Verso il fiume

150748

Nina sale in fretta le scale, piano dopo piano vuole tornare in alto a respirare l’odore della Città.

Spalancata e rinchiusa alle spalle la vecchia porta, la solita luce e il profumo di aria pulita la investirono e Nina iniziò a sorridere felice.
I suoi occhi liberi si muovevano dai palazzi al cielo, fino all’orizzonte.

Sognante si appoggiò alla ringhiera e dopo pochi attimi si ritrovò su Remo, in volo.

Era felice di sorvolare la Città con lui e piano gli sussurrava all’orecchio tutte quelle emozioni che le danzavano dentro, mentre il grande gabbiano volava veloce.

In pochi attimi erano atterrati sull’Isola Tiberina, a bordo Tevere.
Nina era impazzita di gioia:
Quanti ricordi!
Quante risate!
Quante fotografie a ricordo di giorni lieti ormai passati.

Si diresse sulla banchina verso Ponterotto, ammirando la secolare struttura

e mentre nel silenzio camminava, dall’alto dei palazzi della città che su specchiavano sul Tevere, qualcuno aveva mandato a pieno volume “Tu che fai rumore”.

Questa canzone piaceva tantissimo a Nina che, stonata,cominciò a cantare a squarciagola.
Le paperelle a riva cominciarono a scappare in acqua e Nina, scusandosi con loro, smise di cantare ma continuò imperterrita ad ascoltare le note della canzone che tanto amava.

Dopo aver circumnavigato l’isola, Nina pensò di respirare un po più da vicino la città e salendo di corsa le scale, si avviò verso “Piazza San Bartolomeo all’Isola”.

La piazza un tempo sempre affollatissima, era deserta, così Nina passò davanti alla famosa osteria “La Sora Lella”, anche questa chiusa e si avviò verso il ponte.
Davanti a lei i palazzi del Ghetto ebraico.

Tutto era silenzioso e solitario. Sembrava impossibile che questa fosse Roma.
Ritornò a guardare il lento scorrere del fiume, l’acqua limpida e pulita come non mai e d’improvviso si ritrovò in sella a Remo a sorvolare il Tevere dall’alto.

Avrebbe tanto voluto navigare il Tevere con il battello, prima o poi lo avrebbe fatto.

Era malinconica e felice Nina, una sensazione che l’accompagnava da quando era piccola.
Nella sua gioia c’era sempre un pizzico di malinconia. Eppure grazie a Remo aveva trascorso un pomeriggio indimenticabile.

Dal mio libro “Nina e I suoi voli”

POESIA
Poesia?
Puoi perderti
in questa immagine
e sentirti parte
di una favola.
Pure i riflessi di Roma
sono belli
tramonti
da restare senza fiato.
Roma, il Tevere,
la luna appena spuntata
cosa vuoi di più?
Metti a lavoro
la fantasia
briglie sciolte
arriva la notte.

Antonella Ariosto

Clicca sul link qui sotto per leggere un mio articolo precedente:

6 COMMENTS

  1. Un bellissimo estratto del libro della poetessa Nina e i suoi voli, ricco di incanto e di magia, come bere ad una fonte fresca, che ti rianima. Splendida la poesia.

  2. Sara grazie per il tuo bellissimo commento, hai vissuto con me l’evolversi del libro

  3. Molto bello quello che hai scritto sulla grande Roma… è bellisimo bravissima Antonella complimenti ♥️♥️♥️

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