“Shakiruccia” conquista l’Eurovision
Immaginate la scena, le luci, il fumo, i glitter, e poi sul palco arriva lei: Dara che sembra Shakira ma dopo aver ordinato un tutorial su YouTube intitolato “Come diventare una popstar in 10 minuti ma senza garanzie”.
Dara entra in scena e comincia a muovere i fianchi ma il pubblico non capisce se applaudire perché pensa all’originale cioè Shakira. Le sue gambe parlano edicono:
“Non siamo Shakira, ma ci proviamo con entusiasmo”.
La Bulgaria porta a casa la vittoria all’Eurovision 2026 grazie a Dara, la cantante che i social hanno ribattezzato con la delicatezza tipica del web “la brutta copia di Shakira”.
Eppure, tra un’imitazione di anca e un’eco di Waka Waka, è stata proprio lei a schiacciare la concorrenza come un tacco 12 su un formicaio.
Bangaranga è un ritornello talmente simile ai brani di Shakira che l’OMS sta valutando se dichiararlo sostanza infettiva virale.
La coreografia è un mix tra:
zumba del martedì,
danza del ventre del giovedì,
e “aiuto ho perso l’equilibrio” del sabato sera.
I ballerini la seguono con le sedie in testa e la stessa convinzione di chi ha firmato un contratto senza leggere le clausole. Quando annunciano la vittoria della Bulgaria, Dara rimane scioccata.
Non perché non se lo aspettasse, ma perché aveva già preparato il discorso per il secondo posto, più instagrammabile. Secondo fonti non confermate, Shakira avrebbe detto:
“Non so chi sia, ma spero almeno che paghi i diritti d’autore alle mie anche.”
E così, tra imitazioni, parodie e movimenti pelvici Dara diventa la regina dell’Eurovision 2026.
Una Shakira alternativa, parallela, low-cost, ma con un superpotere: far ballare anche chi non vuole. Ha capito perfettamente che all’Eurovision non serve essere originali, basta essere memorabili.
E lei lo è stata.
Ma alla fine, l’Eurovision è questo: un gigantesco carnevale pop dove vince chi urla più forte, brilla di più e scuote più bacini.
Ma con l’originale Shakira non c’è paragone.
Angela Amendola






