La casa ha una propria anima

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Mi piacciono le vecchie case, ormai vuote ma così piene di ricordi. Case che resistono a noi nel tempo e che non moriranno mai.

Se mi avvicino ad una loro finestra mi par di sentire dei passi, e riesco a sentire le voci che risuonano come echi.

Sono le voci di fantasmi, di chi in quella casa ha pianto, gioito, amato, sperato, sofferto, vissuto…

Le case, specie le vecchie, sono testimoni mute di vite. Nel loro silenzio si ode l’eco di chi abitava quelle stanze che ora sono ricoperte dalla polvere. Chissà perché sono vuote, mi piacerebbe vederle animate di nuovo.

Vederle rivivere con qualcuno che riaccendesse il vecchio camino, tornasse ad innaffiare i fiori sui davanzali delle finestre e tornasse a rivivere sentimenti, in quelle stanze ormai orfane di vita.

Bambini che danno i loro primi passi sui tappeti consunti dall’uso, le lacrime di donne alle prese con delusioni d’amore, tutto  ciò che è vita insomma. Basterebbe una scintilla di vita che riaccendesse una vecchia casa . Mi piace sbirciare dalle finestre e dove possibile, entrare. Allora mi appare lo scenario del tempo passato…

Ogni casa ha una propria voce, in fondo sono una discarica di oggetti che noi poniamo in essa. Un accumulo di oggetti che poi, quando noi non ci saremo più, verranno smaltiti in qualche modo.

Regalati, tenuti come ricordo o semplicemente dati ad un rigattiere. Le case si possono abbandonare per mille motivi, possono svuotarsi da chi li abitava, ma loro mantengono ogni cosa al loro interno.

È successo in pandemia che alcune case sono state quasi congelate, non c’era più nessuno ma tutto era rimasto intatto, le giacche erano rimaste nell’armadio, vestiti stesi sul letto, le chiavi all’ingresso.

Mancavano gli abitanti, erano andati via, ma le case lí ad aspettare.

E quando una persona cara muore, scompare dalla realtà fisica che prima condivideva con noi, ma lascia dietro di sé le tracce materiali della vita che abitava.

Di quella vita di un tempo rimangono, come testimoni silenziosi, stanze, armadi, cassetti, oggetti, spazi, carte, piante, abiti, doveri, debiti, tutto ciò, insomma, che c’era fino al momento della scomparsa.

Quelle tracce sono, come una capsula del tempo. Tutto parla ancora della persona, dei suoi gusti, delle sue attività, della sua storia, delle sue scelte e del peso che ha avuto nella nostra vita.

La casa è la nostra anima che ci sopravvive.

Angela Amendola

 

Clicca il link qui sotto per leggere il mio articolo precedente:

Non solo Trevignano …

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