“Un’estate al mare”

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Ancor prima che inizi la stagione estiva, ecco che già partono i tormentoni musicali che si ascolteranno in quel periodo.

Le varie hit estive, hanno avuto un periodo d’oro, negli anni ’60 e ’70.

Proprio per questo, tutti noi ricordiamo la canzone Sapore di sale, ma tra 30 o 40 anni, chi ricorderà e canterà la canzone di Elettra Lamborghini?

Negli anni passati, quelli del ventesimo secolo, per decretare il successo raggiunto da alcuni brani, c’erano vari festival musicali e rassegne, tipo il Festivalbar.

Oggi succede il contrario, dagli anni novanta è iniziata una “standardizzazione” della hit, di un successo determinato da un’industria musicale, non da un vero riscontro di pubblico.

Ora, il tormentone estivo lo si fabbrica a tavolino, creando delle canzoni adatte solo per quel periodo, e che, dopo una stagione saranno dimenticati.

Brani meteore…

Si può dire che, se prima tormentone si diventava, ora invece lo si nasce già.
L’errore che si fa da tempo, è che la musica estiva è vista esclusivamente come un’industria, da cui trarre profitto.

Non c’è estate senza tormentone musicale.

L’estate 2021 vede al primo posto delle hit musicali, “Mille” del fantastico trio Fedez, Lauro e la straordinaria Orietta Berti, che sta vivendo una seconda giovinezza.

Non c’è luogo dove non si ascoltano le note di questa canzone, dal supermercato al lido in riva al mare, tutti intonano il motivetto di Mille.

Ed è così ogni anno, ogni estate viene ricordata per un motivetto che entra in testa e rimane per sempre.

Tornando indietro negli anni, ad esempio, quali furono i tormentoni musicali del 1982?

Uno fu senza ombra di dubbio, un brano tratto dalla colonna sonora di un film che dominò le classifiche dei dischi estivi di quell’anno. Paradise era il titolo sia del film che del brano in questione, mentre l’interprete e protagonista era Phoebe Cates, che dopo questo successo scomparve del tutto, come una meteora.

Gli altri importanti interpreti musicali dell’estate ’82 furono gli Immagination, che s’imposero sia con Just an illusion che con Music & Light.

Il grande Paul McCartney, che in coppia con Stevie Wonder lanciò Ebony and Ivory, Miguel Bosè con Bravi ragazzi, Antonello Venditti con Sotto la pioggia, Claudio Baglioni con Avrai.

E poi come non ricordare Alice con Messaggio o Giuni Russo con Un’estate al mare?

E ancora Loredana Bertè con Non sono una signora, canzone vincitrice del “Festivalbar” di quell’anno.

Ma nel 1982 nessuno avrebbe mai pensato che Un’estate al mare sarebbe diventato il brano simbolo di un anno che sarebbe ricordato per sempre. Dopotutto Giuni Russo era una cantante che non aveva certo come obiettivo diventare tormentone estivo. E in più, il testo di Un’estate al mare era diverso da quelli che di solito ci fanno cantare in vacanza.

Non sembra, ma la canzone ha un testo molto profondo, parla di una prostituta che sogna di andare al mare e di mettere in pausa per un pò la sua vita difficile lasciando le strade” mercenarie del sesso”.

E si riconosce subito lo stile di Franco Battiato che ha firmato il brano con Giusto Pio.

E in più, il suo tocco inimitabile di artista era già in cima alla classifica anche con La voce del padrone, uno dei tesori della nostra canzone d’autore.

In radio e nei negozi l’accoppiata tra le parole di Battiato e la voce strepitosa di Giuni Russo faceva la differenza, era l’unica con una voce così virtuosa da essere in grado di imitare lo stridìo del gabbiano che si ascolta nella parte finale. Un’estate al mare entra nella top ten ad agosto e ci rimane fino al 20 novembre, è un successo clamoroso.

Era il brano giusto per segnare la svolta dell’82, per segnare l’anno che ricordiamo tutti, dalla parola “campioni” pronunciato tre volte di seguito da Nando Martellini al Santiago Bernabeu di Madrid quando l’arbitro Coelho alzò la palla al cielo e fischiò la fine di Italia Germania ai Mondiali spagnoli.

Era questo il passaggio simbolico tra gli orrendi anni di piombo e gli scintillanti anni Ottanta degli yuppies, dei paninari, della Milano da bere e di tutto il resto.

C’era la voglia di rinascere.

E la canzone con gli “ombrelloni oni oni” avevano anche la struttura musicale giusta per essere diversi dal resto.

Giuni Russo è la voce che ha legato la nostra canzone pop all’Italia che stava cambiando.

Pochi giorni dopo che Un’estate al mare era uscita dalla classifica, uscì Thriller di Michael Jackson, il disco più venduto di sempre.

L’11 dicembre 82 si sciolsero per sempre gli Abba e finirono del tutto anche gli anni Settanta musicali.

Ma noi avevamo voglia di “fare il bagno il bagno al largo per vedere da lontano gli ombrelloni oni oni”…

“…Per regalo voglio un harmonizer

Con quel trucco che mi sdoppia la voce

Un’estate al mare …” 

Telegatto 1982

Angela Amendola

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