Viaggi

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L’unico lungo viaggio che mi concedo in un periodo in cui sento di dover restare prudente è quello di andare in libreria.

Entrare in libreria è una sorta di viaggio atemporale.

Passeggi fra gli scaffali colmi di  libri che raccontano storie con un sapore diverso e sempre rinnovato.

Non importa che hai letto Madame Bovary almeno 10 volte.

Lei ti osserva coi suoi occhi neri dalla sua postazione, nella sezione classici, e di colpo ti ritrovi proiettata nella piccola cittadina francese dove Emma sognava di amori e passioni sconfinate,  di balli in sontuosi palazzi,  di fugaci e romantici incontri nei boschi .

Poi di colpo il tuo occhio scivola sulla sezione horror e Stephen King ti trasporta con un balzo fulmineo nel suo Maine umido e terrificante e nell’inverno profondo dei tuoi incubi peggiori.

Avverti l’odore acre dell’erba alta in Grano rosso sangue e riascolti il ticchettio incessante e notturno dell’orologio in Insonnia.

A chiamarti di colpo arriva poi la sempre grande contemporaneità di Leopardi che col suo Sabato del villaggio riporta alla memoria sentimenti legati all’infanzia ma condivisi oggi più che mai.

Immersi come siamo nell’assaporare l’attesa di un giorno di vera festa desideriamo di andar via lontano dalla tempesta che ci ha travolti da anni e che ci tiene sospesi, collegati sì alla realtà, ma solo in DAD…

Sandra Orlando

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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