Sindrome del Grinch

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Oggi, 27 dicembre, abbiamo definitivamente concluso la prima parte delle festività, quelle natalizie, prima che arrivino le ultime, Capodanno e l’Epifania.

Molti sono amanti di queste feste, fanno il conto alla rovescia, iniziano a decorare, a fare l’albero anche prima dell’8 dicembre, ma una buona percentuale della popolazione odia queste ricorrenze, solo l’idea di dover festeggiare procura uno stato di ansia/depressione/tristezza/stress molto alto, incontrollabile, che porta ai soggetti un malessere mentale e fisico.                                                    A questa bella fetta di popolazione è stata diagnosticata la Sindrome del Grinch.

Si avete letto bene, questa sindrome (presa dal nome del conosciutissimo personaggio di fantasia del film di Ron Howard) esiste davvero e l’Università di Copenaghen qualche anno fa ha ottenuto dei risultati sorprendenti dagli studi fatti.

Questo studio, pubblicato nel 2015 sul British Medical Journal, si era posto come obiettivo di captare lo spirito natalizio nel cervello umano selezionando 10 persone che ogni anno sono dedite ai festeggiamenti natalizi e 10 che non organizzano nulla.

Venivano mostrate ai soggetti delle immagini natalizie intervallate da immagini basiche e tramite risonanza magnetica funzionale veniva rilevata l’attività cerebrale mediante la misurazione della variazione di ossigeno nel sangue che dipendeva dalla maggiore o minore attivazione dei neuroni.

Coloro che consideravano il Natale come qualcosa di positivo attivavano delle aree del cervello in quello che è stato definito dai ricercatori “Christmas spirit network” e coloro che invece non amano questa festa queste aree non le attivavano affatto.

La “Grinch syndrome” viene definita in realtà come Sindrome da Tachicardia Posturale Ortostatica, nata da studi effettuati nel 2010, sindrome caratterizzata da un aumento della frequenza cardiaca nel passaggio tra la posizione sdraiata a quella eretta, accompagnata da sintomi come vertigini, vista offuscata

Coloro che soffrono di questa sindrome hanno di natura un cuore più piccolo di dimensioni rispetto alla norma.

Ma veniamo alla spiegazione della Sindrome del Grinch, tratta dal film.

Il Grinch, interpretato da Jim Carrey, è un personaggio burbero, che non ama affatto il Natale perché non sopporta la felicità della gente in quel determinato periodo dell’anno, ma il tutto è collegato anche a delle situazioni del suo passato che gli hanno diminuito il cuore di tre taglie.

https://www.youtube.com/watch?v=t5xfTINhjSE&ab_channel=MELECUCCHETV

Stanco dell’ennesima ricorrenza decide di “rubare il Natale” a grandi e piccini. Decide di travestirsi da Babbo Natale, ruba nelle case doni, luci, va in giro togliendo ogni singola decorazione che sia riconducibile al Natale nella speranza che la gente possa sentire lo stesso dolore che prova lui.                                           

Ma il Grinch si rende conto man mano che la gente ama talmente tanto quella festività, che non è riconducibile a qualcosa di materiale ma di spirituale. Rimane impressionato da quanto vede, così il suo cuore aumenta di tre volte la dimensione rendendolo buono e amorevole, e ciò gli permette di poter passare la sua prima festa natalizia in compagnia e gioia.

Ecco perché chi non ama questa festa viene chiamato Grinch.

Per coloro che non sopportano il Natale è veramente uno sforzo enorme mandare giù tutti quei giorni di festa, tutto si appesantisce, ma purtroppo non c’è via di scampo se non accettare. Anche chi lo odia, come il Grinch si ritroverà in mezzo a gente felice e sorridente.

Ma per quanto possa essere estenuante, la parte del Grinch riesce a trovare un barlume di speranza. Quale? Che prima o poi finiranno quei giorni.

Qual è il lato positivo? Il relax, il riposo totale.

Quale potrebbe essere la soluzione? Approfittare dei giorni di relax per fare ciò che veramente gli piace, fare un viaggio che rimanda da tempo, o semplicemente stare in casa a non far nulla.

Per cui, miei cari “non amanti del Natale” (e so che siete lì nascosti), non deprimetevi, non maledite questi giorni di festa, ma pensate a voi stessi, solo a voi e ai vostri desideri, anche rinunciando alle lucine, addobbi vari e cenoni lunghi una vita.

Ma mi raccomando, non provate a spegnere la luce negli occhi di chi aspetta questo giorno con tanta gioia. Chissà, un giorno come il Grinch potreste amarlo anche voi 🙂

Giulia Trio

Clicca sul link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

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