Sabato pomeriggio

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Immaginate di avere davanti a voi un foglio di carta bianco, siete da soli, nelle prime ore di un sabato pomeriggio, avete a disposizione dei colori pastello, logicamente una matita, dentro di voi un gran desiderio di pace, un punto della vostra mente vi invita a ricercare la serenità attraverso la lentezza, sì, fermate per qualche minuto il tempo e la sua fretta.

I rumori, fuori dalla finestra, vi arrivano ovattati, piacevolmente lontani, non sono fastidiosi, piuttosto è come lasciare per un momento un qualcosa di familiare, sapendo di ritrovare il tutto intatto, tra qualche ora.

Un albero vi sorride nella vostra mente, attende di apparire sul foglio ancora bianco, poi una casetta gialla e rossa vi accarezza la mano e vi strizza l’occhio, vi sta dicendo, su dai, potresti pormi accanto all’albero, senza dimenticare una panchina verde.

E il cielo azzurro con un solo splendente, come per incanto si fa strada sul foglio, e ancora una chiesetta, e due bimbi con un aquilone.

Due bimbi con gli occhi rivolti verso il cielo, l’aquilone è quasi attaccato al sole, e per magia due margherite spuntano senza che alcun prato verde sia mai stato disegnato.

Cosa ci fa quell’aereo dello stesso colore del cielo?

Ha solo i contorni, è trasparente, è forse soltanto un sogno.

Ora siete seduti davanti al vostro disegno, siete fuori dal tempo quotidiano, siete attoniti, siete in una dimensione giusta: avete davanti a voi la vita che non è stata, essenza pura, un’evasione meritata.

Ma avete colorato anche la vostra vita reale, avete utilizzato il colore dell’idea.

Conservate il vostro disegno, conservate i pastelli, conservate la matita, per un futuro sabato pomeriggio, quando avrete di nuovo voglia di sintetizzare il cuore universale, quando avrete di nuovo voglia di chiudere la finestra e vi sembrerà di sentire Rousseau bisbigliare al vostro orecchio “Non vi è di bello se ciò che non è”.

Tommaso Cozzitorto

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Sono nato a Salerno, ho trascorso la mia infanzia a Sapri e vivo a Lamezia Terme dall'età di dieci anni. Laureato in Lettere moderne ad indirizzo filologico-letterario presso l'Università di Salerno con una tesi dal titolo "Cesare Beccaria e il dibattito sulla pena di morte" discussa con il prof. Valentino Gerratana. Abilitato all'insegnamento in materie letterarie, filosofia e storia, storia dell'arte, insegno Italiano, Storia e Geografia nella scuola secondaria di primo grado. Mi occupo anche di critica letteraria e di arte attraverso conferenze e presentazioni di libri. Ho scritto prefazioni a romanzi e saggi, collaboro al mensile "Lamezia e non solo" da diversi anni. Sono stato protagonista nella trasmissione televisiva Confidenze Culturali ed ho presentato la rubrica "Imagine" su Ermes TV. Per dieci anni ho curato la rassegna "DiMartedìCulturando" in un noto locale di Lamezia Terme. Ho fatto parte della Commissione Calabria "Premio la Giara" indetto dalla RAI. Ho pubblicato due libri: Palcoscenico e Along the way. Nel 2011 ho ricevuto il "Premio Anthurium" città di Lamezia Terme e successivamente il "Norman Academy" a Roma, entrambi per meriti culturali. Ho ricevuto nel dicembre scorso un riconoscimento dal Liceo Scientifico Galilei di Lamezia Terme nell'ambito del Festival della Scienza. In ambito prettamente scolastico sono stato Valutatore ed esperto in PON e POR.

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