Tradire o accontentarsi, questo è il dilemma

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La cultura odierna ci spinge a raggiungere la felicità senza metterci dei limiti, accettando lo stare da soli, l’unione fra individui dello stesso sesso, la separazione e il divorzio. Questo però non vieta, in alcun modo, alle coppie di tradire.

Qual è il motivo scatenante?

Perché, anche chi si vanta della propria felicità, arriva a tradire il partner?

Il tradimento è un atto proibito, ma allo stesso tempo tanti lo mettono in atto.

Il punto di vista di chi tradisce, negli anni si è evoluto: anticamente il matrimonio era alla base di motivi economici e l’infedeltà minacciava tutto questo. Oggi, invece, il matrimonio è un accordo romantico tra due persone e un tradimento ha alla base un fattore emotivo.

Ma esiste un tipo di trasgressione che può privare una coppia della propria felicità e relazione: l’avventura, intesa come legame emotivo o alchimia sessuale.

E la parola chiave è proprio alchimia.

Ad oggi, in una relazione cerchiamo tanto, una persona che ci completi totalmente, che sia non solo il nostro partner, ma anche il nostro migliore amico e, in un rapporto maturo, ciò che ci aspettiamo dall’altro è essere scelti, essere l’unica persona desiderata, la persona migliore che si potesse conoscere, quella insostituibile rispetto alle altre.

Ma davanti ad un tradimento tutto ciò svanisce, ci rendiamo conto che in realtà non siamo nulla di tutto questo per l’altro.

La nostra epoca ci autorizza a cercare sempre di meglio per essere felici, ci ripetiamo continuamente la frase “merito la felicità” e se prima si andava incontro alla separazione o al divorzio per ritrovare la felicità perduta, adesso si preferisce abbandonare ciò che abbiamo costruito nel tempo perché “potremmo essere più felici di adesso”.

Un tempo il divorzio era visto come una vergogna, divorziare era cibare le bocche degli “impiccioni”, sempre pronti a dire la loro, a far sentire inadeguata la persona che ha deciso di prendere questa decisione.

Oggi invece bisogna vergognarsi se si decide di stringere i denti e non abbandonare il tetto coniugale.

Ma se ad oggi siamo tutti più liberi di rimediare ai nostri errori, perché il tradimento sembra stare alla base della maggior parte dei rapporti più duraturi?

Siamo alla costante ricerca di una relazione che non ci faccia mancare niente, che ci spinga a stare fermi nel posto dove siamo, cerchiamo sempre la relazione perfetta.

Ma esiste davvero una relazione che sia capace di fornirci tutto senza farci guardare attorno?

E se così fosse, perché anche chi si professa felice arriva a tradire?

Quando ci infiltriamo in un’avventura stiamo cercando qualcosa di nuovo, stimolante (il più delle volte pensiamo sia un bisogno a livello sessuale), che ci renda liberi, autonomi, che ci aiuti a scavare dentro la nostra anima, che ci faccia ritrovare parti di noi stessi che sono andate perdute.

Ma contrariamente a ciò che si pensa, spesso il tradimento non ha niente a che vedere con il sesso, è solo un desiderio, il desiderio del peccato, dell’ottenere qualcosa di proibito che ci spinge a ricercare altrove un’altra felicità, vogliamo ciò che non possiamo avere se già si ha un legame, e questo ci fa credere di desiderare davvero ciò che vogliamo da un’altra persona.

La vera difficoltà non sta dalla parte di chi tradisce, ma da chi deve affrontare tutto questo, il dolore del tradimento, la scoperta di sé.

Proprio perché alla base di un tradimento non c’è il rapporto sessuale, la cosa più deleteria è il trasporto emotivo.

Un tradimento emotivo è da considerarsi un vero e proprio tradimento?

Essere infedeli con il pensiero non spinge un soggetto a dover tradire fisicamente, ma potrebbe avere degli effetti collaterali più disastrosi in un rapporto, perché ci si focalizza sulla nuova persona, sugli stimoli che essa ci procura solo parlandoci, levando sempre di più tempo e attenzioni al partner.

Da uno studio condotto dalla Kentucky State University, le donne intervistate hanno dichiarato di sentirsi maggiormente tradite da un trasporto mentale e non fisico, perché quello non può rientrare in una sbandata del momento, ma è un qualcosa di elaborato, che cresce giorno dopo giorno.

Questo può avvenire perché ancora non si è pronti ad abbandonare il letto condiviso, un’altra casa, non si è ancora pronti a ricominciare tutto da zero. Ma restare ancorati a ciò che si ha, desiderando mentalmente un’altra persona, non rende il tutto meno complicato.

Sono stati identificati 7 segnali per parlare di infedeltà emotiva, individuati da due terapeuti matrimoniali, Meyers e Michele Weiner-Davis.

– Comunicazione attiva con un’altra persona piuttosto che con il proprio partner.

– Forte attrazione sessuale nei confronti di un’altra persona piuttosto che con il partner.

– Nascondere il proprio cellulare al partner, proprio mentre si sta comunicando con l’altra persona.

– Speranza di felicità nei confronti del nuovo arrivato, spesso ritenuto migliore del partner.

– Presenza di una distrazione particolare, pensiero costante nei confronti dell’altra persona.

– Razionalizzare nella propria mente il rapporto con l’altra persona, per giustificare il comportamento assunto.

– Volersi difendere a tutti i costi qualora il partner noti qualcosa e chieda spiegazioni.

Tradire è un evento che minaccia la fiducia reciproca. Chi viene tradito rimprovera l’altro delle mancanze, l’aver combattuto da solo.

Spesso si è portati a stare insieme a qualcuno per paura della solitudine, si cerca sicurezza in qualcuno ma alla base non c’è un vero interesse.

L’amore è strettamente legato al desiderio di voler donare qualcosa di sé all’altro, ma spesso all’interno della coppia si tende solo a pretendere attenzioni dal partner, impedendo una crescita della coppia.

Si tradisce principalmente per colmare un vuoto, una mancanza infantile.

Si tradisce per curare sé stessi, senza rendersi conto del dolore che provoca all’altro, senza rendersi conto che basterebbe la verità per non ferire gli altri e, prima di tutto, sé stessi.

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