Toulouse-Lautrec (parte quarta)

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Toulouse-Lautrec (parte terza)

HENRI DE TOULOUSE-LAUTREC (parte quarta)
“La bevitrice” (“Postumi di una sbornia”)
olio su tela 47 × 56 cm
(Cambridge, Harvard Art Museums).

Il dipinto è stato realizzato nel 1889 e la modella che posa è la famosa pittrice francese Suzanne Valadon, che ha una turbolenta relazione con Toulouse-Lautrec.

La storia si è conclusa malamente con la separazione da parte del pittore, contrarissimo al matrimonio.

Lautrec, infatti, l’abbandona appena viene a sapere delle voci che essa diffonde, non del tutto disinteressatamente, vista la ricchezza di Lautrec, su un loro possibile matrimonio.

Di quest’opera, nota anche con il titolo ”Postumi di una sbornia”, Lautrec esegue due versioni, la prima versione è un dipinto a olio, al quale in un secondo momento dopo vari ripensamenti aggiunge il bicchiere e il tavolo, e questo disegno che vediamo nella foto.

Il tema della donna proletaria, seduta in una cupa solitudine davanti a un bicchiere di vino è motivo ricorrente nella pittura.

Moltissimi pittori da Picasso, Hopper, a Degas e a Renoir, hanno dipinto questo triste soggetto.

“La bevitrice” di Toulouse-Lautrec mostra tutti i disagi sociali della società parigina.

Lo sguardo perso nel vuoto, l’atteggiamento scomposto e abbandonato a se stesso sono la dimostrazione, per i canoni dell’epoca, di una persona miseramente sola.

LA BEVITRICE


La qualità di questo ritratto sta nella accuratezza d’osservazione di Lautrec, in particolare nella straordinaria diligenza con cui l’artista ritrae la capigliatura che si agita sugli occhi della Valadon e ai capelli disordinati sulla nuca.

La sua attenzione, per i dettagli delle sembianze della modella, è quella di un artista convinto nel dipingere quel tipo di osservazione.

Susanne Valadon è appoggiata al tavolino di un locale con lo sguardo perso nel vuoto.

L’espressione rivela la sua condizione alterata dall’alcol.

I capelli, infatti, come dicevo prima, sono scomposti e gli abiti stropicciati.

La donna è ritratta di lato, con la mano sinistra poggiata contro il viso.

Di fronte a lei, sul tavolino rotondo, si trovano un bicchiere ed una bottiglia pieni a metà.

Sul muro di fondo si intravede un quadro che pende storto da un chiodo.

A sinistra, poi, spunta l’angolo di un secondo tavolino, mentre proprio dietro al viso della donna si staglia una colonna.

Se osserviamo a fondo questo quadro e ci immergiamo nei colori, nei tratti, nello sguardo struggente, intravvediamo anche noi il mondo dove si era voluto rinchiudere “la bevitrice”.

Dentro a quel bicchiere sta la fatica di una vita difficile, la solitudine, o chissà cos’altro.

Questa scena ci spinge nella curiosità di sapere che dispiaceri sta affogando questa donna, quali ostacoli la vita le ha messo davanti.

CONCLUDENDO:

Toulouse-Lautrec, in questo ennesimo capolavoro, ci presenta il suo universo, quello che vede ogni giorno.

L’unico, forse, che conosce perfettamente.

Bruno Vergani

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