Sul senso della storia

158406

Nel corso del Novecento, in ambito filosofico, il termine “struttura” viene usato per indicare un sistema di trasformazioni che si autoregolano. Inizialmente il termine si riferiva soprattutto alle scienze per cui struttura indicava un complesso di leggi che stabiliscono relazioni tra loro e la descrizione dei comportamenti consente di cogliere la tipica maniera di evolversi.

Il termine struttura entra nella riflessione filosofica attraverso pensatori che rivolgono la loro attenzione ai problemi riguardanti l’uomo, la sua libertà, la sua responsabilità e come questa individualità si leghi con lo sviluppo della storia.

La conclusione a cui arrivano è che le componenti del soggetto (io, coscienza o spirito) che venivano esaltate in precedenti filosofie in cui si celebravano le capacità dell’uomo di autodeterminarsi e di essere soggetto libero viene messo in discussione a favore di “strutture” profonde, inconsce e onnipervasive.

In sintesi si può dire che la filosofia, nel tempo, ha cercato di esaltare l’uomo, lo strutturalismo vuole spiegarlo e nello spiegare mette in evidenza non l’uomo ma le relazioni in cui è coinvolto, sono queste che lo fanno essere, sono queste che ne determinano i comportamenti.

Un filosofo che ha, tramite l’atteggiamento strutturalista fatto interessanti osservazioni nel campo tradizionale della cultura umanistica è il francese Michel Foucault (1926 – 1984).

Egli ha studiato in particolare il periodo che va da Cartesio all’Illuminismo periodo considerato il secolo della ragione che però teme la ragione stessa in quanto capace di minacciare il sistema, teme coloro che sono diversi, considerandoli pazzi, li rinchiude in manicomio trattandoli come bestie.

Ma è un’opera scritta nel 1966, Le parole e le cose, che ci consente di capire meglio la sua posizione. Egli rifiuta il mito del progresso, idea che l’uomo ama molto e ha fatto propria: la storia è continuo e glorioso sviluppo.

Per Foucault la storia non ha senso e non persegue nessun fine ultimo, non è continuo progresso ma discontinuità; all’interno di essa troviamo invece gli “epistemi” che egli definisce in questo modo:

<< Quando parlo di episteme intendo tutti i rapporti che sono esistiti in una certa epoca fra i vari campi della scienza. Penso per esempio al fatto che ad un certo punto la matematica è stata utilizzata per le ricerche nel campo della fisica, che la linguistica, ovvero […] la semiologia, la scienza dei segni, viene utilizzata dalla biologia (per i messaggi genetici, che la teoria dell’evoluzione ha potuto essere utilizzata o ha servito da modello agli storici, agli psicologi, ai sociologi del diciannovesimo secolo. Sono tutti questi fenomeni di rapporti tra le scienze o fra i vari discorsi nei vari settori scientifici che costituiscono quella che io chiamo episteme di un’epoca>>.

La scienza che studia gli epistemi viene chiamata archeologia del sapere, essa fa vedere come nella storia non ci sia alcun progresso o continuità, sono stati gli uomini che hanno cercato di definire un ordine di regole che li guidassero nel dare al mondo un orizzonte di senso.

Nella definizione di tale mondo l’uomo si è trovato tra esperienze empiriche e proposizioni scientifiche tese ad avvalorare l’ordine. Per Foucault, proprio nella zona intermedia tra queste due c’è essenzialità, è lì << in quel campo più confuso, più oscuro, più arduo >> che si potrà fare <<l’esperienza nuda dell’ordine>>.

Il filosofo ritiene, inoltre, che ciò che viene di solito chiamato cambiamento con conseguente idea di successione dovrebbe essere sostituito dalla capacità di coglier la vivacità della differenza. A ciò che in alcune filosofie viene chiamato “divenire” come elemento astratto e formale, si dovrebbe sostituire l’analisi delle trasformazioni nella loro specificità.

Foucault individua tre strutture epistemiche a cui corrispondono tre epoche culturali: la prima arriva fino al Rinascimento; la seconda è quella dei secoli XVII e XVIII; la terza è nel secolo XIX.

Nella prima episteme <<le parole avevano la stessa realtà delle cose che significavano>>. Ogni cosa cioè era definita dalla forma esterna. La moneta aveva un valore intrinseco, reale.

Nella seconda episteme avvengono fondamentali trasformazioni: il discorso non è più legato alle cose e le monete perdono il valore intrinseco che avevano e viene espresso un valore legato all’immagine impressa su di essa.

Nella terza episteme non si cerca più la rappresentazione del visibile ma si va alla ricerca dell’<< originario>> segreto delle cose. In quest’ultima episteme si delinea un quadro in cui l’uomo, maestro di discorsi teorici, risulta assente. Si sfalda così l’idea dell’uomo che sul piano della conoscenza appare e scompare come semplice oggetto tra altri elementi osservati.

L’esito di questa filosofia è nichilista, non c’è storia, non c’è uomo da salvare, egli, ormai debole, non ha parole da dire se non quelle vuote dell’ordine. Non ci sono più stelle da osservare né doveri da custodire. Nulla di ciò che nei secoli ha creato quello che chiamiamo cultura occidentale merita di essere conservato, né la coscienza infelice di hegeliana memoria né il disgregarsi di una norma.

Foucault era francese come Cartesio iniziatore della filosofia che lui critica, ma come Cartesio usa una logica stringente, conseguente. Su di lui ha notevole influenza il filosofo Nietzsche, maestro del sospetto e come questo approda ad un freddo nichilismo.

Quella di Foucault è una filosofia che si interroga sul valore della storia, non condivido del tutto il contenuto ma ritengo che sia molto interessante confrontarsi con questo pensiero, soprattutto in tempi in cui le parole “razionali” sembrano non essere comprese. Sembra proprio che oggi prevalga quel fondo oscuro e confuso di cui parla il filosofo francese.

Usciremo dall’impasse? Credo di sì!

Giorni fa, aprendo la porta di casa per uscire ho sentito poco lontano voci di bambini che giocavano felici, ho pensato: il futuro è già qui.

 Gabriella Colistra

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

1 COMMENT

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here