Una nuova casa

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Erano settimane frenetiche per Aurora, faceva su e giù con Roberto, per recarsi a Roma.

Si divideva tra gli appuntamenti per la sua professione e la ricerca di un appartamento per loro, in centro a Roma.

Quel pomeriggio aveva appuntamento in un’agenzia immobiliare, le avrebbero mostrato i primi 2 appartamenti.

Mentre si avvicinava al numero civico in cui si trovava l’agenzia, la sua attenzione fu attratta da una vetrina. Era molto grande, vide una ragazza che la stava allestendo, stava cambiando i vestiti a due manichini.

La ragazza alzó gli occhi un istante e la guardò.

A lei mancò il fiato, la giovane era la sua gemella, era uguale a lei.

Era proprio identica, con qualche anno in meno.

Ebbe la tentazione di entrare in quella boutique, ma avrebbe fatto tardi la stavano aspettando, sarebbe tornata il giorno dopo.

Era curiosa di conoscere chi fosse quella ‘lei più giovane “.

Eccomi, chiedo scusa per il ritardo“.
Non si preoccupi, l’appartamento non è molto distante. Saremo lì in 10 minuti“.

La via in cui si trovava il primo appartamento da vedere era su Via Labicana a poche centinaia di metri dal Colosseo. Il palazzo era storico, non c’era nemmeno l’ascensore, non si potevano apportare cambiamenti perché – appunto – di interesse storico.

Era un terzo piano, molto grande, con finestre che affacciavano sulla via principale.

Gli appartamenti erano stati a disposizione del Comune fino agli anni ’90, poi il palazzo è stato acquistato da un privato e l’Intendenza delle Belle Arti aveva posto dei vincoli.

Le stanze erano tutte molto grandi e comunicanti, solo la cucina era piccolina, era piuttosto un cucinino, dove si poteva solo cucinare e non consumare i piatti preparati. Ad Aurora piacque molto, decise di ritornare in giorno dopo in compagnia di Roberto.

Tornando in albergo si accorse di aver perso un orecchino, era di valore affettivo, un ricordo della nonna Jole.

Decise di chiamare in agenzia e di chiedere di far salire il custode su e di controllare se le fosse caduto lì. Pochi minuti dopo la segretaria la chiamó dicendo di stare tranquilla, l’indomani lo avrebbe riavuto, le era caduto per le scale.

Arrivò in albergo e trovó Roberto.

Allora come era l’appartamento? È il caso di rivederlo insieme domani?

Sì, devi vederlo ne vale la pena è bello luminoso ed è in un bel posto. A pochi passi dal Colosseo e da Colle Oppio.

D’accordo, verrò a vederlo. Ti va di uscire a mangiare una pizza? Non restiamo a cena qui, dai preparati.

Mezz’ora dopo erano in una pizzeria, c’era poca gente e furono serviti in fretta.

Aurora era un pó giù, non vedeva l’ora di tornare a casa a Torino, per stare vicino a Delfina.

Angela Amendola

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