Sereno è

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Come già anticipato, amo molto ascoltare la musica e sono aperta a tutti i generi. Il mio interesse spazia tra country, pop, rock, musica leggera e addirittura, anche l’hard-rock. Ma c’è una canzone che proprio non sopporto, non mi è mai piaciuta perché è il veicolo del maschilismo più becero. L’ho odiata fin dal primo ascolto, quando Drupi la propose nel 1974. Ero ancora una ragazzina ma già l’idea di una moglie che si alza presto per preparare il caffè al marito che ancora dorme, non mi piaceva molto. Mi dava l’impressione già allora, della moglie cameriera. Andando avanti ci sono frasi ben peggiori che danno l’idea della donna stupida e incapace. Ne volete un esempio? Tutti e due in moto e poi: –La volta che hai guidato tu, dentro un fosso a testa in giù…– ecco lo stereotipo della donna che non sa guidare.

E sentirmi come tu mi vuoi.- Ma davvero? Davvero vogliamo essere catalogate e felici?

Raccontarti un sacco di bugie per poi ridere di te!– Credo che questa, tra tutte, sia la frase peggiore. Tratta la sua donna come una povera stupida, la ridicolizza. No, questa non è una canzone da amare. Non esprime amore, quello alla pari ma prevaricazione e mancanza di rispetto.

Preferisco non ascoltarla. Non sono interessata. Non mi piace. Eppure, dello stesso periodo abbiamo canzoni, anche loro molto orecchiabili che parlano di amore puro e totale. Mi permetto di segnalare alcuni titoli dello stesso periodo e nessuna di loro, mortifica la donna:

Claudio Baglioni E tu.

Mina E poi.

Berto Pisano A Blue shadow.

I Cugini di Campagna Anima mia.

Daniel Sentacruz Ensemble Soleado.

The Rolling Stones Angie.

Riccardo Cocciante Bella senz’anima.

Adriano Celentano Bellissima.

Chi ha la mia età le ricorda tutte e probabilmente, nella sua mente, ha iniziato a canticchiarle. Testi meravigliosi, a volte leggeri, commerciali anche, ma nessuno che manchi di rispetto al sesso opposto.

In quei toni caldi e suadenti, come vedete, c’è poco da essere sereni.

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