Serve degli uomini o “ancelle di Dio” come vengono definite poeticamente in sanscrito; le devadasi fanno parte di quel pezzo di cielo dove il sole non splende mai.
Sono ragazzine, giovani donne che hanno da poco lasciato l’infanzia per entrare a far parte di un gruppo di “privilegiate”, offerte alle divinità del luogo, quale sacrificio per ottenere la loro benevolenza.
Stiamo parlando delle province meridionali dell’India, di luoghi ancora purtroppo dominati da leggi di subordinazione delle donne e stiamo parlando di una tradizione che dura da ben 15000 anni.
Una volta entrate nel Tempio, le devadasi non hanno più diritti: non possono più studiare, sposarsi, fare famiglia o tantomeno lavorare. Sono annullate, meri oggetti danzanti, vittime di violenza sessuale da parte di qualunque uomo o sacerdote voglia “farne uso”.
Ancora oggi Sono più di 80000, la maggior parte ragazze molto povere e senza istruzione, che, una volta diventate adulte, diventano a tutti gli effetti prostitute e trasferite nei bordelli cittadini.
Nonostante le durissime condanne e la dichiarazione di illegalità di una pratica disumana e obsoleta, tutto tace e continua ad essere tollerato soprattutto nell’area di Bangalore.
Se nasci devadasi naturalmente anche le tue figlie lo diventeranno, deturpando intere generazioni costrette da fame e ignoranza culturale.
Di fronte all’orrore di queste storie, qualcosa si sta finalmente muovendo, grazie all’attivista indiana Juliana Lohar.
La Lohar porta avanti da anni un progetto di forte sensibilizzazione e consapevolezza sociale nei confronti del fenomeno devadasi.
Fù lei a convincere qualche anno fa una ragazza schiava a confessare ogni cosa e a denunciare la madre che l’aveva venduta.
Il progetto della Lohar prevede sostegno da ogni punto di vista per tutte le ragazze che si ribellano alla violenza e fuggono: appoggio economico, psicologico e soprattutto un lavoro che possa restituirgli il rispetto di se stesse e il sogno di una vita diversa.
Col sostegno di WE WORLD (associazione mondiale e nazionale in difesa delle donne e dei minori) la Lohar tratterà il problema al We World festival di Milano, inaugurato il 23 Novembre e che si concluderà il 25.
Il fatto che oggi se ne parli è già un grandissimo traguardo: la consapevolezza e la conoscenza, come verso ogni altro problema, sono le armi migliori per sconfiggere o almeno tentare di arginare i mali sociali.
Sandra Orlando
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