Monica è tornata

199843
Quel giorno di marzo l’aria aveva un profumo di primavera, di fiori in sboccio.
E i leggeri aliti di vento le scompigliavano la piega dei capelli appena fatta dal suo parrucchiere.
Monica si sentiva piena di entusiasmo: godeva dei piccoli regali che il mondo in quel momento le faceva, come il tiepido sole che dopo giorni di pioggia era un vero toccasana per la sua anima e il suo umore.
Monica stava tornando in quella via dopo diversi anni.
Era partita dal suo paese per cercare lavoro dopo la sua laurea in Lettere e filosofia.
Mentre percorreva la via si accorgeva che quella era rimasta sempre uguale e non solo nei suoi ricordi.
Anche la presenza di Marco, nonostante fossero passati diversi anni dall’ultima volta in cui si erano visti, Monica l’avvertiva come se in quel momento fosse al suo fianco come allora.
Era stato sempre in lei, ovunque andasse.
Ricordava ancora i suoi occhi neri così profondi, lo sguardo spesso velato da malinconia e ombre.
Ripensò a Marco, e le venne la stessa voglia di stringerlo per liberarlo col suo abbraccio, come un tempo, dai pensieri e dalle ombre sul suo viso prima che lei partisse.
Fu in quel momento che Monica si rese conto del suo aspetto.
Era sconvolta come se un uragano le fosse passato addosso. I suoi lunghi capelli rossi erano tutti scompigliati e le ricadevano sulle spalle disordinatamente.
Il vestito azzurro a fiori, era sgualcito. Entrò in un negozio e le andò incontro Patrizia, la ragazza che aveva lavorato con lei in quel posto, ora diventata una donna adulta, come lei.
Si salutarono gioiosamente.
Alla loro mente tornarono i ricordi piacevoli di quel periodo vissuto fianco a fianco per mesi.
Il cuore cominciò a batterle forte: sì, non era solo una sensazione!
Nulla era cambiato in quei luoghi così familiari.
Poco dopo la raggiunse lui, Marco, il proprietario del negozio di antiquariato.
Si guardarono fissi negli occhi, intimoriti da ciò che ancora sentivano l’uno per l’altro. Sedettero sul salottino azzurro come se entrambi avessero avuto un piccolo mancamento.
Monica, guardandolo, si chiese come aveva potuto credere di avere dimenticato quell’uomo.
Si rese conto di averlo cercato in tutti i visi incontrati negli anni trascorsi lontano.
Si chiese come aveva potuto credere di amare altri dopo di lui.
Ora, che lo aveva davanti, si rendeva conto di avere amato solo lui. Marco era l’uomo perfetto, anche se i suoi travagli interiori lo allontanavano da lei in alcuni momenti della giornata.
Al suo contrario, Marco si richiudeva in se stesso e andava via senza proferire parole.
La donna non riuscì a trattenersi, si avvicinò al suo viso e non ci fu bisogno di parole: l’amore era ancora presente come al principio della loro lunga storia.
È così che avvenne, in quel tiepido pomeriggio di primavera, il magico momento dell’amore ritrovato dopo tutti quegli anni…

Continua 

Angela Amendola 

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