda e del tax gap, il sistema fiscale che Obama ha sempre tentato di aggiustare in qualcosa di più equo, si fanno confronti tra il sistema fiscale del nostro paese con quello americano, ci sono paragrafi di economia, discorsi sulla finanza e accenni di geopolitica, che fanno de “Il vento e le promesse” un libro un po’ atipico, a metà tra il romanzo e il saggio. Da un momento all’altro, ti aspetti la storia d’amore travolgente, magari col manager americano dagli occhi magnetici tutto dedito alla carriera, che viene conquistato dall’empatia e dall’intraprendenza di Anne, ti aspetti il coup de foudre, come in ogni buon film americano che si rispetti, con in sottofondo la musica di Ed Sheeran e James Blunt.

Le pagine scorrono veloci ed è solo verso la fine che qualcosa si muove in tal senso, ma la love story tra i due è solo appena sfiorata durante una cena elegante, sul battello che naviga lentamente l’Hudson al tramonto. E’ qui che Mister Liam confessa ad Anne un dolore antico e Anne, sebbene combattuta, conviene che la sua vita è nella sua Toscana, così finisce ancor prima di iniziare una di quelle storie che potevano essere ma che non sono state.

Intanto i giorni si susseguono veloci e i preparativi per l’elezione del quarantacinquesimo presidente degli Stati Uniti d’America si fanno sempre più convulsi.

Camminando per la Grande Mela la protagonista si lascia docilmente travolgere dal flusso della folla e dalla vita che pulsa frenetica in quella città che non dorme mai.

Essere newyorkese è uno stato mentale si convince Anne, mentre cammina a naso in su nella verticalità di Manhattan, mostrando al lettore quella New York che conosciamo soprattutto dai film e quell’America in cui tutto può accadere e dove ogni sogno può avverarsi.

Intanto i due candidati alla Casa Bianca non si risparmiano stoccate e colpi bassi di fronte a cento milioni di telespettatori, futuri votanti. Hillary accusa Donald di varie nefandezze, e lui controbatte che lei, con tutto il suo sbandierato femminismo, si presenta ancora con il cognome del marito. Trump ha dalla sua il forte potere economico e la parte americana meno democratica e più conservatrice. La Clinton è invece più comunicativa e, forse, più vera, tanto che inizialmente sembra essere lei quella con più consensi.

E’ autumn in New York e, proprio come nel capolavoro cinematografico di Joan Chen con Richard Gere e Winona Ryder, Central Park offre un romantico e scenografico spettacolo di colori, che Antonella Gramigna sa descrivere molto bene. Anche qui sembra quasi di sentire una delle struggenti colonne sonore dei tanti film che hanno avuto come palcoscenico queste straordinarie location.

Attraverso la campagna elettorale americana, la protagonista ripercorre la sua vita in flash back, il suo impegno politico fin da giovanissima, la sua preparazione che l’ha portata fin oltreoceano e che sembra aver conquistato tutto il team americano, ma proprio quando Anne si era quasi abituata alle diverse abitudini, alla pioggia di New York, al traffico frenetico e perfino al caffè lungo americano, quella bevanda scura che definirla caffè è ingiuria, arriva l’ora di risalire su quell’aereo che la riporterà in patria.

Il vento e le promesse”, che termina con una mail lunga e appassionata, inviata un anno dopo a Mister Liam, è la giusta lettura per capire un po’ di più il sistema politico americano, per trovare stimoli a credere che con l’impegno e il continuare a confidare nei propri sogni si possa ancora cambiare un sistema che non ci piace, ma è anche utile per immergersi in scenari tipicamente newyorchesi senza muoversi dal proprio divano.

L’autrice spesso usa citazioni, non ultima quella presa in prestito da una canzone dell’atipico trio Sergio Endrigo, Giuseppe Ungaretti e Vinicius de Moraes, la vita è l’arte dell’incontro, e sostiene che oggi noi siamo esattamente il prodotto di ciò che abbiamo vissuto, con ogni sfaccettatura. Con gioie e dolori, perdite e amicizie nate per caso, delusioni e passioni che ci accompagnano. Talvolta si rimane scottati, ma dopo un bel respiro occorre rialzare la testa, e continuare a inseguire i nostri sogni. Mai fermarsi nel percorrere la vita.

E a noi di Elisir viene anche voglia di aggiungere “Yes, we can!”

