Un segnale dallo spazio

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Leggendo qua e là notizie un pò strane, ce n’è una che mi ha incuriosita.

Da qualche giorno gli astronomi che ricercano segni di vita extraterrestre, hanno rilevato qualcosa di strano.

Hanno captato un segnale radio non ancora decifrato completamente, che sembra provenire dalla stella più vicina al sole, una stella nana rossa lontana circa 4,2 anni luce, denominata Proxima Centauri.

Si sono entusiasmati per questa scoperta alla quale si aggiunge che almeno due pianeti orbitano intorno a questa stella, uno dei quali potrebbe essere roccioso e avere un clima temperato come la Terra.

Il Breakthrough Listen è un programma che da più di dieci anni ricercano segnali di trasmissioni aliene.

Il team di astronomi ha captato un forte segnale, che è stato denominato BLC-1.

E queste onde radio sono state rilevate tra aprile e maggio 2019.

Molti astronomi sospettano che il segnale sia in effetti di origine umana, BLC-1 è il rilevamento più stimolante che il programma Breakthrough abbia fatto fino a questo momento.

Il team dei ricercatori sta preparando due articoli che descrivono il segnale e una relativa analisi, che non è stata ancora completata, la notizia del rilevamento è trapelata al The Guardian prima che la ricerca fosse pronta per la pubblicazione.

Mentre i ricercatori continuano ad analizzare il segnale, gli esperti avvertono che quasi sicuramente ha una semplice spiegazione terrestre

Si parla molto di sensazionalismo in merito a SETI” afferma Andrew Siemion, responsabile scientifico del programma Breakthrough Listen. “Il motivo per cui siamo così entusiasti della ricerca SETI, e per cui gli stiamo dedicando la nostra carriera, è lo stesso che fa entusiasmare il pubblico: si tratta di alieni! È fantastico!”.

Da 60 anni gli scienziati studiano il cielo alla ricerca di segnali radio che potrebbero essere di origine artificiale, a partire dal progetto Ozma.

Loro ipotizzano che i “bisbigli” extraterrestri siano molto simili alle trasmissioni che l’uomo usa per comunicare.

Tali segnali rientrerebbero in una gamma molto ristretta di frequenze radio, e avrebbero anche una caratteristica “deriva” che indicherebbe che la fonte del segnale si sta avvicinando o allontanando dalla Terra, ovvero che la fonte radio proviene da un oggetto cosmico distante, come un pianeta in orbita intorno a una stella.

Nel corso dei decenni, gli astronomi hanno captato numerosi segnali candidati. Alcuni si sono rivelati provenire da fonti sconosciute.

Ma alcuni segnali chiamati pèriti, hanno destato l’attenzione, fino a che gli scienziati ne determinarono l’origine: un forno a microonde.

Sì, perchè BLC-1 potrebbe provenire da un oggetto che non sta trasmettendo come previsto, un satellite non ancora identificato, un aereo in volo, un trasmettitore di terra vicino alla linea di vista del telescopio, o persino qualcosa di più banale, come dispositivi elettronici difettosi in un edificio vicino.

Ma uno strano segnale nel 2015, il Breakthrough Listen ha dato il via a un progetto di ricerca decennale finanziato da Yuri Milner, investitore della Silicon Valley, e fino a oggi, il team non ha trovato niente di definitivo nella sua attività di scansione del cielo.

Da aprile 2019, Breakthrough ha orientato il telescopio di Parkes verso Proxima Centauri, non tanto in cerca di alieni, bensì per studiare meglio i giganteschi bagliori di luce che stelle nane rosse come Proxima emettono frequentemente.

Uno studente universitario dell’Hillsdale College nel Michigan che collabora con Breakthrough, ha individuato BLC-1, apparentemente proveniente da quella stella.

Nei giorni successivi, sono apparsi quattro segnali simili, ma alcuni sono stati scartati in quanto interferenze radio.

Se BLC-1 fosse, contro ogni previsione, una “cartolina” dal sistema stellare vicino, la Via Lattea dovrebbe essere incredibilmente piena di civiltà comunicanti.

Dal momento del rilevamento, il team di ricerca si è messo nuovamente in osservazione di Proxima Centauri, senza trovare niente.

Gli scienziati stanno lavorando sullo sviluppo di nuovi test che potrebbero localizzare con esattezza l’origine del segnale, tenendo il telescopio di Parkes puntato su Proxima.

Rilevare improvvisamente un’interferenza, e pensare che potrebbe essere quello che stiamo cercando, e poi riflettere su cosa dobbiamo fare per essere in grado di confermarlo ed essere sicuri dei risultati a cui potremmo arrivare: questo è il processo giusto”.

Certo tutti noi ci auguriamo che siano segnali di vita di civiltà aliene…

Simona Bagnato

Saranno gli anni del contatto? 

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