The Gray Man : Ryan Gosling tra 007 e Mission impossible

202609

Sbarcato su Netflix dopo un trionfante debutto al Cinema, The Gray Man di Anthony e Joe Russo continua la sua strada verso il successo di pubblico.

L’Uomo grigio del titolo è l’ex agente della CIA Court Gentry (Ryan Gosling), detto anche Sierra Six. Preso da un penitenziario federale e assoldato dall’ex supervisore Donald Fitzroy (Billy Bob Thornton), Gentry era un tempo un sicario a pagamento esperto e approvato dall’agenzia. Adesso però le cose sono cambiate e Six diventa l’obiettivo di una caccia internazionale lanciata da Lloyd Hansen (Chris Evans), un ex collega della CIA che farà l’impossibile per eliminarlo. Per sua fortuna l’agente Dani Miranda (Ana de Armas) è dalla sua parte.

Ryan Gosling interpreta l’Uomo grigio, mentre Chris Evans è l’antagonista folle in questo thriller prodotto da Netflix/AGBO, diretto da Anthony e Joe Russo e interpretato da Ana de Armas, Regé-Jean Page, Billy Bob Thornton, Jessica Henwick, Dhanush, Wagner Moura e Alfre Woodard.

Tratto dal romanzo “Tre giorni per un delitto” di Mark Greaney, il film è sceneggiato da Joe Russo, Christopher Markus e Stephen McFeely.

Analisi

Spettacolari e indubbiamente ottime le scene di azione in un film che ha dalla sua parte una tecnica registica non indifferente.

Ottimo il cast di attori , sulla carta, penalizzati da una sceneggiatura che dona poco spessore a personaggi in partenza interessanti da esplorare. Six , anima inquieta e dal passato misterioso, è interpretato da un sempre convincente Ryan Gosling ( straordinario come agente segreto) che non riesce però totalmente ad esprimere l’anima del personaggio  stesso.

Lo attendiamo in ruoli alla ‘Blue Valentine‘ (con Michelel Williams) ma anche nell’ironico  Barbie con Margot Robbie.

Un’approssimazione caratteriale che si estende purtroppo anche al resto dei personaggi che, seppur intriganti, non escono dall’ombra di un presssapochismo che non li fa decollare mai.

Ana de Armas, bellissima ma qui algida, rincuora nel vederla in un ruolo che non sia da ‘mangiatrice di uomini’ come ormai siamo abituati a vederla nelle sue pellicole, (Acque profonde con Ben Affleck e nel prossimo Blonde in cui interpreterà Marylin Monroe).

Chris Evans sufficientemente antipatico ma dotato di una serie di battute spesso al limite dell’ovvietà.

Peccato non si sia sviluppata la tematica della paternità mancata o del riscatto sociale e che si sia data poca importanza allo spessore psicologico dei personaggi a vantaggio di una carrellata di scene di azione a volte fin troppo eclatanti.

È film più costoso di sempre di Netflix: ha un budget di ben 200 milioni di dollari e, visto il grande successo,  si prefigura già un sequel, anticipato anche da un finale ‘aperto’.

Nota di merito alla brava e promettente Julia Butters.

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Sono Sandra Orlando, mamma di Anna e Andrea, laureata in Lingue e insegnante. Faccio parte dell'Associazione Accademia e collaboro come Editor a SCREPmagazine. Dal 2020 Sono redattrice ed Editor nella redazione della rivista di Cinema Taxidrivers per cui ho ricoperto il ruolo di Programmatrice e Head of editorial Contents . Amo la letteratura, il cinema, la musica ed in genere tutto ciò che di artistico “sa dirmi qualcosa”. Mi incuriosisce l'estro dell'inconsueto e il sorriso genuino dell'umiltà intelligente.  Scrivere fa parte di me. 

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