Il libro, in questi due anni, è stato apprezzato da numerose lettrici , essendo un libro al femminile, critici e giornalisti. Il libro è stato anche premiato in Italia, “per il tipo di stesura, non usuale, per il contenuto e la trama scorrevole che attraversa il periodo delle presidenziali americane in parallelismo con il referendum costituzionale” .

Antonella Gramigna

Dopo numerose presentazioni in Italia, a partire da Milano, presso la Casa di Alda Merini, a Roma, a Carrara, passando da Ischia e Pesaro, la città natale dell’autrice, e Pistoia, dove Gramigna vive, ecco che poi è arrivato proprio nel luogo dove tutto è nato: New York.

E’ stato considerato in diverse recensioni della critica come un libro che si colloca bene su più piani valutativi, ad esempio come una visione di moderno studio di antropologia socio/culturale, in presenza di una società, quella del terzo millennio fortemente influenzata dalla rete mediatica, poco incline alla passione politica ma molto interessata al sistema economico/finanziario/sanitario in cui vive o sopravvive, potremo definirlo un mini-trattato di psicologia politica, e anche una incursione nel mondo finanziario ed economico , ma anche, e perché no, un prontuario sul come affrontare grandi campagne elettorali.

“Concorre alla grazia e al respiro poetico del romanzo la storia personale della protagonista, il suo mondo ideale di donna, i suoi affetti, l’amicizia che si instaura tra lei e gli altri personaggi , che la affiancano nello staff delle comunicazioni elettorali, e tutti i personaggi che ha volutamente inserito”- continua Consoli.

Di questo Gramigna ha parlato a lungo, di una storia semi autentica che si snoda tra le St e le Av di Manhattan, e dei personaggi che ha volutamente inserito: “ … perché tutti quanti hanno fatto parte di un percorso che tengo nel cuore- ha dichiarato affettuosamente- Al di là della tematica politica e di ciò che ha per me rappresentato il percorrere una certa strada, vorrei che passasse il messaggio più importante. Quello nel quale si privilegia il percorso stesso, indipendentemente dalle delusioni, dalle persone che più o meno, hanno fatto e fanno parte della nostra vita, o dei leader in cui si crede o abbiamo creduto. Ogni esperienza, brutta o bella che sia, porta ad altre esperienze, avventure, maturazioni personali per le quali oggi siamo ciò che siamo…. dipendentemente. L’amore per la vita stessa, la ricerca in tutto ciò che ci circonda e ci attende ogni giorno in fondo è lìnfa vitale per essere protagonisti e non spettatori della vita che percorriamo. L’amore, in primis, quello che davvero scalda l’anima. Talvolta la rende fragile ma nel contempo la fortifica se ne sappiamo cogliere l’essenza vera”.

Antonella Gramigna, nasce a Pesaro ma vive attualmente a Pistoia, in Toscana. Si occupa da anni di comunicazione politica e sociale, di associazionismo e di ricerca scientifica con Anses (associazione nazionale stress e salute) al fianco di esperti in neuroscienze, social media manager. Da anni scrive come opinionista su varie tematiche su diverse testate e ha un blog Welfare e salute su «Affaritaliani». Ha rivestito e tuttora riveste ruoli politici con delega alla Comunicazione. È sposata, ha una figlia ed uno splendido nipote.

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Vincenzo Fiore
Sono Vincenzo Fiore, nato a Mariotto, borgo in provincia di Bari, il 10 dicembre 1948. Vivo tra Roma, dove risiedo, e Mariotto. Sposato con un figlio. Ho conseguito la maturità classica presso il liceo classico di Molfetta, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università di Bari con una tesi sullo scrittore peruviano, Carlos Castaneda. Dal 1982 sono iscritto all’Ordine dei Giornalisti, elenco Pubblicisti. Amo la Politica che mi ha visto fortemente e attivamente impegnato anche con incarichi nazionali, amo organizzare eventi, presentazioni di libri, estemporanee di pittura. Mi appassiona l’agricoltura e il mondo contadino. Amo stare tra la gente e con la gente, mi piace interpretare la realtà nelle sue profondità più nascoste. Amo definirmi uno degli ultimi romantici, che guarda “oltre” per cercare l’infinito e ricamare la speranza sulla tela del vivere, in quell’intreccio di passioni, profumi, gioie, dolori e ricordi che formano il tempo della vita. Nel novembre 2017 ho dato alle stampe la mia prima raccolta di pensieri, “inchiostro d’anima”; ho scritto alcune prefazioni e note critiche per libri di poesie. Sono socio di Accademia e scrivo per SCREPMagazine.

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